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La Protezione civile si arricchisce di «buone pratiche»

Io non rischio

A metà giugno la campagna «Io non rischio», in 230 piazze, per la diffusione dei comportamenti adeguati al rischio sismico e a quello legato ai maremoti. Coinvolti quasi 3.500 volontari


•• Si chiamano ormai «best practices», in termini internazionali, sono i comportamenti virtuosi, le buone (letteralmente le migliori) pratiche che permettono di svolgere compiti delicati nella maniera più positiva possibile per vantaggio comune.

Se di queste si parla in termini di protezione civile, il discorso si fa certamente molto importante per la serietà e l’importanza dei servizi di questo delicato comparto.

Nasce da questo assunto il motivo conduttore della campagna nazionale per le buone pratiche di protezione civile che vedrà il 14 e 15 giugno prossimi, quasi 3.500 volontari, appartenenti a 21 organizzazioni nazionali, nonché a gruppi comunali e associazioni locali di protezione civile, allestire punti informativi con il motto «Io non rischio» in 230 piazze distribuite su quasi tutto il territorio nazionale. Obiettivo dichiarato, sensibilizzare i cittadini sul rischio sismico e, in alcuni comuni costieri, anche sul rischio maremoto.

Mancano poco meno di tre mesi dunque al fine settimana dedicato alla campagna informativa sui rischi naturali che interessano il nostro Paese, giunta al suo quarto anno consecutivo. Momento di riflessione e di azione per il volontariato di Protezione civile, le istituzioni e il mondo della ricerca scientifica impegnate insieme per migliorare capacità di intervento, rapidità, adeguatezza delle metodiche, miglioramento delle attrezzature e loro miglior impiego.

All’appuntamento di metà giugno, però, bisogna arrivare preparati. Dal 14 marzo, dopo il saluto del Capo del Dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, ha avuto inizio il percorso formativo per i volontari e le volontarie che avranno il fondamentale compito di diffondere la cultura della prevenzione di protezione civile nei territori dove operano ordinariamente.

A sostegno delle associazioni di volontariato, fondamentale sarà anche la partecipazione delle istituzioni locali, affinché l’iniziativa sia davvero un’importante occasione di corretta informazione alla popolazione, aspetto prioritario di ogni azione di protezione civile sul territorio.

Nei giorni scorsi il Prefetto Gabrielli ha scritto agli oltre duecento Sindaci dei Comuni interessati dall’iniziativa, nonché alle strutture di protezione civile regionali, all’Associazione nazionale dei comuni italiani e all’Unione delle province italiane, chiedendo di garantire il necessario supporto ai volontari.

«Io non rischio» – campagna nata quattro anni fa per sensibilizzare la popolazione prima di tutto sul rischio sismico – è promossa dal Dipartimento della Protezione civile in collaborazione con Anpas-Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e Reluis-Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica.

L’inserimento del rischio maremoto nasce dopo la positiva esperienza maturata in occasione dell’esercitazione europea dell’ottobre 2013 TWIST (Tidal Wave In Southern Tyrrhenian Sea), coinvolgendo anche l’Ispra-Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e Ogs-Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale.

L’elenco dei comuni interessati dalla campagna il prossimo 14 e 15 giugno è online sul sito ufficiale della campagna, www.iononrischio.it, dove è inoltre possibile consultare i materiali informativi su cosa sapere e cosa fare – prima, durante e dopo un terremoto o un maremoto.

Roberto Mostarda