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Ricerca UNIBO: monitoraggio degli ecosistemi con il miele!

Dall’Università di Bologna la messa a punto di un sistema di analisi che sfrutta la traccia genetica lasciata dagli insetti. Lo studio è stato realizzato da un gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell’Università di Bologna coordinato dal prof. Luca Fontanesi

Alcuni ricercatori dell’Università di Bologna hanno messo a punto un nuovo sistema di analisi, uno strumento che può rivelarsi molto utile sia per tenere monitorata la biodiversità degli ecosistemi che per identificare possibili frodi alimentari. Con poche gocce di miele si può infatti capire quali e quanti insetti abitano il territorio in cui quel miele è stato prodotto.

Lo studio, da poco pubblicato su Scientific Reports, si è concentrato sull’analisi del DNA ambientale, una traccia genetica lasciata dagli insetti e trasportata nel miele dal lavoro delle api. “Il DNA ambientale – spiega Valerio Joe Utzeri, coautore della ricerca – deriva da alcuni insetti che si nutrono della linfa delle piante, ad esempio gli afidi e altri appartenenti all’ordine dei Rincoti”. Questi insetti, particolarmente importanti per gli ecosistemi agrari e forestali, producono melata, una secrezione zuccherina molto apprezzata dalle api, che viene utilizzata nel processo di produzione del miele.

Utilizzando tecniche di «next generation sequencing» applicate al DNA ambientale, i ricercatori sono così riusciti ad identificare – indirettamente ma in modo molto preciso – le diverse specie di insetti presenti nel territorio in cui le api hanno lavorato: un’area che può estendersi fino ad un raggio di dieci chilometri.

Il nostro studio – spiega la ricercatrice Anisa Ribaniha messo in evidenza come da pochi grammi di miele sia possibile recuperare informazioni dettagliate sulle popolazioni di insetti presenti negli ambienti agrari e forestali”. Un sistema che permette di monitorare la biodiversità ambientale e tenere così sotto controllo la presenza di organismi dannosi per le piante. Inoltre, il controllo del DNA ambientale consente di autenticare l’area di provenienza del miele analizzato, scongiurando così possibili frodi alimentari. “Con questo strumento – conferma Giuseppina Schiavo, altra ricercatrice coinvolta nello studio – possiamo ottenere informazioni quantitative sulle infestazioni degli insetti nell’ambiente e ricostruire la struttura genetica delle loro popolazioni”.

I protagonisti dello studio

Lo studio è stato realizzato da un gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell’Università di Bologna coordinato dal prof. Luca Fontanesi. I risultati sono stati pubblicati su Scientific Reports con il titolo «Entomological signatures in honey: an environmental DNA metabarcoding approach can disclose information on plant-sucking insects in agricultural and forest landscapes». Gli autori sono Valerio Joe Utzeri, Giuseppina Schiavo, Anisa Ribani, Silvia Tinarelli, Francesca Bertolini, Samuele Bovo e Luca Fontanesi. Il lavoro fa parte di un più ampio spettro di attività del gruppo di ricerca nel settore della genomica applicata all’apicoltura e alle specie di interesse zootecnico da cui è anche nata GRIFFA, giovane start-up specializzata in Food Genomics.

[ Redazione PROTECTAweb ]