Home Politiche Politiche Nazionali Il paese più ...

Il paese più verde del mondo

Matteo Renzi

Il premier Matteo Renzi: “C’è una strategia verde per il Paese, pronto un decreto incentivi da 9 miliardi per le fonti rinnovabili. L’Italia è ai primi posti a livello globale nel settore”

L’Italia è un’eccellenza mondiale nel settore delle rinnovabili e ha imboccato un sentiero verde dal quale non si torna indietro. Così il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha introdotto una Conferenza stampa tenutasi ieri a Palazzo Chigi per fare il punto sulle energie rinnovabili in Italia e annunciare la firma di un decreto incentivi, che assegna 9 miliardi di euro alle fonti green non fotovoltaiche per i prossimi 20 anni. All’evento hanno preso parte anche il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, il Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti e gli Amministratori Delegati di Eni Claudio Descalzi, di Enel Francesco Starace e di Terna Matteo Del Fante.

Una strategia verde

“Oggi vogliamo finalmente fare chiarezza. Abbiamo aspettato la fine delle polemiche post referendarie e della discussione sulle amministrative per presentare il lavoro che il Paese intende fare sulle energie rinnovabili, partendo da Eni e Enel. E poi c’è Terna con quattro miliardi di investimenti. C’è un decreto del Ministero dello Sviluppo economico che vale 9 miliardi, un pacchetto di interventi che dimostra l’esistenza di una strategia verde in questo Paese, alla quale chiamiamo ad orientarsi tutti i partner pubblici e privati” ha dichiarato Renzi nel suo discorso di apertura. “Eni ed Enel sono la prima e seconda azienda del Paese per lavoratori e fatturato: hanno ingegneria e innovazione tali da essere leader a livello mondiale e la possibilità di partire a livello territoriale nel nostro Paese”. Tuttavia, “la produzione di rinnovabili non è efficiente senza una rete distributiva. E allora Terna avrà modo di illustrare gli investimenti nei prossimi 4 anni su un tema di sua specifica competenza” ha sottolineato il Presidente, prima di lasciare la parola agli altri relatori.

Da discariche a campi fotovoltaici

L’AD di Eni Claudio Descalzi ha confermato il Piano del «Cane a sei zampe» sul fronte delle rinnovabili. “Abbiamo bonificato 4.000 ettari di terreno, ideali per il fotovoltaico. Tra questi, abbiamo già selezionato i primi 400 ettari, dove sono previsti 250 milioni di euro di investimenti. Stiamo parlando con Enel e altri soggetti interessati per realizzare una joint venture su questi terreni”.

Descalzi

I primi siti selezionati per gli interventi sul fotovoltaico riguarderanno cinque siti: due in Sardegna, due in Sicilia e uno a Manfredonia, in Puglia. “I primi 70 MW saranno realizzati entro il 2017 per concludersi in due anni e mezzo” ha dichiarato Descalzi, illustrando il programma a lungo termine sulle rinnovabili che prevede investimenti globali da 700 milioni a un miliardo di euro. “Bisogna attivare una transizione verso il nuovo senza però rottamare il vecchio. Siamo chiamati a basarci sulle esperienze e sulle infrastrutture passate per costruire un futuro che deve necessariamente prevedere un utilizzo di carbone nettamente inferiore”. Per quanto riguarda le piattaforme marine off-shore, “abbiamo 100 piattaforme, di cui 25 sono di passaggio e utilizzabili. Terremo vivi dei laboratori per studiare nuove tecnologie” ha concluso Descalzi, parlando della produzione di energia dal moto ondoso.

Rinnovabili, digitalizzazione, mobilità elettrica

Nel suo intervento, l’Amministratore Delegato di Enel Francesco Starace ha riepilogato gli investimenti dell’azienda non solo in rinnovabili, ma anche in contatori digitali di ultima generazione, in smart city e in colonnine di ricarica per veicoli elettrici.

Starace enel

“C’è ovunque una chiara e impetuosa chiara crescita delle rinnovabili. Oggi Enel è la più grande società di rinnovabili al mondo, e la metà dei nostri investimenti di crescita è destinata a fonti green. Siamo pronti a collaborare con Eni”. Sul fronte delle rinnovabili nel nostro Paese, “l’investimento può superare i 2 miliardi di euro, ma bisogna vedere l’evoluzione normativa italiana, su cui siamo abbastanza confidenti. In Italia stiamo anche dando nuova vita a 23 vecchie centrali a carbone, tra bonifiche e trasformazioni”. A una domanda sull’estensione della rete di ricarica per e-car per coprire tutto il territorio nazionale, Starace ha annunciato una mappatura che “riguarderà tutta l’Italia, non solo le autostrade, che comunque sono fondamentali”. Per realizzarla, spiega Starace, le difficoltà non riguardano tanto i finanziamenti, quanto la mancanza di un piano organico.

Un hub elettrico rinnovabile nel Mediterraneo

“Dobbiamo prevedere e accompagnare lo sviluppo di un Paese che già oggi, con oltre l’8%, è il primo al mondo come percentuale di produzione rinnovabile rispetto alla domanda”.

Del Fante

Secondo l’Amministratore Delegato di Terna Matteo Del Fante, si può affermare che “l’Italia è un hub elettrico a trazione rinnovabile nel Mediterraneo. Terna è il primo operatore indipendente europeo con una rete di 72.000 km. Investiremo circa un miliardo di euro all’anno per i prossimi 4 anni, e i nuovi progetti di collegamento riguardano Francia (sotto il Frejus), Balcani (attraverso il Montenegro), Svizzera, Austria e Tunisia”. Del Fante ha poi ricordato l’attività di installazione di batterie per bilanciare la rete in presenza di rinnovabili poco programmabili, con “50 MW tra Sardegna Sicilia e Campania. Contiamo di installare altri 5 MW di batterie nei prossimi tre anni”.

Italia, presente e futuro green

Il Decreto incentivi da 9 miliardi si applicherà a iniziative selezionate tramite un sistema di registri ed aste entro la fine di quest’anno, perché dal 2017 saranno applicate le nuove regole dell’Unione Europea. Secondo quanto annunciato dal Ministro Carlo Calenda, il 50% degli investimenti sarà destinato a tecnologie vicine all’equilibrio economico, come ad esempio il grande eolico e la geotermia convenzionale.

Carlo Calenda

Un altro 25% interesserà tecnologie innovative come solare termodinamico e geotermia a zero emissioni, settori con un ampio potenziale di sviluppo sui mercati esteri. Il rimanente 25% riguarda l’uso energetico di fonti biologiche, compresi sottoprodotti e rifiuti, che favoriscono l’economia circolare e la gestione integrata della filiera agricola.

Per Gian Luca Galletti, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, “ambiente e sviluppo possono coesistere. Il Piano sulle energie rinnovabili è un primo passo verso quel percorso di sviluppo sostenibile che l’Italia ha intrapreso in maniera decisa”.

Galletti Ambiente

Il Ministro ha rivendicato poi con orgoglio l’attività svolta fin qui sul fronte dell’«energia verde». “Non ammetto paragoni con altri Paesi che hanno performances ambientali minori delle nostre sulle energie rinnovabili, dove siamo i migliori in Europa e forse nel mondo. La Germania punta ancora sul carbone, la Francia sul nucleare, mentre in Italia abbiamo fatto scelte precise, che oggi ci permettono di realizzare una transizione verso un’economia verde”.

Paolo Magnani
[24 Giu 2016]