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100 città alleate nella lotta alla fame. L’elogio della FAO

Spreco alimentare

Il «Patto di politica alimentare urbana» è un accordo che sottoscrive l’impegno dei centri urbani a costruire sistemi alimentari più resistenti e limitare gli sprechi alimentari. Il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, loda l’iniziativa

Il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, intervenuto al summit dei sindaci che si è svolto a Milano, ha sottolineato il ruolo strategico delle città nella lotta alla fame e nel migliorare la nutrizione. In particolare, Graziano da Silva ha elogiato l’impegno di oltre 100 città di tutto il mondo che hanno fatto, della consapevolezza in merito alla necessità di rendere i sistemi alimentari nelle aree urbane più equi e sostenibili, un impegno costante ed «organizzato». Ha dunque elogiato il sindaco della città, Giuliano Pisapia e suoi omologhi, per la firma del «Milan Urban Food Policy Pact». Si tratta di un accordo stretto tra le città che si impegnano a seguire quattro principi: garantire cibo sano per tutti; promuovere la sostenibilità del sistema alimentare; educare il pubblico su una sana alimentazione; ridurre gli sprechi.

Le città, il cuore della lotta alla fame

Direttore Generale FAOLa lode di Graziano da Silva nasce dalla consapevolezza che i centri urbani saranno protagonisti nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile concordati a livello mondiale e che prevedono obiettivi importanti, quali l’eliminazione della fame entro il 2030. Impegnarsi su questo cammino, secondo Graziano da Silva, porta inevitabilmente con se’ la lotta ai cambiamenti climatici e la  riduzione delle emissioni.

La maggioranza della popolazione mondiale vive già in città e ed è destinata ad aumentare, soprattutto nei paesi in via di sviluppo“.  Ma nonostante “molte città non siano in grado di garantire un accesso regolare e stabile al cibo e all’acqua per tutti, la sicurezza alimentare e la nutrizione rimangono trascurati nella pianificazione urbana e nello sviluppo “, ha aggiunto Graziano da Silva.

Quindi, un riferimento ad un’altra emergenza che è necessario gestire nel complesso capitolo del cibo, l’obesità che – ha detto – “cresce a tassi allarmanti, in particolare nelle aree urbane dei paesi a medio ed alto reddito, dove i cambiamenti di dieta sono guidati dagli stili di vita delle persone” ed un duro appunto alla pratica dello spreco alimentare, che registra dati di crescita preoccupanti rendendo necessario intervenire su pratiche inaccettabili. “Tra le altre ragioni, i consumatori urbani spesso eliminano frutta e verdura che non sembrano buone, anche quando sono perfettamente fresche“.

Il virtù di questo complesso panorama, il testo del «Milan Urban Food Policy Pact», che è stato sviluppato con l’assistenza tecnica della FAO, riconosce l’importanza di un approccio inclusivo che coinvolga Governi, settore privato e società civile. Il tutto rendendo più facili i collegamenti tra i centri urbani e le zone rurali circostanti. In questo contesto, il Direttore Generale della FAO ha citato soluzioni innovative come ad esempio l’incremento della piccola agricoltura urbana e peri-urbana in grado di produrre cibo che aiuti a diversificare e promuovere diete più sane per le famiglie che vivono nelle città.

Milan Urban Food Policy Pact

Ricordiamo che il «Milan Urban Food Policy Pact» fa parte delle iniziative legate a EXPO Milano 2015, l’esposizione universale che si tiene a Milano e che ha come tema «Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita» in cui la FAO coordina la partecipazione dell’ONU all’EXPO. Qui un itinerario delle Nazioni Unite sta offrendo a milioni di visitatori l’opportunità di conoscere meglio le questioni legate alla sicurezza alimentare, alla nutrizione, alla sostenibilità, alla riduzione della povertà, allo sviluppo e alla cooperazione, e al lavoro delle Nazioni Unite per costruire un mondo libero dalla fame.

Roberta Di Giuli
[18 Ott 2015]