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Semestre di Presidenza italiana UE: un verdissimo tricolore

Europa

Ieri a Lussemburgo, al Consiglio dei Ministri dell’Ambiente UE, il Ministro Galletti ha presentato le linee programmatiche che ispireranno la politica europea nel nostro semestre. Cardini dell’impegno: crescita verde e occupazione

L’Italia s’è… assisa! O meglio, ufficialmente l’insediamento alla guida del Consiglio UE avverrà a luglio, ma ieri a Lussemburgo il nostro Paese, al cospetto degli altri 27, ha già chiarito i punti su cui intende lavorare e da cui si aspetta maggiore riscontro in termini di crescita economica e occupazione. Il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, in merito ai temi di sua competenza, non ha dubbi sul da farsi, consapevole che questo semestre – auspicato «atto primo» di una fase di «crisi in recessione» – potrebbe rappresentare una risposta decisiva per l’«avanti tutta» verso la ripresa.

Dopo la Grecia, dunque, l’Italia. Entrambi Paesi culla della cultura europea e oggi temporaneamente vicini alla guida dell’Europa nell’avvio di una fase di rinascimento economico e sociale: Rinascimento economico perché finalmente esistono segnali concreti di superamento della crisi. Rinascimento sociale perché l’Europa ha bisogno di rafforzare i propri vincoli etici di comunità, il senso di quell’Unione fra popoli legati da radici comuni, dalle comuni scelte di una democrazia basata su valori di civiltà condivisi” ha sottolineato il Ministro.

Nessuno sviluppo se non sostenibile!

E la via da seguire? Nell’agenda presentata dal Ministro, in neretto i capitoli «Crescita Verde» e «Occupazione»: “Oggi le priorità per l’Italia sono crescita economica e occupazione, – ha spiegato Galletti – che per noi significa «crescita verde» che genera nuova occupazione duratura. Sono convinto infatti che se c’è un «decoupling» che l’Europa deve perseguire, disaccoppiando la crescita economica dal consumo di risorse naturali, ce n’è un altro che deve chiudersi: la separazione culturale e di strategie fra sviluppo tout court e sviluppo sostenibile, fra green economy ed economy. Lo sviluppo del futuro sarà sostenibile o non sarà sviluppo, ma aggravamento dei problemi ambientali con gravi ricadute sociali e politiche”. Quindi, ha precisato il Ministro: “Il lavoro del futuro o sarà legato ad un modello di sviluppo globale sostenibile o sarà occupazione fittizia, ancorata a tecnologie del passato, a visioni economiche superate, occupazione di retroguardia, in prospettiva perdente”. “Per queste opzioni – ha continuato – passa anche la sfida della competitività. Nel mercato globale vincerà chi saprà adottare scelte, tecnologie, sistemi produttivi innovativi e sostenibili

Quindi il Ministro ha rimandato l’approfondimento di questi temi, crescita ed occupazione verde, politiche ambientali e competitività, all’incontro ministeriale informale dei Ministri dell’Ambiente previsto a Milano il 17 luglio. E sempre a Milano si discuterà della revisione della Strategia 2020 per la quale urge affiancare all’obiettivo comune di riduzione delle emissioni, chiare “politiche coerenti che facciano dell’uso efficiente delle risorse naturali e dei materiali impiegati nei processi produttivi, non solo fattori di un vantaggio ambientale, ma scelte economiche di fondo, utili per i cittadini che le adottano, strategiche per i paesi che le scelgono”. “La revisione della strategia2020 e le numerose comunicazioni “verdi” che la Commissione sta per presentare, quale quella sull’economia circolare, sull’uso sostenibile del cibo, sui lavori verdi, sulle costruzioni sostenibili – ha spiegato – rappresentano quindi per noi un’occasione determinante per dettare la nostra “agenda verde” per il futuro lavoro in Europa. Mi auguro che su questi temi riusciremo ad adottare delle conclusioni al Consiglio ambiente del 28 ottobre.”

La sfida del clima e dell’energia

Grande impegno dell’Italia anche nei confronti del tema «clima ed energia», per il quale l’Italia sarà impegnata nella definizione di un più opportuno quadro legislativo europeo, anche in vista degli obiettivi da perseguire entro 2030, come degli appuntamenti negoziali di Lima e Parigi previsti per il 2015. “Per quanto riguarda i dossier legislativi legati al clima – ha sottolineato il Ministro Galletti – la Presidenza italiana si impegnerà a finalizzare il regolamento sul monitoraggio, la rendicontazione e la verifica delle emissioni dal trasporto marittimo, sulla base dell’ottimo lavoro svolto dalla Presidenza greca. Lavoreremo inoltre sulla proposta relativa alla riserva stabilizzatrice del mercato, che riteniamo importante per rafforzare da subito l’ETS, con l’obiettivo di progredire il più possibile”.

Ma l’’Italia non trascurerà nemmeno altri temi di grande… impatto: si preannuncia, infatti, un dossier legislativo della modifica della Direttiva imballaggi sulla questione relativa ai sacchetti di plastica, con l’obiettivo di concludere un accordo con il Parlamento europeo: quindi sul tema scottante degli OGM. E quindi sulla qualità dell’aria per la quale, sottolinea Galletticercheremo di avanzare la discussione il più possibile, in particolare per quanto riguarda la direttiva sulle emissione degli impianti di combustione di dimensioni medie, sulla quale verificheremo la possibilità di giungere ad un accordo nel mese di dicembre”.

Roberta Di Giuli