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Nuova euro-normativa sugli OGM: libertà agli Stati

Ogm

Commissione europea, Consiglio UE e Europarlamento raggiungono il compromesso dopo quattro anni di incandescenti negoziati. Un importante risultato registrato nel semestre di Presidenza italiana dell’UE. Anche se autorizzati a livello europeo, alcuni prodotti geneticamente modificati potranno essere bloccati

Gli Stati membri potranno decidere di restringere o vietare le colture geneticamente modificate sul proprio territorio, anche se le stesse sono autorizzate a livello europeo. Lo rende possibile la normativa comunitaria approvata dal Parlamento europeo riunito a Strasburgo il 13 gennaio e che entrerà in vigore nella prossima primavera.

Con 480 voti a favore, 159 contrari e 50 astenuti, l’Europarlamento ha messo fine ad una diatriba iniziata già nel 2010. L’iter della legge si è poi bloccato per quattro anni per la mancata intesa tra Stati favorevoli e contrari agli OGM.

Ora dunque si è fatta chiarezza e ogni Stato potrà decidere il da farsi in una materia così delicata. Motivi ambientali, socio-economici, o anche singole richieste di città e regioni, potranno giustificare il no alle coltivazioni. Attenzione anche sul fronte del rischio contaminazioni che potrebbe venire dai Paesi confinanti.

Soddisfazione per l’esito raggiunto da parte del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti che su twitter parla di un successo importante raggiunto nel semestre italiano di presidenza europea. Stesso concetto espresso dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina che ha sottolineato come non fosse “scontato che andasse a finire così” rilevando l’impegno del nostro Paese per il raggiungimento di questo traguardo e per il futuro. Indietro tutta, per il Ministro, sulla coltivazione OGM in Italia perché “il nostro modello agroalimentare ha bisogno di posizionarsi sulla distintività”. Da qui, conferma del no alla coltivazione del mais Mon810 e programmi di confronto nei prossimi giorni con i ministri Lorenzin e Galletti.

Il Ministro Martina sottolinea inoltre le «virtù» del testo approvato rispetto a quello precedente del giugno scorso. Contempla, infatti, valutazioni sui rischi ambientali e sanitari, di competenza dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, che dovranno essere aggiornate ogni due anni. Inoltre, tramite la Commissione europea, gli Stati Membri potranno chiedere alle imprese produttrici di OGM, di essere esclusi dal circuito delle richieste di autorizzazione europea alla coltivazione. Dal canto loro gli Stati Membri, dovranno comunicare il provvedimento di introdurre il divieto di coltivazione alla Commissione. In attesa del parere (75 giorni) gli agricoltori non potranno comunque procedere alla semina dei prodotti interessati dal divieto.

Con la nuova legislazione abbiamo assicurato flessibilità e certezza del diritto, dando ascolto ai nostri cittadini e alle loro esigenze, visto che quello degli OGM è un tema molto sensibile e su cui c’è un forte dibattito nell’opinione pubblica” ha affermato Giovanni La Via (Ncd/Ppe), Presidente della Commissione Ambiente dell’Europarlamento, commentando il via libera alla nuova direttiva europea. Il compromesso raggiunto dopo il lungo negoziato, ha affermato, “rappresenta l’unico accordo possibile, e come ogni buon compromesso lascia un po’ di amaro in bocca a tutte le parti coinvolte” .

L’Europa, e l’Italia, degli OGM

Il vecchio continente, in merito alle nuovissime colture, «accoglie» al momento solo il mais Mon810. Retromarcia, invece sul fronte della patata «Amflora» che, inizialmente autorizzata dalla Commissione europea, è stata poi vietata da una sentenza del Tribunale UE.

In Italia il leader di Agricoltori Federati Giorgio Fidenato ha invece precisato che “la norma regionale cozza contro l’ordinamento europeo e la scelta fatta dalla UE”. “Nelle prossime settimane – ha continuato – procederemo all’ennesima semina di Mon810, questa volta utilizzando delle serre” mettendo in chiaro che la regione “non è assolutamente OGM free”. “La Regione si prepari – ha concluso Fidenato -.  La comunicazione preventiva alla semina di OGM è già pronta ad essere inviata alle autorità competenti e stavolta non sarò soltanto io a procedere con questo tipo di sementi OGM“.

Roberta Di Giuli
[14 Gen 2015]