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La Spagna e la direttiva europea sull’energia non applicata…

Porto fluviale di Siviglia

Viene sollecitata ad applicare correttamente la direttiva sulle energie rinnovabili la Spagna, e a fare attenzione all’impatto ambientale del dragaggio del Guadalquivir. Il canale navigabile produrrebbe gravi effetti sulla biodiversità

 

Applicare correttamente la direttiva sulle energie rinnovabili (2009/28/CE), in particolare per quanto riguarda i biocarburanti. A chiederlo è la Commissione Europea. Ad essere allertata è la Spagna. La direttiva contiene infatti disposizioni fondamentali per conseguire entro il 2020 una quota di energia da fonti rinnovabili pari al 20% dei consumi finali di energia e una riduzione del 20% delle emissioni di gas a effetto serra rispetto ai livelli del 1990. Essa contempla inoltre importanti disposizioni che fissano obiettivi individuali per la quota complessiva di energia da fonti rinnovabili rispetto ai consumi finali di energia di ciascun paese e per il conseguimento di un obiettivo del 10% per la quota di energie rinnovabili nei trasporti. I biocarburanti possono essere utilizzati per conseguire tale obiettivo, ma devono rispettare vari criteri di sostenibilità: non possono essere prodotti in zone che presentano un elevato valore in termini di biodiversità, come le aree protette, o in zone che presentano un elevato stock di carbonio, come le foreste o le torbiere; inoltre devono consentire una riduzione significativamente maggiore di emissioni di gas a effetto serra rispetto ai combustibili fossili. Contrariamente a quanto previsto dalla direttiva, la normativa spagnola sospende l’applicazione dei criteri di sostenibilità in Spagna in vista del conseguimento dell’obiettivo nel settore dei trasporti. La normativa spagnola tratta inoltre in maniera differente le materie prime e i biocarburanti sostenibili di provenienza geografica diversa, senza che un simile trattamento sia giustificato. La Commissione ha affrontato problemi simili nei procedimenti di infrazione aperti per la Polonia e il Portogallo

L’impatto ambientale del dragaggio del Guadalquivir

La Commissione europea chiede inoltre alla Spagna di usare cautela nel procedere al miglioramento dell’accesso marittimo al porto di Siviglia e di valutare i potenziali effetti negativi sui siti Natura 2000, compreso il parco nazionale di Doñana. Da un recente studio scientifico delle autorità spagnole è emerso che il dragaggio del canale navigabile produrrebbe gravi effetti negativi sulla forma e sulla biodiversità dell’estuario, con conseguente impatto sui siti naturali protetti nelle vicinanze. A norma della direttiva sugli habitat, qualsiasi piano o progetto che possa incidere significativamente su un sito protetto necessita di una «valutazione appropriata» delle sue implicazioni. La Direttiva autorizza, nonostante conclusioni negative, la realizzazione di un progetto per ragioni di interesse pubblico prevalente, ma in tali casi sono necessarie misure compensative per garantire che sia tutelata la coerenza globale della rete Natura 2000. Poiché la Spagna non ha esaminato in dettaglio l’impatto del progetto o soluzioni alternative, prerequisito fondamentale secondo la direttiva, viene ora emesso un parere motivato. La Spagna ha due mesi di tempo per rispondere. Se la risposta non sarà soddisfacente, la Commissione potrebbe adire la Corte di giustizia dell’Unione Europea.

Luca Strinati
[03 Apr 2015]