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LA GREEN ECONOMY MOTORE PER LAVORO E INNOVAZIONE

Green economy

L’Europa può creare lavoro e incoraggiare l’innovazione utilizzando le risorse in modo più efficiente, ma la «svolta verde» dovrà coinvolgere l’intera economia europea


•• Ad indicare la strada è il nuovo Rapporto presentato dall’European Environment Agency (EEA) «Resource-efficient green economy and EU policies», realizzato da un team di ricercatori italiani coordinati dal professor Roberto Zoboli, docente di Politica economica alla facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e da Stefan Speck dell’EEA, che propone un ventaglio di azioni politiche che accelerano la transizione verso una reale green economy.

Benché, nel Vecchio Continente, l’attenzione all’ambiente sia sempre maggiore, l’Europa ha bisogno di un fondamentale «riorioentamento sistemico» della sua economia e questo se vuole confermare di voler ottenere gli obiettivi assunti a lungo termine in campo ambientale. Il Rapporto sottolinea, ad esempio, come l’impegno assunto dall’Unione Europea di tagliare dell’80/95% i gas serra entro il 2050 rispetto ai livelli registrati nel 1990, rischi di non essere raggiunto con interventi di semplice riallineamento e di efficientamento energetico.

È l’innovazione la via più importante che può consentire di guidare il cambiamento dall’inefficiente utilizzo delle risorse attuali verso un impiego razionale ed economicamente sostenibile. Il Direttore esecutivo dell’Agenzia ambientale europea (EEA) Hans Bruyninckx ha sottolineato, durante la presentazione del Rapporto, che l’innovazione ambientale è la chiave per indirizzare le sfide del 21° secolo. “Se vogliamo vivere bene, entro i limiti ecologici del Pianeta così come indicato nel 7° Programma d’azione per l’ambiente – ha osservato – abbiamo bisogno di affidarci pesantemente alla capacità inventiva europea. E questo non solo favorendo nuove invenzioni ma incoraggiando e rafforzando la diffusione delle tecnologie verdi”.

Un’ulteriore strategia, individuata dal Rapporto, per favorire la transazione green dell’economia europea, è la riduzione delle tasse sul lavoro e sulle nuove tecnologie, favorendo, al contempo, una fiscalità per l’ambiente. La fiscalità ecologica potrebbe incoraggiare la creazione di lavoro ma è sottoutilizzata nell’Unione Europea – evidenzia il rapporto – e corrisponde solamente al 2,4% del Prodotto interno lordo secondo i dati del 2012. Più alte tasse ambientali possono dare molteplici benefici sia nello sviluppo delle innovazioni eco-efficienti sia nella competitività.

Per gli esperti del Rapporto dell’EEA, una forte regolamentazione ambientale può dare all’Unione Europea un vantaggio competitivo. Le altre zone del mondo che voglio importare prodotti nell’Unione Europea stanno gradualmente adottando lo standard delle norme europee, come in tema di emissioni di veicoli e controlli chimici.

L’obiettivo europeo di far crescere il ruolo dell’industria manifatturiera sino al 20% del PIL entro il 2020, potrebbe costituire – è l’opinione espressa dagli autori del Rapporto – un’opportunità per incrementare i benefici delle eco-innovazioni. Tuttavia, tale crescita dovrà essere coerente con le priorità ambientali, altrimenti potrebbe avere conseguenze negative, tra cui l’aumento dei gas serra e lo spreco di risorse preziose.

[Redazione PROTECTAweb]