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Cittadino europeo di tutto…rispetto!

Castelluccio di Norcia
Photo: L. Strinati

Il sondaggio Eurobarometro torna ad interrogare i cittadini dei Paesi europei sulla loro coscienza ambientale e su pratiche e strumenti disponibili, consoni ad una crescita secondo natura

Faccia a faccia virtuale tra il cittadino e l’ambiente. 27.998 abitanti dei 28 Stati membri dell’Unione Europea, provenienti da diverse fasce sociali e demografiche, sono stati infatti chiamati a rispondere al sondaggio firmato da Eurobarometro in merito al loro rapporto con le tematiche di tutela ambientale.   Così, dal 26 aprile all’11 maggio, dopo tre anni dall’ultimo sondaggio, la DG Ambiente ha pian piano delineato il nuovo identikit «ambientale» dell’abitante del vecchio continente.

La crisi non sembra avere avuto conseguenze sulla coscienza ecologica dell’uomo europeo e non ha tolto spessore alla sensibilità verso le problematiche connesse all’ambiente. Praticamente unanime il consenso: il «giù le mani dall’ambiente» lo ha intimato il 95% dei 28.000 intervistati che ha dichiarato ritenere la tutela dell’ambiente importante a livello personale sebbene – sostengono molti – l’impegno attuato potrebbe essere più incisivo.

Tra gli altri, a commentare i risultati è Janez Poto?nik, Commissario per l’Ambiente, che ha dichiarato: “Ci rincuora constatare che anche in questi tempi difficili la tutela dell’ambiente gode di un sostegno solido e diffuso. I cittadini sono particolarmente preoccupati in merito all’inquinamento di aria e acqua, alle sostanze chimiche e ai rifiuti e credono che si debba tutti fare di più per proteggere l’ambiente.

Qualità dell’ambiente è qualità della vita

Uso efficiente delle risorse naturali (79%) e protezione dell’ambiente (74%) possano stimolare la crescita. Se per l’80% degli intervistati l’economia incide sulla qualità della vita, il 75% pensa che anche lo stato dell’ambiente abbia un impatto analogo e il 77% dei cittadini dell’UE crede che i problemi ambientali si ripercuotano direttamente sulla loro vita quotidiana. A preoccupare di più è l’inquinamento – in primo luogo dell’aria (56%) e dell’acqua (50%) – accanto alla produzione di rifiuti e all’esaurimento delle risorse naturali.

Per il 59% degli intervistati, ago della bilancia per misurare i progressi nei rispettivi paesi sono proprio i fattori sociali e ambientali, per i quali si auspica un interesse pari a quello economico. In merito alla spesa e agli investimenti delle amministrazioni pubbliche nazionali, il 59% degli intervistati ritiene che queste ultime dovrebbero tenere in maggior conto l’ambiente rispetto ai costi.

La responsabilità ambientale

Cresce l’interesse dei cittadini (75%) pronti ad acquistare prodotti rispettosi dell’ambiente, anche se ciò comporta costi leggermente più elevati. Idee chiare le manifestano in merito anche alla responsabilità ed alla pena. Ben il 93% ritiene che i grandi inquinatori debbano risarcire i danni ambientali causati. La risposta a questa esigenza può venire dall’introduzione di sanzioni più pesanti per i trasgressori.

Di peso anche l’impegno personale a favore della tutela. L’85% degli intervistati reputa di avere un ruolo da svolgere nella protezione dell’ambiente e la maggior parte ha cominciato a comportarsi e ad agire di conseguenza; le tre attività più diffuse risultano essere la separazione dei rifiuti destinati al riciclaggio (72%), nonché la riduzione del consumo energetico (52%) e del consumo idrico (37%).

Ed in merito all’informazione? Di essere ben informato sull’ambiente lo ritiene la maggior parte degli intervistati, ma il 39% sente il bisogno di saperne di più circa l’impatto che le sostanze chimiche utilizzate nei prodotti di uso quotidiano hanno sulla salute.

L’impegno profuso dagli attori protagonisti della tutela ambientale non sembra essere ritenuto sufficiente. Il 77% considera che le grandi imprese e l’industria non si stiano impegnando a sufficienza; il 70% è della stessa opinione riguardo a chi governa il loro paese, mentre il 65% ritiene che anche i cittadini possano fare di più. Come? Le priorità sono: separare i rifiuti da riciclare (54%), ridurre il consumo di energia domestica (39%) e utilizzare i trasporti pubblici (39%).

La voce grossa dell’UE

Un ruolo leader lo assegna il 77% dei cittadini all’Unione in quanto concorda nel ritenere la normativa ambientale europea necessaria per proteggere l’ambiente nel proprio paese mentre 6 cittadini su 10 pensano che le decisioni in materia ambientale dovrebbero essere adottate congiuntamente all’interno dell’UE. Verificare che le disposizioni legislative in materia di ambiente siano effettivamente applicate in modo corretto nel proprio paese è un dovere strategico dell’UE per il 79% degli abitanti, che poi auspica (84%) che una quota maggiore dei finanziamenti UE siano destinati a sostenere attività rispettose dell’ambiente. Inoltre, la maggior parte dei cittadini (56%) vorrebbe vedere un impegno ancora maggiore da parte dell’UE nella protezione dell’ambiente.

Roberta Di Giuli
[10 Set 2014]