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Acquisti verdi nella P.A., terza edizione del manuale UE «Buying Green! – A Handbook on green public procurement»

green public procurement

Il volume, pubblicato nei giorni scorsi dalla Commissione europea, è una guida che supporta la Pubblica Amministrazione negli acquisti di beni e servizi con un minor impatto ambientale e rappresenta anche un utile riferimento per le aziende che intendono partecipare ai c.d. appalti verdi

•• Quando si parla di Acquisti Verdi o Green Public Procurement (GPP) si fa riferimento alla strategia comunitaria per l´economia circolare, nella quale le amministrazioni pubbliche, tramite le pratiche di acquisto verde, giocano un ruolo di primo piano nella promozione dell´eco-innovazione di prodotti e servizi e nell´incremento del riutilizzo dei materiali.

L´UE definisce, infatti, gli Acquisti Verdi come il processo attraverso il quale le P.A. “cercano di ottenere beni e servizi con un ridotto impatto ambientale lungo il loro intero ciclo di vita rispetto a beni, servizi e opere con la stessa funzione che tuttavia non rispondono agli stessi requisiti ambientali”.

Gli appalti verdi rappresentano per l´Europa uno strumento indispensabile per una politica ambientale su cambiamenti climatici, uso delle risorse, consumo e produzione sostenibili. Basti pensare che ogni anno le amministrazioni pubbliche europee spendono circa 2.000 miliardi di euro, di cui 250 solo l´Italia, in beni e servizi. Orientare questi investimenti in una direzione più ecologica, valutando anche il ciclo di vita dei prodotti, significa incentivare le imprese a sviluppare e produrre beni e servizi sempre più sostenibili, generando anche un effetto positivo sulla riduzione dei rifiuti.

La terza edizione del manuale «Buying Green!», che segue quelle del 2011 e del 2004, è aggiornata con le ultime novità normative in materia di appalti verdi introdotte dalle direttive comunitarie e recepite nel nuovo Codice dei contratti pubblici (D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50), entrato in vigore il 19 aprile scorso.

Di spicco l´inserimento obbligatorio nei bandi per l´acquisto di determinate categorie di beni e servizi dei c.d. criteri ambientali minimi (CAM).

Altra novità di rilievo è rappresentata dai benefici previsti per le imprese in possesso di certificazioni ambientali, che vedono così riconosciuto l´impegno profuso per accrescere la propria sostenibilità ambientale, con nuove opportunità di mercato per i propri prodotti e servizi ecosostenibili.

Tra le principali etichette ambientali c’è l’Ecolabel Europeo, il marchio di qualità ecologica che premia i prodotti e i servizi migliori dal punto di vista ambientale che, a parità di standard prestazionali, si diversificano dai prodotti tradizionali presenti sul mercato. L’Ecolabel viene concessa solo ai prodotti a ridotto impatto ambientale, garantito dal rispetto di determinati criteri ecologici che riguardano specifici aspetti ambientali come: consumo di energia, inquinamento delle acque e dell’aria, protezione del suolo, risparmio di risorse naturali, produzione di rifiuti.

Luca Strinati
[27 Apr 2016]