Home News IL PREMIO GAI...

IL PREMIO GAIA 2018 PER LA CULTURA A BCsicilia

La quinta edizione del concorso promosso dai Gruppi Ricerca Ecologica e dall’Istituto Siciliano Studi Politici ed Economici ha assegnato il Premio Gaia 2018 per la cultura a BCsicilia, l’Associazione che si occupa di salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali e ambientali.

La cerimonia di consegna del prestigioso riconoscimento avverrà sabato 19 maggio 2018 alle ore 17.30 a Bagheria, presso Palazzo Aragona Cutò in Via Consolare. I premi assegnati in altri settori sono stati: per l’impegno ambientalista a Vincenzo Stabile, già Comandante del Corpo Forestale dello Stato della Campania e per la ricerca storiografica ad Antonino Russo, scrittore e critico letterario. Ed inoltre a Fabrizio Fonte per la letteratura, a Giuseppe Fumia per il giornalismo, a Enzo Di Liberto per l’impegno a favore dello sport, a Giovanni Montedoro e Mariella Sutera per l’impegno sociale, ad Angelo Abbate e Marilena Guzzo per la poesia. Alla manifestazione interverranno: Umberto Balistreri, Presidente nazionale dei GRE, il maestro Carlo Puleo e Giuseppe Bagnasco, Presidente dell’Associazione Giacomo Giardina.

Gaia per i Greci era il nome della Terra, per i promotori del premio è l’elemento di novità e di gaiezza per rigenerare i valori di solidarietà, comunità e festa, il momento di sintesi e di analisi per un’azione in favore della qualità della vita e dell’ambiente.

«Gaia» vuole infatti essere un punto di incontro, un «laboratorio» di idee, progetti ed intenti che siano di stimolo al mondo politico, alla comunità tutta per lavorare insieme nell’obbiettivo comune di salvare la Terra. In questa prospettiva si intendono riaffermare la preminenza dello spirito sulla materia, dell’essere sull’avere, della cultura sull’economia, della dignità umana sulla macchina, mirando ad una concezione della vita e del mondo che sappia reintegrare l’Uomo ad un rapporto organico con la Natura, alla difesa del cittadino dall’inquinamento mentale e dagli ingannevoli orientamenti – sui costumi e sui consumi – a cui è sottoposto attraverso una distorta trasformazione pubblicitaria, didattica e culturale le quali rappresentano, per larga parte, una delle primarie cause di fenomeni di degrado ambientale.