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La Spezia: una rivoluzione al porto?

Il progetto per creare un doppio approdo, prolungando il pontile, è il primo passo per la nuova darsena servizi e frangiflutti, e per recuperare la protezione del bacino

•• Il porto della Spezia è uno dei maggiori scali mercantili del Mar Ligure: sviluppatosi fin dalla fine del XIX secolo, è cresciuto sino a diventare uno degli scali principali del Mar Mediterraneo, particolarmente specializzato nella movimentazione dei container. Dopo Gioia Tauro e Genova, è il terzo porto italiano per flusso di TEU, con 1.300.432 contenitori movimentati nel 2013 (+4,3% rispetto all’anno precedente). Il traffico generale svolto nel 2013 si è attestato a oltre 15,5 milioni di tonnellate, rispetto a 15,4 milioni del 2012.

La crescita è stata limitata dal rilevante decremento del volume delle rinfuse liquide, che sono scese del -45,3% a 808mila tonnellate a causa dell’azzeramento del traffico di gas dovuto alla forte riduzione della richiesta a livello nazionale, che è ammontato a sole 27mila tonnellate (-97%), nonché della contrazione del -14,1% dei prodotti raffinati, che hanno totalizzato 383mila, riduzioni non compensate dalla crescita del +66% delle altre rinfuse liquide.

container porto spezia

Tutto questo, per quanto riguarda le merci. E per il trasporto passeggeri? Grazie all’inaugurazione della nuova banchina passeggeri dal molo Garibaldi, e alla ristrutturazione dell’ex sede della dogana per l’accoglienza dei passeggeri, lo scorso anno il porto spezzino ha accolto 214mila persone pari ad un incremento del +325% rispetto al 2012. Il Presidente dell’Autorità Portuale della Spezia, Lorenzo Forcieri, ha espresso soddisfazione per i risultati di traffico conseguiti dallo scalo nel 2013: “sono soddisfatto soprattutto – ha specificato – per il record del trasporto su ferro che supera il 31%, un dato che testimonia la vocazione intermodale del nostro scalo. Il porto – ha rilevato – cresce e inizia a servire i mercati europei grazie anche ai nuovi servizi operati dalla piattaforma di Melzo che permettono i collegamenti tra il porto della Spezia e Frenkendorf (vicino a Basilea in Svizzera) con un nuovo servizio due volte a settimana e con Karlsruhe in Germania, tre volte a settimana, che vanno ad incrementare e qualificare ulteriormente le connessioni ferroviarie tra il porto della Spezia ed i mercati del Centro – Sud Europa. Sono così stati premiati gli sforzi dell’intera comunità portuale”.


veduta porto spezia

Tutto questo complesso di circostanze, accelera fortemente le dinamiche del nuovo approdo, con la rimozione della scogliera che si trovava nei pressi del molo petroli, fra il bacino Garibaldi e il Molo Italia. Il progetto in fase di studio consiste in una banchina di quasi 750 metri, che potrà accogliere contemporaneamente due grandi navi da crociera, e un ampliamento di oltre 57mila metri quadrati che saranno messi a disposizione dei terminalisti che oggi occupano Calata Paita.

È questo il probabile futuro del Molo Garibaldi, in fase di studio da parte dell’Autorità portuale: la scommessa è quella di far convivere senza sovrapposizioni il trasporto merci da quello passeggeri e, come reso noto all’indomani dell’ultimo Comitato portuale, Forcieri presenterà nelle prossime settimane il progetto al Cipe, almeno per quel che riguarda la realizzazione del «finger» di 120 metri che dovrebbe sorgere in testa al molo. Se consideriamo che la tristemente nota «Costa Concordia» è lunga 290 metri, e la «Allure of the Seas» ne misura ben 362, è facilmente intuibile che il Molo Garibaldi con la sua superficie lineare di 626,5 metri, non può certo accogliere due grandi navi passeggeri: di qui la necessità di aggiungere banchina così da raggiungere, con la realizzazione del «finger», i 746,5 metri.

porto spezia elaborazione

Il prolungamento del pontile, per il quale si prevede una spesa di 4,9 milioni di euro, costituirebbe il primo passo della realizzazione della darsena servizi e frangiflutti: la conclusione delle operazioni di demolizione dei silos granari di questa mattina avvierà la riorganizzazione degli spazi sul Molo Garibaldi per il quale, come detto è previsto anche un sostanziale ampliamento sul lato di Levante.

La struttura sarà allargata di 92 metri, in due lotti separati, a cominciare dalla parte frontale. Così facendo la larghezza del molo arriverà a 252 metri, che moltiplicati per gli oltre 600 di lunghezza si traduce in un ampliamento che porterà la superficie totale a oltre 150mila metri quadri. Nel frattempo dovranno essere trasferiti dalla loro posizione attuale Sepor e alcune attività di Speter. Quando prenderanno il via le operazioni di posa delle palancole del secondo lotto la «scassa», ovvero quella parte di banchina portuale inclinata verso il livello del mare, che oggi viene utilizzata per le navi Ro-Ro sarà predisposta sulla testa del Molo Garibaldi.

piano regolatore

La ricostruzione del Porto della Spezia, come si vede, procederà nella logica del gioco a incastro: un gioco che comporta fin d’ora diversi passaggi, e la ricerca di soluzioni logistiche e organizzative complesse, ma che consentirà il doppio approdo delle navi da crociera sul Molo Garibaldi e l’ampliamento degli spazi a disposizione per lo sgombero di Calata Paita. Resta da vedere quale sarà il futuro del bacino di Levante – per il quale i concessionari hanno annunciato il ricorso al Consiglio di Stato – e che cosa accadrà al progetto del molo della stazione crocieristica. Per saperlo, c’è solo una cosa da fare: aspettare.

Alessandro Ferri