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Innovazione e ricerca nel settore marittimo

di Enrico-Maria Pujia • Programmi, strumenti ed obiettivi di cooperazione nazionale ed internazionale a favore di uno sviluppo sostenibile. Il ruolo dell’Italia 


 

Nell’ambito della strategia tracciata dalla UE per una nuova politica marittima integrata, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, d’intesa con il cluster marittimo italiano, ha strutturato la propria coesione nel settore delle tecnologie dando vita, nel 2006, alla Piattaforma Tecnologica Nazionale Marittima (PTNM), con l’obiettivo, a livello nazionale, di rilanciare il ruolo che il mare ha nella società e nell’economia italiana, e, in campo internazionale, di creare un’interfaccia stabile rispetto alla Piattaforma europea Waterborne, a cui si ispira.

La Piattaforma Nazionale Marittima costruita nel corso degli ultimi anni coinvolge tutti gli attori del Sistema nazionale del mare (economici, scientifici o istituzionali), con l’obiettivo di consolidare le reti di relazioni, di condividere una visione nazionale di settore in materia di crescita tecnologica, e di sviluppare iniziative di valenza nazionale.

Tale impostazione consente una visione ampia in materia di crescita tecnologica e contribuisce a promuovere iniziative tese a sviluppare la ricerca e l’innovazione tecnologica nel settore marino, marittimo e della navigazione interna.

Una rete di sinergie per un «Protocollo d’Intesa»

Nel 2008 la Piattaforma si è aperta alle Regioni, per assecondare le potenzialità del territorio sui temi dello sviluppo sostenibile, assurgendo a punto di riferimento per la creazione di sinergie di ricerca ed innovazione a livello nazionale ed internazionale, assicurando uno sviluppo coordinato e organico delle attività, da avviare a livello centrale e regionale, al fine di prevenire ogni eventuale rischio di sovrapposizione e/o frammentazione dell’azione, nonché di dispersione delle risorse.

In tale contesto, si è deciso di sottoscrivere, tra le parti interessate, un «Protocollo di Intesa» al fine di definire ed attuare programmi inter-regionali di ricerca industriale, di sviluppo sperimentale, di innovazione tecnologica e formazione del capitale umano.

Ad oggi, il Protocollo d’Intesa è stato sottoscritto da tutte le parti interessate: Regione Friuli Venezia Giulia, Regione Piemonte, Centro Regionale per la Ricerca e l’Innovazione della Regione Liguria, Regione Marche, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento Tecnologie dell’Informazione e delle Comunicazioni del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Agenzia Spaziale Italiana, INSEAN, RINA Spa, Provincia di Mantova.

La promozione di uno sviluppo sostenibile, supportato dall’Italia in ambito comunitario, è stato definito in funzione del rafforzamento della crescita economica e del benessere sociale nel rispetto della protezione ambientale, rivalutando il patrimonio marino e marittimo europeo, e le potenzialità delle varie economie locali e delle diverse specializzazioni settoriali nazionali.

Considerata la grave crisi economica che ha colpito anche l’Europa appare quanto mai opportuno sostenere le iniziative comunitarie puntando ad immettere sul mercato mondiale prodotti e servizi nuovi e competitivi, facendo riferimento alle esigenze del cluster marittimo- portuale e valorizzando le importantissime esperienze che l’Italia ha maturato nel campo scientifico e della ricerca.

Nel corso degli ultimi anni la Piattaforma è diventata uno degli attori principali a livello nazionale ed europeo per la ricerca e l’innovazione tecnologica di settore, ed è stata inserita anche nel Piano Nazionale della Ricerca e nel Piano Nazionale della Biodiversità.

Cooperazione internazionale per ricerca e tecnologia

A seguito dei positivi risultati registrati dalla Piattaforma Nazionale il Ministro Matteoli, nel corso della Giornata Europea del Mare, tenutasi a Roma il 20 maggio 2009, ha lanciato l’idea di creare una Piattaforma Tecnologica del Mediterraneo, coordinata dall’Italia quale Paese leader nel campo della ricerca e dell’innovazione tecnologica nel settore marino, marittimo e della navigazione interna. Da questa esperienza, frutto di una sinergica collaborazione tra Amministrazioni ed Associazioni di categoria di diversi Paesi, ci si attende un contributo fattivo per lo sviluppo della cooperazione nel campo della ricerca e dell’innovazione tecnologica nel settore marittimo e per la navigazione interna. L’iniziativa, alla quale hanno già aderito molti Paesi anche non comunitari, ha avuto l’investitura ufficiale il 16 ottobre 2009 a Tangeri. In tale incontro è stata conferita all’Italia la presidenza della «Piattaforma Tecnologica del Mediterraneo».

I traguardi futuri

La futura politica marittima avrà quindi per i prossimi anni quali obiettivi strategici: la definizione della governance, la sicurezza, la cooperazione transnazionale ed interregionale, la ricerca e l’innovazione tecnologica.

Proprio in merito a queste tematiche l’Italia ha confermato l’impegno legato ai cambiamenti climatici connessi alla riduzione dell’inquinamento atmosferico decidendo di ospitare a Roma, i prossimi 8 e 9 novembre 2010, una Conferenza Ministeriale a livello mondiale (MEET – Ministerial Conference on Global Environment and Energy in Transport), che segue quella del gennaio 2009 tenutasi a Tokyo.

Alla Conferenza parteciperanno i Paesi del G8, alcune Organizzazioni internazionali (IMO e ICAO) e parte dei Paesi dell’Asia Sud-Orientale, per un totale di circa 22 Paesi responsabili per il settore dei trasporti del 70% delle emissioni di gas serra a livello mondiale.

L’obiettivo principale della Conferenza è quello di rafforzare la collaborazione internazionale nel settore dei trasporti per affrontare le problematiche connesse ai cambiamenti climatici ed all’inquinamento atmosferico, attraverso una discussione produttiva dei rilevanti Ministri dei maggiori Paesi al mondo.

Il settore dei trasporti, infatti, è indicato quale responsabile del 23% delle emissioni mondiali di CO2, con una percentuale in forte aumento nei Paesi in Via di Sviluppo e l’Unione Europea che già si è prefissata un obiettivo ambizioso: la riduzione delle proprie emissioni del 20% entro il 2020, e addirittura del 30% nel contesto di un accordo internazionale.

Naturalmente non è ipotizzabile raggiungere, a breve termine, tali risultati senza pensare di investire in innovazione e ricerca di settore, che diventano elementi strategici per lo sviluppo di un sistema di trasporto sostenibile e compatibile con l’ambiente che non deve compromettere la competitività delle nostre imprese già coinvolte dalla delicata situazione economica mondiale.

 

Enrico-Maria Pujia

Direttore Generale Trasporto Marittimo e per vie d’acqua interne
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti