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Trasporto aereo: una crescita responsabile per un’industria globale

 

di Rinaldo Petrignani • Boeing è impegnata a ridurre l’impatto ambientale dei suoi prodotti, dei processi e dell’intero comparto del trasporto aereo. Un’impresa responsabile, dai risultati concreti

 

Con la crescita del traffico aereo, l’industria del trasporto aereo si trova a dover conciliare l’aumento dei voli con la riduzione dell’impatto sull’ecosistema. Alla Boeing siamo abituati, da sempre, ad affrontare sfide difficili. Ogni giorno dobbiamo superare barriere tecnologiche per offrire soluzioni innovative ai nostri clienti, mentre ci troviamo ad operare in mercati dinamici e impegnativi. Insieme al costo record del carburante, dobbiamo affrontare ora una nuova sfida, quella della riduzione delle emissioni di CO2.

L’impegno e le strategie

La storia dell’aviazione è caratterizzata da un continuo progresso tecnologico, che riduce le emissioni di ogni singolo aereo, in concomitanza però con la costante crescita del numero di aerei. È da questa constatazione che possiamo far derivare alcune linee guida per il futuro:

• occorre compensare le emissioni di CO2 con l’impiego di biocarburanti, derivati da piante e alghe che assorbono CO2 durante la loro vita. Tali piante non devono sottrarre risorse alla catena alimentare né alle foreste;

• occorre migliorare il sistema del trasporto aereo per evitare emissioni superflue e sprechi di risorse, come avviene quando un aereo non può volare in linea retta e quando è costretto ad attendere il decollo o, peggio ancora, l’atterraggio, a causa di congestione degli spazi aerei e aeroportuali;

• occorre continuare a ridurre le emissioni degli aerei con motori sempre più efficienti e strutture più leggere e aerodinamiche.

 

Il trasporto aereo crea enormi vantaggi sociali, culturali ed economici per tutta l’umanità, ma è essenziale evitare che ciò avvenga col rischio di nuocere all’ambiente. Tanta enfasi sull’anidride carbonica dipende dal fatto che si tratta di uno dei gas a effetto serra a più lunga durata ed è l’unico, secondo il protocollo di Kyoto, ad essere imputabile all’aviazione, che produce circa il 2 per cento delle emissioni globali di CO2 causate dall’uomo. Il nostro settore si è impegnato da tempo a mantenere basse le emissioni, senza perdere di vista le altre problematiche legate all’inquinamento acustico e alla qualità dell’aria a livello locale. A questo proposito, i principali leader del trasporto aereo hanno firmato di recente a Ginevra una dichiarazione di intenti volta a contrastare i cambiamenti climatici, che contiene, tra i vari punti, una roadmap per fermare la crescita delle emissioni carboniche, con l’obiettivo finale di un futuro ad emissioni zero. Da un punto di vista industriale, crediamo che le innovazioni e le nuove tecnologie ci consentiranno di migliorare le prestazioni degli aerei odierni e del futuro. Le Compagnie aeree sono molto attive nel fare tutto il possibile per consumare meno, arrivando persino a lavare gli aerei tra un volo e l’altro per renderli più aerodinamici e richiedendo agli Enti di assistenza al volo di ottimizzare le rotte. Infatti, comparando il tracciato delle rotte da loro richieste con quelle assegnate, alcune Compagnie aeree hanno calcolato che, se fossero state concesse le rotte iniziali, avrebbero potuto risparmiare un 10 per cento di carburante. Altre Compagnie stanno migliorando le prestazioni delle loro flotte con l’adozione di nuove tecnologie su aerei già in servizio o sostituendo modelli meno efficienti con velivoli di nuova generazione.

 

Un impegno da primato

Boeing è stata riconosciuta come miglior azienda industriale del 2009 dall’organizzazione no-profit Carbon Disclosure Project, nell’ambito di un indice che raggruppa società distintesi per la trasparenza sui rischi dei cambiamenti climatici e per le iniziative volte al miglioramento delle prestazioni ambientali. Carbon Disclosure Project (CDP) è un’organizzazione no-profit che stila il rapporto più accurato sulle emissioni di carbonio delle aziende multinazionali. Questa indagine ha inoltre evidenziato l’attenzione di Boeing nell’offerta di prodotti e servizi efficienti dal punto di vista energetico e nelle tecniche di Lean Manufacturing (produzione snella). “Le aziende che oggi riescono a gestire le proprie emissioni, producendo beni e servizi a ridotto impatto ambientale, si troveranno in prima fila nell’economia a basse emissioni di carbonio del futuro”, dichiara Paul Dickinson, Amministratore delegato di CDP. L’indice che evidenzia il primato della Boeing è denominato Global Carbon Disclosure Leadership Index (CDLI) ed è compilato da PricewaterhouseCoopers per conto di CDP. Analizza le prestazioni ambientali di circa 2.500 aziende mondiali e rappresenta per gli investitori istituzionali un utile strumento di valutazione su come le società quotate nel «Global 500» del Financial Times Stock Exchange affrontino la questione dei cambiamenti climatici. Boeing si è fissata obiettivi molto ambiziosi in materia di prestazioni ambientali: entro il 2012 intende migliorare del 25 per cento i tassi di riciclo di rifiuti solidi e di efficienza energetica, con un’equivalente riduzione di emissioni di gas a effetto serra e di produzione di rifiuti nocivi.

Ricerca, sviluppo e nuove tecnologie

L’impegno ambientale di Boeing prende avvio con le attività di ricerca e sviluppo, basando la sua strategia su obiettivi chiari e precisi. Ma nel momento stesso in cui cerchiamo attivamente di migliorare le prestazioni ambientali dei nostri prodotti e servizi, dobbiamo anche pensare a come non interrompere il flusso di persone e merci che viaggiano in tutto il mondo.

La prossima entrata in servizio di nuovi aerei superefficienti nei consumi di carburante, come i nostri 787 Dreamliner e 747-8 Intercontinental, testimonierà il nostro impegno nella riduzione delle emissioni acustiche e di gas serra e dimostrerà ai passeggeri che il trasporto aereo sta facendo in pieno la sua parte. Un chiaro impegno verso l’innovazione servirà anche a mitigare quel «senso di colpa verso il volo» che sta emergendo in alcuni Paesi.

Le prestazioni ambientali non sono semplici «effetti collaterali» della progettazione degli aerei, quanto piuttosto una ricerca deliberata di migliorare costantemente l’efficienza dei prodotti per i nostri clienti. E in un’epoca di prezzi del petrolio alle stelle, questo approccio verso il risparmio nei consumi porta necessariamente con sé benefici per l’ambiente. Infatti, ogni litro di carburante risparmiato significa 3,2 litri di anidride carbonica non emessi nell’atmosfera.

Per ridurre il consumo di carburante, la struttura del 787 è stata concepita in fibra di carbonio, un materiale che lo rende più leggero di aerei comparabili. Il suo minor peso comporta una minor resistenza aerodinamica, che si traduce in consumi di carburante (per passeggero) più bassi di qualsiasi altro aereo di simili dimensioni. In base a quanto appena detto, tutto ciò equivale ad un’immediata e quantificabile riduzione di emissione di CO2.

Le innovazioni tecnologiche che caratterizzano questo nuovo aereo consentono anche una riduzione del 60 per cento della sua impronta sonora. Vorrei poi sottolineare come il ciclo di vita del 787 – ma anche del 747-8 – sia stato pensato per avere un impatto ambientale minore degli aerei che andrà a sostituire.

Impiego e prospettive dei biocarburanti

Il ruolo dell’industria aerospaziale italiana è molto importante nel processo di riduzione delle emissioni degli aerei. Alenia Aeronautica sta applicando la sua lunga esperienza con i materiali compositi nella realizzazione del 14% del nuovo 787 Dreamliner, compresa buona parte della fusoliera e della coda orizzontale dell’aereo. Alenia Aeronautica e Boeing collaborano anche nella ricerca e sviluppo di questi materiali.

In altri settori tecnologici, Boeing contribuisce allo sviluppo di biocarburanti sostenibili di nuova generazione a ridotta impronta di carbonio, la cui produzione non incide sulla catena alimentare o sulle risorse d’acqua. Questi nuovi carburanti ottenuti da biomasse assicurano benefici significativi in termini di ciclo di vita complessivo. Infatti le piante da cui si ricavano questi biocarburanti assorbono CO2 durante il loro ciclo di crescita. Oltre quindi a ridurre la dipendenza del trasporto aereo dai carburanti di origine fossile, offrono il vantaggio di una riduzione del 50-80 per cento di CO2 durante il loro intero ciclo di vita. Tutto ciò rappresenta un enorme passo avanti per l’industria del trasporto aereo e per il suo contributo a tutte quelle città il cui PIL deriva in gran parte dal turismo, dal commercio o dalla stessa aviazione.

Abbiamo già dimostrato, con una serie di voli di prova condotti in collaborazione con Air New Zealand, Continental Airlines, KLM, Virgin Atlantic, Japan Airlines la fattibilità dell’impiego di biocarburanti. Inoltre, abbiamo sperimentato di recente una tecnologia non inquinante, facendo volare per la prima volta un velivolo che sfrutta la propulsione di celle a idrogeno. Ovviamente trasformare tutti questi esperimenti in soluzioni praticabili richiede tempo, ma, anche se dovremo attendere ancora circa 5 anni per vedere un uso estensivo dei biocarburanti sui voli civili (e ancora di più per vedere un’applicazione commerciale delle celle a combustibile), già oggi possiamo dire di aver gettato le basi di queste nuove tecnologie. Aumenta l’attenzione dei costruttori e delle Compagnie aeree al riciclaggio degli aerei alla fine della loro vita operativa.

 

Boeing e l’Italia

Boeing ha stretti rapporti con l’Industria aerospaziale e della Difesa italiana, con le Forze armate e con le Compagnie aeree. L’Italia è il secondo maggiore fornitore industriale europeo di Boeing (esclusi i motori per aerei) – la collaborazione comprende partnership con Finmeccanica e le sue società operative come Alenia Aeronautica (per il 787 Dreamliner) e AgustaWestland (per i nuovi elicotteri ICH-47F destinati all’Esercito). Altre attività di collaborazione riguardano Alenia Aermacchi, Oto Melara, Thales Alenia Space Italia, Telespazio e Umbra Cuscinetti. Vi è un nuovo Centro di ricerca Boeing presso l’IMAST, a Portici (NA). Nove Compagnie aeree italiane operano con oltre 100 aerei Boeing. Aerei Boeing sono in servizio con la Marina Militare, mentre gli elicotteri Chinook dell’Esercito hanno partecipato ad operazioni di aiuto umanitario in diversi continenti. A breve l’Aeronautica Militare avrà i nuovi aerei di rifornimento in volo KC-767A. Boeing ha oltre 200 dipendenti in Italia, compresa la divisione marittima della controllata Jeppesen, a Marina di Carrara. L’Ambasciatore Rinaldo Petrignani è Presidente di Boeing Italia.

Migliorare il sistema

Infine, continuiamo a prodigarci per il miglioramento dell’intero sistema del trasporto aereo. Infatti, anche l’aereo dalle prestazioni più avanzate non potrà soddisfare le aspettative se costretto ad operare all’interno di un sistema di assistenza al volo antiquato, che continua a tenere in attesa molti voli prima di farli atterrare e a utilizzare rotte non ottimali. Per tutta questa serie di motivi, di recente abbiamo annunciato insieme ad Airbus uno sforzo congiunto nel tentativo di migliorare l’intero sistema di gestione del traffico aereo, con l’obiettivo di dipanare il più possibile i nodi di congestione.

Le persone vogliono viaggiare liberamente in tutto il mondo, senza fuorvianti sensi di colpa. Ma finché non riusciremo a contrastare efficacemente la disinformazione con i fatti, i dati e le soluzioni tecnologiche, non potremo dire di aver contribuito utilmente a risolvere la questione del cambiamento climatico. Mentre il trasporto aereo fa grandi progressi, Boeing continuerà a fare la sua parte di guardiano dell’ambiente, coniugando l’impegno con l’azione.

Rinaldo Petrignani

Presidente Boeing Italia