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Taxi elettrici in città. URI sulla via della mobilità sostenibile

Via col Verde Radiotaxi
Da sinistra: Luciano Ciabatti (Renault Italia), Maurizio Pucci (Interactive Market Research), Giancarlo Mazzotta (Toyota Italia), Giovanna Rossi (Ministero dell’Ambiente), Loreno Bittarelli (Presidente URI e cooperativa 3570), Maurizio Soldi (Telecom Italia), Roberto Maldacea (LUISS Business School) e Andrea Pirisi (Underground Power)

 

di Roberta Di Giuli • La Unione dei Radiotaxi d’Italia darà il via a Roma, con Toyota prima e Renault poi, ad una sperimentazione di radiotaxi con eco vetture. Un progetto nell’ambito del trasporto pubblico senza precedenti in Europa. Nuova anche la prima ricerca di mercato italiana sul servizio Radiotaxi e sull’eco mobilità


Via col VerdeRoma trasportata… dal rispetto ambientale. La strategia eco mobile 2013 di URI, che rientra nel progetto «Via col Verde», fa un altro passo avanti – dopo aver presentato a luglio l’utilizzo dell’energia verde per alimentare la propria centrale operativa di Roma, primo impianto fotovoltaico di ultima generazione all’interno di una centrale taxi – e arruola 50 mezzi elettrici e ibridi usciti da scuole d’eccellenza nell’ambito della mobilità a basso impatto: dalla Renault, la ZOE; dalla Toyota, la Prius Plug-in.

A spingere ancora la Unione dei Radiotaxi d’Italia verso obiettivi verdi decisamente concreti, come ha sottolineato il Presidente Loreno Bittarelli, la ricerca commissionata alla Interactive Market Research e presentata da Maurizio Pucci alla Conferenza URI, secondo la quale il 74% degli intervistati sarebbe disposto a prendere più spesso il taxi se fosse ecosostenibile. I taxi, effettivamente, rappresentano un peso non trascurabile sulla bilancia dell’inquinamento. Qualche dato: un taxi percorre mediamente 150 km al giorno. Solo a Roma i radiotaxi URI percorrono 550.000 km in una giornata pari a 13 volte il giro del mondo. I radiotaxi URI percorrono 129.600.000 km in un anno pari a 2.941 volte il giro del mondo. Mediamente una vettura di cilindrata medio/piccola emette 150 grammi. di CO2 per ogni chilometro percorso. Un taxi convenzionale emette in un anno oltre 8 tonnellate di CO2.

Flotte virtuose

Reanault ZOE

Subito arruolate, quindi, auto dal cuore decisamente ambientalista e delle quali cominceranno a muoversi in città da gennaio. La Renault ZOE, fiore all’occhiello della produzione a basso impatto della Casa francese, è una berlina media di segmento B elettrica 100% con un’autonomia di 210 km e tempi di ricarica che vanno dai 30 minuti alle 9 ore in base al tipo di colonnina disponibile. La vedremo in azione, nel numero di 20 esemplari, dalla prossima primavera. L’altro mostro sacro del risparmio è la nuova Toyota Prius Plug-in – evoluzione della berlina ibrida che 1.500 tassisti in Italia possiedono con soddisfazione e che, nel 97%, dei casi, acquisterebbero nuovamente – in grado di percorrere 25 km in solo elettrico (ricaricabile in 90 minuti da una presa di corrente convenzionale da 230V) e con emissioni medie di CO2 di 49 g/km. Entrerà in circolazione in tenuta… taxi da gennaio 2013.

 

Toyota Prius

Queste tecnologiche vetture rappresenteranno dunque l’avanguardia della «dura» sperimentazione elettrica in città. Il modello virtuoso eco sostenibile promosso dall’URI, e che rientra nell’iniziativa patrocinata dalla Commissione Europea e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, comprende anche stazioni di ricarica per taxi – da realizzare presso gli aeroporti, Fiumicino in primis, le stazioni ferroviarie, i parcheggi di scambio e tutti quei siti urbani ad alto tasso di traffico e sosta taxi – integrate da impianti fotovoltaici e da nuovi efficaci dossi rallenta-auto cinetici, capaci di accumulare l’energia elettrica prodotta dal traffico cittadino. Un esempio che non dovrebbe fermarsi ai confini verdi della capitale. È quanto si auspica anche l’arch. Giovanna Rossi (responsabile per l’eco mobilità del Ministero dell’Ambiente) che ha espresso l’augurio che simili iniziative si moltiplichino presto su tutto il territorio nazionale, quale esempio di successo per gli altri Paesi Europei.

Alla sperimentazione partecipa non solo Underground Power, che detiene il brevetto italiano e costruisce i dossi frenanti che producono ed immagazzinano energia (nelle foto il sistema), ma anche Telecom Italia che, secondo quanto sottolineato da Maurizio Soldi (Responsabile Marketing Application Solutions), con il Cloud di «Nuvola Italiana», supporterà l’assistenza e la gestione della mobilità dei taxi in sperimentazione.

 

 

RadiotaxiA completare l’offerta verde della sperimentazione, i corsi di eco mobilità dell’Università LUISS Business School, che già da due anni propone il MEM (Master in Eco-mobility Management) diretto dal prof. Roberto Maldacea a cui gli eco-tassisti interessati e i loro figli potranno accedere a condizioni particolarmente vantaggiose.

 

 

Roberta Di Giuli