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NIINIVIRTA DA LA «SCOSSA» ALLA LOGISTICA

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L’azienda lombarda investe sulle nuove tecnologie nella mobilità, e schiera la prima flotta italiana di autocarri a propulsione elettrica. Se le Amministrazioni Locali lo vorranno, il trasporto merci potrà diventare ecocompatibile anche nei centri urbani, e nelle ZTL

•• Anche gli autocarri vanno con l’elettricità. In molte città europee e nel mondo, le consegne nei centri urbani e la movimentazione delle merci già avvengono con questa tipologia di veicoli, sfruttando le tecnologie più avanzate negli accumulatori, e l’efficienza degli innovativi motori di ultima generazione.

Anche in Italia circolano già alcune centinaia di furgoni, e veicoli utilitari a propulsione elettrica: ma sul fronte del trasporto pesante, è la società Niinivirta Transport S.p.A. di Tribiano (MI) a giocare un ruolo innovatore e apripista.

Questa azienda di trasporti e logistica, fondata trent’anni fa dall’Amministratore Delegato Paolo Ferraresi, ha iniziato dal 2014 a operare con i primi autocarri elettrici di grandi dimensioni. I veicoli che Niinivirta sta schierando gradualmente nel nostro Paese sono infatti «autocarri» nel vero senso della parola: pesanti 10-11 tonnellate, e lunghi otto-nove metri non hanno nulla a che vedere con veicoli di dimensioni minori, più agili e un po’ meno ingombranti ma che tuttavia, rispetto agli autocarri di Niinivirta, trasportano un carico utile estremamente minore.

La decisione di elettrificare gradualmente la flotta destinata al delivering urbano – spiega Paolo Ferraresinasce anche dalla necessità di contenere le ore di movimentazione del veicolo e il numero delle unità in servizio: il carico di un solo nostro camion equivale, in pratica, a quello di quattro o cinque furgoni”.

I mezzi che Niinivirta impiega a Milano, Firenze e in Finlandia, cui se ne aggiungeranno presto altri a Roma e in altre città, rappresentano lo stato dell’arte dell’industria nel settore. Pochi costruttori, per ora, sono in grado di offrire veicoli simili: per rinnovare la propria flotta Niinivirta si è così rivolta all’inglese Smiths e all’olandese Emoss. A utilizzare i mezzi schierati a Milano sono, in particolare, i grandi nomi della moda: affidandosi a dei veicoli a «impatto ambientale zero» per la consegna dei propri prodotti, hanno rafforzato in modo esplicito la loro attenzione verso i temi ambientali. Un biglietto da visita che rimanda alla stessa etica di cui è portatrice Niinivirta, prima in Italia ad adottare concretamente una politica «green» nel trasporto merci e nella logistica urbana, in ossequio alle prassi e alle logiche in uso in Scandinavia, da sempre in prima linea nelle iniziative finalizzate a promuovere il rispetto per l’ambiente.

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Il nome stesso di questa società italiana al 100% – Niinivirta è un cognome finlandese – è stato scelto da Paolo Ferraresi proprio per sottolineare fin dal primo impatto l’adesione a metodologie e prassi caratteristiche dei paesi del Nord Europa. Dove l’ecologia è determinante in tutte le scelte.

Ci stiamo drasticamente indirizzando verso una mobilità ecocompatibile nella logistica – puntualizza Paolo Ferraresie lo facciamo anticipando a oggi la direzione obbligata che tutti dovranno percorrere domani. La graduale conversione ai veicoli a propulsione elettrica – già in atto in molte città europee – richiederà, inevitabilmente, molti anni: siamo stati i primi a voler percorrere questa strada, perché fermamente convinti dei benefici di medio e lungo periodo di questa conversione”.

Nella scelta «green» Niinivirta ha escluso il ricorso a soluzioni basate su motorizzazioni ibride: più gestibili nelle lunghe percorrenze, ma comunque più inquinanti rispetto alle motorizzazioni «full electric». Una scelta che, comunque, ha il suo prezzo: un autocarro elettrico costa infatti circa 150mila euro più dell’equivalente versione diesel. A fronte di tale consistente investimento finanziario è tuttavia possibile, in pochi anni, recuperare l’extracosto in modo graduale e costante, grazie al minor costo dell’energia elettrica rispetto a quello del gasolio. Sono poi abbattuti all’origine, e fin da subito, i costi sociali derivati dalla rumorosità e dalle emissioni inquinanti, quantificabili severamente in termini di dannosità ambientale e per la salute. “Nel giro di un anno – spiega Ferraresi – i due autocarri hanno ridotto le emissioni di alcuni quintali di PM10 (le temibili polveri sottili), e di qualche tonnellata di CO2”.

Promozione e sviluppo della mobilità elettrica non possono tuttavia prescindere dal coinvolgimento delle Amministrazioni Locali, impegnate ad agevolare l’uso dei veicoli a «impatto zero» consentendone, per esempio, l’impiego nei centri storici e, in generale, nelle zone a traffico limitato o dovunque esistano forme di accesso condizionato. A causa invece delle loro dimensioni i mezzi di Niinivirta, benché non inquinanti, sono invece penalizzati da alcuni comuni (come accade a Milano), che non consentono ancora agli autocarri elettrici di accedere liberamente alle aree centrali. “Per entrare nell’’Area C di Milano, siamo pertanto paradossalmente costretti a richiedere al Comune onerose autorizzazioni”, dice Paolo Ferraresi. “La nostra speranza è che la burocrazia, in questo come in altri casi, sappia vedere oltre le dimensioni dei mezzi (di poco superiori alla «soglia limite» di 7,5 metri), e introduca anche per essi quelle premialità che potranno fungere da incentivo per una sempre maggior diffusione di questa categoria di veicoli”.

Niinivirta Transport S.p.A.

Niinivirta è una società italiana di trasporti e logistica, fondata nel 1986 da Paolo Ferraresi (66 anni, in attività nel settore da oltre cinquanta). Benché particolarmente focalizzata nei trasporti da e per la Scandinavia, con partenze giornaliere e prezzi altamente competitivi, dal 1996 è presente in tutto il mondo anche nei collegamenti aerei e marittimi, grazie a una capillare e consolidata rete di agenti. Dal 2002 Niinivirta ha sviluppato la logistica «on demand», proponendo la propria esperienza per organizzare il processo all’interno del Cliente. Dal 2005 è tra le prime aziende a impiegare la tecnologia RFID (etichette a radio-frequenza) per la gestione delle merci in transito dalla sede di Tribiano. I risultati più che soddisfacenti hanno incoraggiato Niinivirta a procedere nello sviluppo di questa tecnologia per rendere rintracciabili in qualsiasi momento le merci dei propri Clienti. Con la progressiva elettrificazione della flotta di mezzi pesanti, avviata nel 2014, l’azienda guidata da Paolo Ferraresi auspica di estendere al maggior numero possibile di partner la possibilità di effettuare trasporti a «zero emissioni» da e per le aree urbane, e all’interno di esse. Gli autocarri elettrici impiegati da Niinivirta, che hanno dimostrato concretamente come il trasporto e la logistica possano essere anche ecocompatibili, sono attualmente gli Emoss CM1216 e gli Smith Newton.

Emoss CM1216

Prodotto dalla Emoss BV di Oosterhout nei Paesi Bassi (www.emoss.biz), il CM1216 sembra all’esterno un autocarro convenzionale. È invece azionato soltanto da un motore elettrico in grado di erogare 160 kW, alimentato da accumulatori Litio-Ferro-Fosfato sigillati e compartimentati in grado di fornire un’autonomia di oltre 250 km, incrementabile grazie a un sistema di recupero dell’energia in frenata. Lungo quasi otto metri, ha una portata utile di 6 tonnellate, e ne pesa 11 a pieno carico. Per ricaricare l’autocarro CM1216 non occorrono colonnine a terra, ma è sufficiente una comune presa industriale penta polare (3 P+N+T) da 380 volt, a 60 ampere. Posto guida e cruscotto sono del tutto simili ai tradizionali autocarri Daf, con in aggiunta gli strumenti relativi alla componentistica elettrica di bordo e ai dati su percorrenza, stato batterie e assorbimento. Attraverso connessioni remote sempre attive, i tecnici specializzati Emoss monitorano costantemente il funzionamento del veicolo assicurando, in caso di necessità interventi tempestivi in qualsiasi luogo.

Smith Newton

Il motore elettrico dell’autocarro Newton, costruito nel Regno Unito dalla Smith Electric di Newcastle, eroga 120 kW. Come l’Emoss è dotato di accumulatori Litio-Ferro-Fosfato, e di sistema di recupero di energia in frenata. Il Newton è inoltre equipaggiato con pneumatici Continental LSR 1+ a bassa resistenza al rotolamento, dotati di sistema ContiPressureCheck™ per il monitoraggio della pressione di gonfiaggio e la temperatura di esercizio. Questo mezzo di dimensioni notevoli (è lungo quasi 9 metri), pesa a pieno carico 10 tonnellate, e ha una portata utile di 5. L’autonomia garantita è di oltre 200 chilometri. 

Alessandro Ferri
[24 Ott 2016]