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Le politiche della Regione Campania per una mobilità sostenibile

di Dario Gentile • L’Amministrazione regionale ha messo a punto strategici progetti di sviluppo del trasporto collettivo, già in fase di realizzazione. Tra questi: la metropolitana e il «Metrò del Mare», con significative ricadute ambientali


 

La prima scelta strategica della Regione Campania, in termini di mobilità sostenibile, è stata quella di sviluppare l’infrastruttura ferroviaria attraverso la realizzazione e l’implementazione del progetto di Metropolitana Regionale, che prevede la costituzione di un complesso ed articolato sistema di reti ferroviarie (regionali ed urbane) in corso di ammodernamento, potenziamento e raddoppio, interconnesse tra di loro mediante nodi di servizio e di interscambio. Lo sviluppo della rete ferroviaria rappresenta l’unica possibile soluzione per realizzare una mobilità sostenibile nell’area metropolitana centrata intorno alla città di Napoli ed estesa fino a Caserta e Salerno, che con 3,5 milioni di abitanti presenta una densità tra le più alte in Europa e nel mondo (1.900 ab/kmq).

Nel 2000, nasce così il progetto di Sistema di Metropolitana Regionale della Campania, che rilancia e porta alla scala regionale il progetto avviato nel 1997 con il Piano dei Trasporti e la metropolitana di Napoli. Si tratta, come detto, di un progetto strategico per la «politica dei trasporti sostenibile», in quanto persegue il riequilibrio della ripartizione modale, privilegiando sistemi e infrastrutture di trasporto collettivo su ferro che minimizzano la loro incidenza sul consumo di risorse, sull’ambiente, sulla salute e sulla sicurezza dei cittadini.

Il progetto si propone di ridare logica e concezione di sistema alle diverse componenti del trasporto pubblico che, nei fatti, erano cresciute negli anni quasi esclusivamente per logiche settoriali, attraverso un sistema integrato nelle sue componenti funzionali, attrattivo per qualità e livelli di servizio, accessibile al territorio, e quindi competitivo con il mezzo di trasporto individuale.

A completamento del progetto, previsto per il 2015, la Campania, rispetto al 2000, avrà 170 km in più di linee ferroviarie, 127 stazioni in più, 28 parcheggi destinati al park and ride e 21 nodi di interscambio treno-bus. I costi complessivi del progetto ammontano a circa 9 miliardi di euro.

Il progetto di Metropolitana Regionale è in pieno corso di realizzazione: dal 2001 a oggi sono stati già spesi oltre 3 miliardi di euro tra fondi europei, nazionali, regionali e di Enti locali, e sono stati aperti al pubblico 54 km di linee e 39 fermate e stazioni tra nuove e riqualificate, mentre attualmente sono in corso lavori in 20 cantieri a Napoli e in altrettanti nel resto della regione per 50 km di nuove linee e 30 stazioni, con circa tre miliardi di euro di risorse in fase di spesa o di prossimo avviamento.

Ovviamente a questo incremento delle infrastrutture è corrisposto un significativo aumento dei servizi ferroviari, pari a circa il 7% (+1.300.000 treni-km), e delle risorse necessarie per corrispettivi d’esercizio (+87 M€).

 

L’inserimento nel tessuto urbano

Un aspetto importante da sottolineare è la grande attenzione alla qualità dei progetti delle stazioni e dei nodi di interscambio, vincolati al rispetto di elevati standard tecnici di tipo architettonico, strutturale e funzionale, al fine di conseguire una piena integrazione delle infrastrutture ferroviarie nel tessuto cittadino e prevedendo, al loro interno, anche l’inserimento di funzioni propriamente urbane. Ove opportuno, gli interventi sulle stazioni e sui nodi prevedono anche la riqualificazione urbanistica ed ambientale delle aree servite. Molte stazioni sono grandi opere di architettura moderna, affidate alla progettazione di professionisti di fama internazionale (tra cui Hadid, Rogers, Perrault, Eisenman, Fuksas, Kapoor, D’Ascia, Aulenti, Mendini, Podrecca, Siola, Botta). A riconoscimento della qualità dei progetti, nell’aprile 2009 la metropolitana di Napoli e della Campania ha vinto a Londra il premio «Most Innovative Approach to Station Development» nell’ambito di «Metros 2009».

Unitarietà e integrazione

Parallelamente alla realizzazione di una rete interconnessa, si è cercato di garantire l’unitarietà e l’integrazione del sistema anche dal punto di vista dei servizi, anzitutto attraverso l’integrazione tariffaria che, dal 1° gennaio 2003, è estesa a tutti i 551 Comuni della regione ed a tutte le 13 aziende di trasporto pubblico della regione per un bacino potenziale di quasi sei milioni di abitanti. Un sistema che fornisce ogni giorno un’offerta di 1.500 treni e 27.500 corse di autobus e trasporta circa 1 milione e 600mila viaggiatori. La tariffa integrata Unicocampania è oramai un servizio indispensabile per i cittadini che hanno dimostrato di apprezzare e di sfruttare al meglio (circa il 60% dei passeggeri ormai utilizza il ticket per due o più mezzi e il 50% ha un abbonamento). Altro elemento di integrazione, da implementare ulteriormente nei prossimi anni, è il servizio «Metrocampania» che prevede il coordinamento dei servizi ferroviari della regione attraverso la definizione di orari coordinati, cadenzati e mnemonici e l’identificazione dei servizi per linea e non più per azienda. Inoltre, per garantire agli utenti un servizio di trasporto pubblico di qualità non si può prescindere da treni e da autobus di qualità, dotati di tecnologie di bordo avanzate e a basso impatto ambientale che rispondano a requisiti di comodità, di insonorizzazione e di affidabilità. In Campania per le tre ferrovie regionali è stata avviata l’acquisizione di 47 convogli per un investimento di oltre 200 M€ . Trenitalia, oltre ai Minuetto e TAF messi in esercizio in questi anni, con il nuovo contratto di servizio si è impegnata per l’acquisto di ulteriori 25 treni, da destinare ai servizi regionali campani. È poi in corso il revamping su complessivi 75 convogli ferroviari per circa 87 M€ . Per il materiale rotabile su gomma la Regione Campania, attraverso l’EAV, ha provveduto all’assegnazione di un Accordo Quadro per la sostituzione di 1.950 veicoli. L’avvio di tale procedura ha consentito di appaltare la fornitura di 733 veicoli (di cui 125 a metano e 15 elettrici) con un investimento complessivo di circa 203 M€ , mentre con il secondo contratto applicativo sono stati acquisiti altri 120 bus. Il complesso degli interventi avviati ha già consentito di raggiungere risultati importanti con un aumento dei passeggeri del trasporto pubblico ferroviario pari ad un +40% dal 2000 in Campania e ad un +75% nella sola città di Napoli con conseguenti risparmi delle emissioni da strada dell’ordine del 4%. Se si proiettano a fine progetto (previsto al 2015) gli interventi previsti di potenziamento della rete ferroviaria e del materiale rotabile, di riorganizzazione e riqualificazione dei servizi, è possibile stimare una riduzione complessiva delle auto in circolazione del 10%. Ciò equivale ad un risparmio di circa 300 ktep, (pari a circa il 10% dei consumi di energia da trasporto su strada in Campania) e ad una riduzione di 850 kton di CO2 equivalente.

 

Il «Metrò del Mare»

Un servizio fortemente innovativo avviato, per la prima volta nel Mediterraneo, dalla Regione Campania nel 2001 è stato il «Metrò del Mare». Si tratta di un collegamento via mare organizzato secondo il modello delle metropolitane su ferro, diverso rispetto ai tradizionali servizi di collegamento marittimo, che si pone l’obiettivo di essere una valida alternativa all’utilizzo dei veicoli privati nei collegamenti da e verso l’area Flegrea, la costiera Sorrentina, la costiera Amalfitana ed il Cilento, coniugando l’esigenza trasportistica di offrire un servizio giornaliero affidabile e di qualità, alternativo al trasporto terrestre (in grado di disincentivare l’uso dei mezzi privati), con quella turistica di sviluppo e di collegamento da e per le più prestigiose aree archeologiche e paesaggistiche della Regione Campania.

Avviato sperimentalmente con successo nel 2001 con una sola linea tra i porti del Golfo di Napoli, nel 2002 prima e nel 2005 poi, il servizio è stato messo in gara aumentando, di volta in volta, il numero di scali e di linee. I bandi sono stati redatti con precisi vincoli da rispettare, dal confort e dall’efficienza dei mezzi, agli orari e alle tariffe da rispettare, fino alla campagna di comunicazione.

Il «Metrò del Mare» ha visto crescere in maniera significativa negli anni il numero di linee, di corse, di passeggeri, e di mesi di esercizio. In nove anni il «Metrò del Mare» ha trasportato oltre un milione e 600mila passeggeri, passando dai 31.000 del 2001 agli oltre 200.000 del 2009. Gli scali serviti nel 2009 sono 23, a fronte dei 6 della prima edizione, 11 le linee dell’ultima stagione, rispetto all’unica linea attiva nel 2001, 13 le unità della flotta impiegate, contro le 2 della prima edizione. Ciò ha consentito anche di avere negli anni una riduzione negli impatti ambientali: infatti per effetto del «Metrò del Mare», in ogni stagione turistica (da aprile a settembre) in Campania si evitano 70mila spostamenti con l’auto, e si stima una riduzione di circa 400 tonnellate di emissioni di CO2. Naturalmente questo nuovo mezzo di trasporto ha avuto e continua ad avere benefici effetti anche sull’incremento del turismo della Campania, facilitando l’afflusso verso aree di particolare rilevanza storico-culturale e ambientale: oltre il 20% degli utenti del «Metrò del Mare» sono infatti stranieri. Proprio per incentivare ancor più il turismo, nella stagione 2009 è stata prevista l’introduzione delle corse notturne dei week-end «Napoli-Sorrento by night», e dei Coast Sightseeing «Baia di Napoli» e «Punta Campanella».

 

Le prospettive future

Nei prossimi anni per la Campania sarà determinante continuare nell’azione di miglioramento dell’offerta dei servizi di trasporto pubblico locale avviata in questi anni. A tal fine, si dovrà completare il progetto di Metropolitana Regionale e riorganizzare ed ottimizzare, d’intesa con le Province, i servizi di trasporto pubblico su gomma, in funzione anche dei nuovi servizi ferroviari, in modo da eliminare le sovrapposizioni e assegnare agli autobus fondamentalmente il ruolo di adduzione alla rete ferroviaria. Sarà necessario, inoltre, integrare le attuali previsioni per la realizzazione di nuovi parcheggi di interscambio, per favorire l’accessibilità al sistema di Metropolitana Regionale e l’integrazione modale. Molta attenzione si dovrà porre sulla qualità dei servizi, in particolare per quanto riguarda il rinnovamento del materiale rotabile (continuando il programma già avviato), la pulizia dei mezzi, l’informazione all’utenza e la puntualità.

Nei prossimi anni sarà, inoltre, di fondamentale importanza per una mobilità sempre più sostenibile, sviluppare servizi innovativi e integrativi di trasporto verso cittadini ed imprese, in particolare nelle aree urbane dense, in quelle a forte vocazione turistica e valenza storica e culturale, attraverso la realizzazione coordinata di diversi interventi riassumibili in:

• politiche di gestione della domanda di mobilità (road pricing, park pricing, infomobilità, mobility management);

• realizzazione di piste ciclabili;

• promozione di servizi di trasporto innovativi ed ecocompatibili (bus a chiamata, car sharing, car pooling, taxi collettivo).

 

 

Dario Gentile

Responsabile Centro Studi ACaM (Agenzia Campana per la Mobilità Sostenibile)