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Conferenza del Traffico: dal nuovo Codice alla rivoluzione satellitare

Traffico

Nella 68esima Conferenza del Traffico e della Circolazione ACI, svoltasi a Roma dal 3 al 4 ottobre, si è approvata una risoluzione che sprona Governo, Parlamento e tutte le Istituzioni a completare la stesura di un Nuovo Codice della Strada entro il 2014. Riflettori puntati anche sul nuovo sistema satellitare «Galileo»: non solo per una mobilità più fluida, sicura ed efficiente, ma anche per il pagamento del pedaggio sulla base del percorso, e del traffico

 

•• Arriva un nuovo Codice della Strada: Governo e Parlamento dovranno completarne stesura e approvazione in 450 giorni. Detterà, in pochi articoli, le norme di comportamento degli utenti della strada, mentre le disposizioni tecniche sulle caratteristiche dei veicoli – e tutti gli adeguamenti alle normative europee e sullo sviluppo tecnologico – troveranno spazio in uno specifico regolamento, le cui modifiche saranno più celeri e semplici. È la principale novità emersa nella Conferenza del Traffico e della Circolazione, l’annuale appuntamento organizzato dall’ACI, giunto quest’anno alla 68° edizione e svoltosi a Roma dal 3 al 4 ottobre. E questo annuncio è il contenuto di una risoluzione, approvata nella Conferenza, che sprona Governo, Parlamento e tutte le istituzioni a completare la stesura e l’approvazione del nuovo Codice della Strada entro il 2014.

 

Codice della stradaSarà quasi un Codice 2.0, più chiaro e leggibile”, ha spiegato il Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Erasmo D’Angelis, con deleghe alla sicurezza stradale e alla Riforma del Codice della Strada, intervenuto alla Conferenza. Invece degli attuali 240 articoli, più i vari allegati da circa 1.000 pagine, ci saranno meno di 100 articoli e un’impostazione snella, che tutelerà finalmente gli utenti deboli della strada come pedoni e ciclisti, consentirà sanzioni durissime per chi provoca incidenti mortali in stato di ebbrezza o sotto effetto di droghe e, prevedendo anche il ritiro della patente fino alla sentenza definitiva del Giudice, garantirà sicurezza con norme sui veicoli, strade e comportamenti di chi guida. Il nuovo Codice comprenderà, poi, molte altre novità: dal patentino a punti per i minori di 18 anni, su scooter o veicoli a bassa cilindrata, ai maggiori controlli su strada, dalla semplificazione della burocrazia alla prevenzione dei rischi. “Lavoriamo insieme al Parlamento – spiega D’Angelisper arrivare alla Riforma in tempi brevi. Verranno finalmente eliminate parole ottocentesche come «velocipede», con un testo che risponderà anche dal punto di vista lessicale alle nuove esigenze dei cittadini, delle città e della circolazione stradale. Renderemo operativa la norma che prevede che il 50% dei proventi derivanti dalle multe sia investito per la sicurezza stradale e per interventi urbani che favoriscano la nuova mobilità come aree 30 km/h, zone pedonali e piste ciclabili, interventi per la sicurezza in particolari condizioni meteorologiche. Per i ciclisti scatteranno (finalmente!) anche doveri come la conoscenza del Codice, e l’utilizzo di sistemi di segnalazione e visibilità soprattutto notturni. Per evitare le tragedie dell’incidentalità da distrazione – conclude D’Angelis – che resta la prima causa di incidenti, spesso mortali, aumenteranno sanzioni e controlli e partirà un’ampia campagna di comunicazione e formazione dedicata soprattutto a giovani e anziani e che avrà come slogan «Sulla buona strada»“.

 

TajaniLa Conferenza ACI è stata occasione per illustrare, alla presenza di Antonio Tajani, vice presidente della Commissione Europea e Commissario europeo all’Industria e all’Editoria, le funzionalità di «Galileo», il sistema satellitare civile europeo, ideato dalla Comunità Europea e dall’Agenzia Spaziale Europea, indipendente e compatibile con quello russo e statunitense. L’Automobile Club d’Italia ha contribuito a questo importante progetto con il proprio know-how, fondamentale per sfruttare le potenzialità del sistema nei servizi di pagamento, e di semplificazione a vantaggio degli automobilisti.

Nelle nostre città, come rilevato dalla ricerca «La mobilità ai tempi di Galileo», realizzata dalla Fondazione Caracciolo e presentata nella Conferenza, un minuto su quattro in auto è sprecato nel traffico e nella ricerca di un parcheggio. La congestione stradale ci costa oltre 5 miliardi di euro ogni anno, a cui vanno aggiunti molti dei 30 miliardi di spesa sociale per incidenti stradali. La statistica non ci conforta, prevedendo un aumento dell’urbanizzazione con punte del 50% fino al 2050, ma la tecnologia sì, e soprattutto quella satellitare, visto che entro il 2020 equipaggerà il 90% dei veicoli su strada. Anche questa, però, mostra ancora limiti che ne compromettono l’efficacia. Limiti che il sistema «Galileo» intende affrontare e superare, ponendosi in questo specifico ambito tecnologico come una radicale rivoluzione copernicana. Rispetto agli altri sistemi satellitari, «Galileo» sfrutta le più avanzate tecnologie, risultando più preciso e affidabile, con una più estesa copertura territoriale e, soprattutto, più funzionale: sarà il sistema operativo per la smart mobility di domani. Non solo ridurrà il traffico e la congestione, ma costituirà la piattaforma per App e programmi di gestione ed ottimizzazione della mobilità.

 

Galileo

 

Grazie anche al contributo di ACI, Galileo faciliterà la vita agli automobilisti con la semplificazione delle procedure amministrative dei veicoli e l’incremento della sicurezza stradale. Galileo consentirà infatti il pagamento in tempo reale di pedaggi e tasse in base alle condizioni del traffico e all’utilizzo effettivo dell’auto: si pagherà, in pratica, anche in base all’orario in cui si utilizza una certa infrastruttura, con tariffe maggiori se ciò avviene nell’ora di punta, e sconti se si sceglie di viaggiare nelle «ore di morbida».

Angelo Sticchi Damiani Le funzionalità del sistema permetteranno, inoltre, di potenziare i sistemi «eCall» e i servizi di soccorso stradale, riducendo al minimo i tempi di intervento per guasto o incidente. Non è stata, tuttavia, l’unica incursione nelle nuove tecnologie: nel corso della Conferenza, il Presidente ACI Angelo Sticchi Damiani ha espressamente rilanciato, in un suo intervento, la proposta di installare una rete di telecamere «intelligenti» lungo statali e autostrade, in grado di monitorare i veicoli privi di copertura assicurativa leggendo in tempo reale la targa dei mezzi, consentendo interventi mirati mediante l’allertamento in tempo reale delle pattuglie, al passaggio dei veicoli «non regolari». Una sorta di «grande fratello» che dovrebbe essere collegato alle banche dati di ACI (ovvero, PRA) e ANIA, e che richiama a grandi linee il sistema esistente in alcune zone del Regno Unito dove, chi non paga la tassa di circolazione, se si reca a fare rifornimento presso un’area di servizio dotata di telecamere a circuito chiuso, rischia di restare a secco. Perché le telecamere «leggono» la targa e, dopo la verifica al sistema centrale, inibiscono automaticamente il funzionamento degli erogatori di carburante. Mettendo il guidatore di fronte al fatto compiuto, e proteggendo il sistema dagli evasori.

È ancora presto per sapere se un sistema del genere potrà in effetti essere adottato anche in Italia. Non v’è dubbio, tuttavia, che una simile invasività dovrebbe prevedere, a monte, un sistema di tassazione generale equo e, soprattutto, sostenibile. Ma queste, come spesso si usa dire, sono altre storie…

 

Alessandro Ferri