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Bikeconomy Forum: la virtuosa biciletta protagonista del futuro

L’Italia, primo paese in Europa per quantità di biciclette prodotte, ha però bisogno di incentivarne il suo utilizzo, ancora molto scarso. Al Museo MAXXI di Roma prevista, il 16 novembre, la terza edizione di Bikeconomy  dove si racconteranno le strategie di incentivazione, gli esempi internazionali e le ricadute dell’utilizzo di un mezzo che è garanzia di qualità della vita ma anche moltiplicatore di economia

 

Infrastrutture per la mobilità sostenibile, nuova economia, innovazione e design. Questi i temi che «circolano» intorno alla bicicletta, nella terza edizione del Forum sulla Bikeconomy che si svolgerà il 16 novembre a Roma presso il Museo MAXXI, ideato dalla Fondazione Manlio Masi e Osservatorio Bikeconomy, con il Patrocinio della Regione Lazio, di Roma Capitale, del Coni e della Federazione Ciclistica Italiana.

Per questo appuntamento che rappresenta il più importante evento nazionale dedicato all’economia che ruota intorno alla bicicletta, sono previste le presenze dei campioni del ciclismo, Moreno Argentin e Davide Cassani.

La manifestazione vuole rappresentare un osservatorio privilegiato di uno dei segmenti più attivi e in crescita della moderna economia compatibile, quella legata alla bicicletta ed alle filiere, dalle infrastrutture all’industria, dalla tecnologia al design.  

Interventi ed esperti

L’introduzione al Forum sarà fatta da Giovanna Melandri, Presidente della Fondazione MAXXI, padrona di casa del primo museo italiano bike-friendly; Michele Dell’Orco(Sottosegretario Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti);  Roberto Tavani (Segreteria politica della Presidenza della Regione Lazio),  Linda Meleo (Assessore Mobilità  del Comune di Roma); Roberto Sgalla (Direttore Centrale per la Polizia Stradale);  Renato Di Rocco (Presidente Federazione Ciclistica Italiana).

A dirigere il Forum Beniamino Quintieri, presidente della Fondazione Manlio Masi, Gianluca Santilli, Presidente dell’osservatorio Bikeconomy, con Alberto Acciari e Annamaria De Paola, rispettivamente Vicepresidente e Direttore dell’osservatorio Bikeconomy.

Il Forum vuole anche offrire una panoramica sulle migliori esperienze internazionali… in bici. L’esempio più virtuoso viene dall’Olanda e verrà raccontato da Marcel van Lieshou di Move Mobility, che spiegherà come la pianificazione urbana (uso del suolo) nel Paese ha un enorme impatto sui modelli di mobilità, perché lo sviluppo di una rete strategica inizia con la connessione della pianificazione urbana con quella della mobilità. Paolo Ruffino, consulente della Provincia di Amsterdam, metterà a confronto le esperienze italiane e quelle olandesi per ottimizzare gli investimenti nella costruzione di nuove ciclabili. Italo Meloni, Direttore CIREM dell’università di Cagliari, illustrerà quali sono i criteri di qualità e di sicurezza nella realizzazione di una ciclovia. Paolo Pileri, Politecnico di Milano, illustrerà il progetto vento, la dorsale cicloturistica più lunga d’Europa, 679 km che legano Venezia a Torino lungo il fiume Po, probabilmente il più forte esempio di «bikeconomy» realizzato nel nostro Paese. Si tratta di una ciclovia che segue il modello della Germania che ha già una rete di 45.000 chilometri di ciclovie e di cui l’88% è esclusivamente ciclopedonale (cioè non prevede alcun accesso alle auto).

Investire nella bicicletta

Per sottolineare la convenienza economica degli investimenti ciclistici basta un dato: i costi della realizzazione di un’autostrada vengono recuperati in un tempo stimato di cento anni, quelli di una ciclovia in  appena un anno e le potenzialità economiche non sono solo per l’industria della bicicletta, ma c’è un indotto enorme che è pronto a beneficiarne. Muoversi in bicicletta, non solo permette costi inferiori ma ne fa risparmiare anche nel lungo periodo. La minore incidenza di malattie e il benessere che deriva dagli spostamenti in bicicletta è già stato ampiamente dimostrato. Chi fa turismo in bicicletta lascia sul territorio il 32% di quanto spende, mentre il turismo motorizzato lascia sul territorio solo il 4%, investire sulla bicicletta è il miglior guadagno che si possa fare.

L’esempio di riferimento è quello del turismo familiare in Germania che genera guadagni enormi sia direttamente che indotti dai servizi per i ciclisti. Ecco perché oggi le autostrade vanno pensate e progettate pensando già alla sede per le biciclette. Si è calcolato che in Europa ogni chilometro di pista ciclabile porta 5 posti di lavoro. La Germania ha una rete cicloturistica che vale 9 miliardi di euro, la nostra è stata valutata con possibilità di 3 miliardi di euro, ma molto facilmente potrebbe arrivare a valere parecchio di più.

Da qui il titolo dell’edizione di quest’anno, The Booming Bike World, la bicicletta vista come un «moltiplicatore» e non solo dal punto di vista economico, sempre più rilevante, ma anche della qualità della vita collettiva e personale.

L’indice di Copehagenize 2017 che pone in alto alla classifica Copenhagen, Utrecht e Amsterdam, non riporta alcuna città italiana nella sua top 20 bike friendly cities (Copenhagenize). Con Atene, Tallin e La Valletta, Roma è l’ultima tra le capitali europee, con l’1% di tutti gli spostamenti in bici, versus Copenhagen (58%), Amsterdam (53%) e Lubiana (26%).

Ma qualcosa anche nella Capitale si sta muovendo, Francesco Iacorossi dell’agenzia Roma Mobilità ci racconterà Handshake, il progetto europeo per lo sviluppo e la promozione di una nuova cultura legata alla ciclabilità urbana. Si tratta di un’iniziativa che coinvolge ben 13 città europee dove Amsterdam, Copenhagen e Monaco rivestono il ruolo di città capofila del progetto e hanno il compito di guidare le restanti 10, in un processo di promozione della mobilità ciclabile. L’Italia partecipa al progetto con le delegazioni di due comuni, Roma e Torino.

Al lavoro in bici. Dati e strategie di incentivazione

Nonostante solo il 17% degli italiani vivano a più di 30 minuti dal luogo di lavoro solo il 4% la usa per  recarsi a lavoro. Il principale motivo del limitato utilizzo della bicicletta è la scarsa qualità e interconnessione delle infrastrutture. La più elevata propensione a usare la bici negli spostamenti urbani si registra a Bolzano, in Emilia Romagna, Veneto, a Trento, in Friuli Venezia Giulia e Lombardia. I frequent biker in Italia risultano essere 743.000 con percentuali elevate nella provincia autonoma di Bolzano, Emilia Romagna e Veneto.

Protagonisti saranno anche i territori che hanno già adottato politiche virtuose di mobilità sostenibile, illustrate da Mario Occhiuto, Delegato nazionale all’urbanistica di ANCI e Sindaco di Cosenza. Tra questi il progetto «Al lavoro in bicicletta» del Comune di Cesena che incentiva l’uso della bicicletta attraverso un premio in denaro, un rimborso di 25 centesimi per ogni km percorso da casa al lavoro, con un tetto massimo di 2,5 euro al giorno e di 50 euro al mese. Altro comune «in sella» è quello di Collegno in provincia di Torino, dove il Sindaco Francesco Casciano ha predisposto la realizzazione di una ciclabile di collegamento per gli spostamenti casa – lavoro che inter-collega tutta l’area metropolitana della città di Torino. In Toscana, il Comune di Casole d’Elsa ha dato vita al primo bike hub del cicloamatore, nella Val d’Elsa. Una rete non competitiva di strutture ricettive, Comuni, pro loco, tour operator e negozi di bici sotto un marchio comune che offre servizi e confort al turista in bicicletta (kit di sicurezza e ricambi,  informazioni e  facility).

L’Italia sta vivendo una grande contraddizione rispetto ad altri paesi europei: ha una domanda interna ancora molto bassa, ma è il leader europeo nella produzione di bici e componenti, con oltre 8mila addetti. Siamo il primo paese in Europa per quantità di biciclette prodotte: 2.339.000 unità, con il 18% di share, seguiti da Germania, Portogallo e Polonia. La bicicletta in Europa impiega oltre 70.000 lavoratori, con un’occupazione che in rapporto è di 4 volte superiore quella dell’industria dell’automobile. Se nelle città europee si pedalasse come a Copenhagen, dove il 26% degli spostamenti avviene sui pedali, si creerebbero circa 76.000 nuovi posti di lavoro nel settore «green». I veicoli a due ruote hanno quote di mercato sempre più significative, soprattutto per quanto riguarda le e-bike che in Italia nel 2017 hanno registrato un +19% rispetto al 2016 arrivando a 148.000 unità (nel 2016 erano 124.400). Piero Nigrelli, Direttore del settore ciclo di Ancma Confindustria, ci racconterà come l’ e-bike sta rivoluzionando il mercato.

La Bikeconomy attira l’interesse di Banche, Fondi e sempre più investitori e aziende, come il caso di Askoll, gruppo italiano leader nella produzione di motori elettrici per elettrodomestici, acquari e laghetti che nel 2015, dopo tre anni di ricerca, decide di utilizzare il suo know-how pluridecennale per intraprendere una nuova sfida entrando nel settore della mobilità sostenibile, focalizzandosi nella progettazione e produzione di biciclette a pedalata assistita e scooter elettrici, quotandosi in borsa. A raccontare questa esperienza imprenditoriale di successo saranno Gian Franco Nanni, Corporate Marketing Director di Askoll e Giulio Bastia, Direttore Generale Banca Finnat, che ha seguito la quotazione in borsa di Askoll.

A rafforzare l’interesse degli investitori stanno contribuendo anche le politiche dell’unione Europea volte a ridurre drasticamente l’inquinamento e la dipendenza dal petrolio, con l’incentivazione della mobilità elettrica e sostenibile, della ciclabilità, con l’obbligo dell’e-procurement delle PA nel momento in cui si sostituiscono le flotte di veicoli, anche a due ruote.

Il razionale e sostenibile miglioramento qualitativo e quantitativo del sistema infrastrutturale sportivo del nostro Paese è al centro della missione dell’istituto del Credito Sportivo, partner dell’osservatorio Bikeconomy. Andrea Abodi, Presidente della banca pubblica, illustrerà i progetti messi in campo per favorire un modello italiano dedicato allo sviluppo di una rete, il più possibile integrata, di piste ciclabili, ciclovie e servizi ad esse collegati.

Testimonial della bikeconomy saranno Moreno Argentin (campione del mondo nel 1986) e Davide Cassani, ct della nazionale maschile di ciclismo. 

Design e innovazione

L’ultima sessione del Forum sarà dedicata al design e all’innovazione con i contributi di: Fabrizio Scalzotto, Ceo Bianchi Bicycles, Lorenzo Taxis, Global marketin &Communication Director Campagnolo,  Antonella Grua, Creatrice del brand Vadolibero che realizzare accessori di design per la bicicletta, e Valeria Mangani,  CEO Made in Italy Luxury, brand di ultra-moda per ciclisti. Laura Negrini, Coordinatrice Scuola IED Design Roma, e Marika Aakesson, Coordinatrice del corso di Product Design, illustreranno i progetti di integrazione tra mobilità ciclabile e valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale della città di Roma, realizzati da 46 studenti delle 4 scuole IED Design, Moda, Arti Visive e Comunicazione.

In contemporanea con il Bikeconomy Forum la mostra «Design in bicicletta», a cura di Osservatorio Bikeconomy e Istituto Europeo del Design. Saranno esposti i lavori del progetto Bike Rome dello I.E.D. e modelli unici realizzati da: Bianchi, Bixxis, Campagnolo, Elite, Granfondo Campagnolo Roma & Sportful, My Future Innovations, Passoni, Pinarello, Q-36.5, Sarto, Selle Royal, vadolibero. 

I partner dell’evento sono Confindustria Ancma,  Istituto per il Credito Sportivo, Acea, Bosch, Trentino Sviluppo, Lexjus Sinacta, Valagro e Infront, quale media marketing partner.