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Settore immobiliare, la risposta nell’innovazione

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REbuild 2016 ha fatto tappa a Milano per discutere di riqualificazione urbana, efficienza e sostenibilità

•• “Negli ultimi 50 anni la produttività nel settore manifatturiero è più che raddoppiata, mentre quella del settore edilizio è rimasta sostanzialmente ferma. Riportare una crescita nel settore delle costruzioni richiede di lavorare sulle fondamenta industriali. Le poche aziende che hanno già intrapreso questa strada al loro interno evidenziano enormi opportunità”. Così Thomas Miorin, fondatore di REbuild e Presidente di RE-Lab, ha presentato il secondo appuntamento di REbuild 2016, uno degli eventi principali del settore immobiliare in Italia, tenutosi a Milano l’11 ottobre. La piattaforma nazionale di analisi e formazione, di business e relazioni per innovare nell’ambito delle costruzioni aveva già fatto tappa, lo scorso giugno, a Riva del Garda (Trento).

Filo conduttore dell’edizione 2016 è l’interesse per iniziative in cui l’architettura è protagonista, con una progettazione efficiente accompagnata da un’attenzione alla bellezza e al design di qualità. Nell’appuntamento meneghino esperti del settore italiani e internazionali ed esponenti del mondo della finanza e della politica si sono confrontati sulle nuove sfide delle costruzioni, con particolare riguardo al rapporto con l’ambiente urbano.

La nuova via: digitale e circolare

Al centro delle sessioni di discussione i temi dell’edilizia, della finanza circolare, dell’industrializzazione applicata alle costruzioni e delle infrastrutture digitali. Quest’ultima tematica è stata oggetto dell’intervento dell’amministratore delegato di Cisco Italia Agostino Santoni, che ha evidenziato come il settore delle costruzioni è sul punto di subire una svolta per effetto della diffusione della sensoristica e dell’internet delle cose. Una vera e propria rivoluzione data-centrica che darà vita a nuovi modelli di business e richiederà, di conseguenza, la formazione di nuove competenze e nuovi attori.

rebuild Milano

Tra gli ospiti internazionali Maarten Strijdonk, Head of Business Development della multinazionale anglo-olandese Royal BAM Group, ha illustrato attraverso la propria esperienza gli orizzonti della nuova manifattura edilizia. “In questi anni BAM ha investito pesantemente nell’innovazione: robotica, droni, prefabbricazione, logistica in una continua ricerca di incremento di produttività dei fattori. REBuild è un occasione per condividere, oltre ai risultati, ciò che abbiamo appreso e ciò che è stato più efficace nel dare una prospettiva di crescita e sviluppo alla nostra azienda e al mercato”.

Nel suo intervento il Senior Advisor di Climate Wedge Michael Molitor, professionista di lungo corso della finanza internazionale, si è soffermato sull’economia circolare come via di sviluppo. La finanza, spiega l’advisor, deve intraprendere un percorso diverso per giungere alla redditività che l’attuale modello economico non riesce più ad assicurare, e diversi fondi di investimento sono pronti a scommettere su nuovi modelli e prodotti circolari. 

L’Italia e il ruolo degli enti pubblici

Nel nostro Paese, il settore che sta lentamente uscendo da una dura crisi deve oggi confrontarsi con l’impatto di due fattori decisivi per il suo futuro: le grandi sfide ambientali e le nuove tecnologie, che possono modificare radicalmente i modelli di business. Per rispondere è necessario innovare, e in Italia non mancano esperienze che stanno dimostrando che un cambio di passo è possibile. Tra queste, le iniziative firmate da Cino Zucchi Architetti a Bergamo per il magazzino automatico di Pedrali e da Metrogramma per Scalo Milano, il nuovo distretto della moda, del cibo e del design in via di completamento nell’hinterland milanese. Due progetti basati su architettura di qualità, innovazione, industrializzazione e contenimento dei costi.

Un sentiero da costruire anche grazie all’appoggio delle Istituzioni. L’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia Mauro Parolini ha anticipato il lancio di un bando, previsto nelle prossime settimane, dedicato proprio alla fiera dell’edilizia high-tech. “Metteremo a disposizione 15 milioni di euro per sostenere aggregazioni tra imprese del settore delle costruzioni, legno-arredo, impianti e domotica. Questo nell’ambito di una misura denominata Smart Living – spiega Parolini – con contributi a fondo perduto fino a 800mila euro”.

 Paolo Magnani

[12 Ott 2016]