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Rinnovare le rinnovabili

In un incontro organizzato da SAFE, le risposte degli attori del settore energetico chiamati a individuare obiettivi e strumenti atti a rendere più concreta e condivisibile la sfida delle rinnovabili

«Rinnovare le rinnovabili: servizi, tecnologie e mercati per un futuro sostenibile senza incentivi», questo il titolo del workshop organizzato da SAFE in collaborazione con il GSE, Cobat, EF Solare Italia, ERG, Falck Renewables, ING Bank e Innogy Italia presso l’Auditorium del GSE a Roma il 20 luglio, che ha visto il confronto tra rappresentanti istituzionali, del mondo della ricerca e della politica e manager aziendali su un tema che rappresenta una delle grandi questioni del momento.

 

Al messaggio introduttivo e di benvenuto di Attilio Punzo, Operational Monitoring and Data Management Department del GSE, ha fatto seguito l’intervento di Raffaele Chiulli, Presidente SAFE, che ha sottolineato come il confronto organizzato rappresentasse “un tassello del mosaico che noi definiamo «Osservatorio FER» e che SAFE ha sempre alimentato attraverso studi, ricerche e anche attraverso l’attività didattica del master. Nell’incontro di oggi vogliamo fare il punto sui trend evolutivi delle energie rinnovabili. La sfida diventa creare un sistema efficiente attraverso azioni mirate a razionalizzare e ammodernare gli impianti e le reti, in grado di fornire servizi di efficientamento, tecnico e organizzativo, e di sviluppare nuove soluzioni, anche di mercato, per la gestione integrata delle risorse rinnovabili nel comparto energetico”.

Anche il Presidente dell’ENEA Federico Testa ha voluto illustrare come l’Ente abbia accolto questa sfida e su quali basi è opportuno intervenire: “Il percorso di decarbonizzazione dell’economia delineato dall’Unione europea – ha detto – è basato sulla promozione dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili con effetti positivi sia dal punto di vista ambientale che occupazionale. Ma si tratta di un sistema energetico da attuare in maniera intelligente, riducendo i costi che gravano sulle bollette dei cittadini. Inoltre, questo modello basato su fonti discontinue e non programmabili impone di compensare i momenti di minore produzione introducendo tecnologie rinnovabili di nuova generazione e sistemi di accumulo innovativi, settori che vedono ENEA in prima linea”.

Ma quali sono le priorità del sistema utili a favorire la decarbonizzazione e lo sviluppo delle rinnovabili in assenza di incentivi diretti?

La tavola rotonda che si è tenuta ha dato l’occasione per delineare alcune strategie. Paolo Grossi, CEO Innogy, ha sottolineato: “Gli obiettivi sono raggiungibili ma occorre mettere mano a strumenti attuativi che permettano l’avvio di una seconda fase del mercato in cui le fonti rinnovabili saranno il nuovo paradigma della forza energetica. Sono già stati fatti molti passi, ad esempio gli investimenti in rinnovabili hanno superato quelli nelle fonti tradizionali. È fondamentale però una condivisione degli obiettivi diffusa a tutti i livelli dalle istituzioni ai cittadini”.

Secondo Diego Percopo, Amministratore Delegato di EF Solare Italia: “Per far ripartire in Italia gli investimenti di impianti fotovoltaici «utility scale» è necessario da un lato risolvere le problematiche legate alle tematiche autorizzative tramite una partecipazione attiva degli interlocutori locali, dall’altro sviluppare dei meccanismi che garantiscano la stabilità di ritorni economici nel tempo come le aste competitive a ribasso o i long term PPA. A questi si aggiunge l’importanza di accelerare il processo di partecipazione delle FER al mercato dei servizi di dispacciamento che può determinare l’apertura di nuovi revenuestream”. Vincenzo Montori, Head of Regulatory Analysis, in linea con EF Solare Italia, ha sottolineato come: “Gli operatori debbano tornare a fare gli operatori e i legislatori a indicare meccanismi di semplificazione delle procedure autorizzative per il repowering. Con il 32% da raggiungere, ognuno deve fare il proprio lavoro al meglio. Con riferimento al mercato secondario ci aspettiamo una aggregazione anche tra fornitori di servizi in modo da ottimizzarne il funzionamento e permettendo una maggiore conoscenza delle potenzialità degli asset”. 

Sistemi di finanziamento

La seconda tavola rotonda si è concentrata sui nuovi sistemi di finanziamento di un settore come quello energetico in continua evoluzione. Come spiega Valerio Capizzi, Head of energy Europe, Middle East and Africa ING Bank: “Nel 2007 la banca su scala mondiale non aveva nessuna esposizione né nell’eolico né nel fotovoltaico ed oggetto delle attività erano centrali a ciclo combinato e a carbone. Undici anni dopo molto è cambiato: abbiamo rinunciato al nucleare, da poco abbiamo deciso di non finanziare più clienti che hanno centrali a carbone e nel mentre le fonti rinnovabili hanno preso il sopravvento. La nostra ambizione è crescere partecipando al processo di aggregazione.” Secondo ING Bank tra i diversi sistemi di finanziamento, i migliori sono quelli che garantiranno una somministrazione di contratti di lungo periodo come i PPA. Secondo Marco Cittadini, Head of Client Services Falck Renewables:Il disegno di mercato è un tema centrale che ha un impatto fondamentale per lo sviluppo delle rinnovabili. Stiamo vivendo infatti un periodo di transizione nel quale l’evoluzione tecnologica sta dando una forte spinta di ammodernamento alle infrastrutture. In questo contesto l’informazione è la commodity più preziosa”. Per il Presidente COBAT Giancarlo Morandi, invece: “Non ci sono ostacoli né di mercato né tecnici per raggiungere gli obiettivi; i problemi derivano più dalla difficoltà delle strutture amministrative a rispondere tempestivamente alle esigenze delle industrie. A fronte però di una maggiore attenzione da parte delle istituzioni nei confronti dei cittadini e degli imprenditori, sono fiducioso sullo sviluppo delle rinnovabili. La nuova diffusione dell’auto elettrica porterà ad esempio, a un consumo di energia elettrica rinnovabile compatibile con gli obiettivi ambientali”.

Il Presidente di ARERA Guido Bortoni, intervenuto a conclusione dei lavori ha sottolineato: “Se vogliamo «rinnovare le rinnovabili» e raggiungere i target europei appare sempre più chiara la necessità di nuovi strumenti da affiancare a quelli già esistenti per il supporto «a mercato» alle Fer non «self-standing». Le sole aste, infatti, potrebbero non essere sufficienti perché coinvolgono marginalmente il mercato e la domanda anche diffusa. Penso a strumenti innovativi che, pur rientrando nella grande famiglia dei PPA, siano i più smart ed inclusivi possibile. Ad esempio: contratti di fornitura flat di medio-periodo sottoscritti obbligatoriamente dalla domanda ad alto contenuto di (nuove o revamped) Fer tecnologicamente neutrali. Quella che abbiamo di fronte, in conclusione, è una sfida di merito e di metodi: da una parte, gli ambiziosi obiettivi europei per le fonti rinnovabili e, dall’altra, la realizzazione di nuovi strumenti che ne consentano il raggiungimento”.

[ Roberta Di Giuli ]