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Mercato comune europeo dell’energia dal 2014?

Tralicci

di Giovanni Notaro • Pubblicato dall’EWEA (European Wind Energy Association), il rapporto su un’ipotesi di progetto…

 

Benché il mercato unico europeo – che ha reso possibile il libero scambio di merci, beni e servizi e contemporaneamente la libera circolazione dei cittadini europei – sia operativo da più di 25 anni, e nonostante i Capi di Stato europei abbiano deciso l’istituzione di un mercato unico dell’energia entro il 2014, poco o nulla è stato sinora fatto al riguardo.

 

Di conseguenza, l’EWEA ha predisposto un rapporto che, partendo dall’ipotesi di istituzione di questo specifico mercato unico, pone l’accento sul fatto che le regole che lo dovranno disciplinare non potranno che riferirsi al mix di fonti energetiche disponibile in un prossimo futuro e suggerisce l’adozione di un sistema flessibile di generazione dell’energia che faccia ampio ricorso al «vento» e ad altre fonti di energia rinnovabili; se l’Europa intende effettivamente decarbonizzarsi, ha dichiarato Paul Wilczek, Senior Regulatory Affairs Advisor dell’EWEA per Reti e Mercato interno dell’elettricità, occorrerà istituire questo mercato unico dell’energia attraverso l’aggregazione della domanda (e la creazione di conseguente massa critica ndr).

 

Lo studio dell’EWEA raccomanda a questo proposito di adottare al più presto una serie di riforme strutturali, eliminando sia la regolamentazione dei prezzi e l’eccessiva concentrazione di mercato (in modo da favorire l’ingresso di players di piccole e medie dimensioni) e sia eliminando in tempi rapidi i sussidi all’energia da nucleare, carbone e gas, in modo da evitare che tali fonti siano sostituite da tecnologie obsolete per la produzione di energia rinnovabile quali, ad esempio, i generatori eolici a terra.

 

Turbine eoliche

 

Altre misure da prendere consistono ne:

? l’istituzione funzioni di mercato in grado di gestire ampie zone geografiche all’interno dei confini UE in modo da ridurre la necessità di bilanciare l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili quali l’eolico ed il solare;

? lo Sviluppo del mercato «intraday» in modo da bilanciare i livelli di scambi energetici cross border; in effetti i 14 Stati membri dell’UE non hanno ancora un vero e proprio mercato specifico, tanto che i volumi di elettricità «commercializzati» intraday, sono a tutt’oggi ben inferiori all’1% del consumo globale comunitario;

? la realizzazione di servizi di sostegno ai network di distribuzione in grado di assicurare loro un costante livello di funzionamento invece di introdurre misure discorsive della capacità di pagamento dei mercati.

 

Il prossimo ottobre la Commissione europea pubblicherà una Comunicazione sul mercato interno dell’energia che dovrebbe contenere un piano di azione teso ad avvicinare l’Europa ad ogni singolo mercato dell’energia.

 

Giovanni Notaro

 

 

Per ulteriori notizie:

www.ewea.org/fileadmin/ewea_documents/documents/publications/reports/Internal_energy_market.pdf

 

Photo: © asaphoto/protecta