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L’ITALIA NELLA TRANSIZIONE ENERGETICA

Energia

Reti energetiche, informatiche e dei trasporti: a Firenze nel master Eunomia si è discusso del futuro del sistema energetico del nostro Paese

•• Lo scenario energetico mondiale è radicalmente cambiato negli ultimi anni. Mentre aree del mondo in via di sviluppo come Africa, America Latina, Asia crescono a livello economico e demografico e hanno una grande necessità di energia, in Europa ormai da anni si registra un calo dei consumi elettrici. Ciò è dovuto all’incidenza di diversi fattori, tra cui crisi economica, aumento delle pratiche di efficienza energetica e di elettrodomestici a basso consumo. Il continente si trova quindi nel mezzo di una transizione energetica, in cui l’Italia può giocare un ruolo chiave grazie alle sue infrastrutture avanzate. Il nostro Paese può infatti vantare una delle reti elettriche più affidabili al mondo, ma l’evoluzione tecnologica sempre più rapida e la diffusione della generazione distribuita richiede un continuo adeguamento. Per discuterne, il master Eunomia ha organizzato  a Firenze la tavola rotonda «Energia: quali prospettive» nell’ambito della sessione «Reti energetiche, informatiche e trasporti». Come relatori, manager ed esperti del settore: l’Amministratore Delegato di Snam Carlo Malacarne, il Presidente ENGIE Italia Aldo Chiarini e il Responsabile Mercato Italia di Enel Nicola Lanzetta, moderati da Pier Francesco Lotito, vice-Presidente di Eunomia e Ordinario di Diritto Pubblico Scuola di Economia e Management dell’Università di Firenze.

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Dagli idrocarburi alle rinnovabili

Nel suo intervento Carlo Malacarne si è focalizzato sulla transizione del mix di generazione. “Le energie rinnovabili rappresentano l’avvenire, adesso occorre gestire con consapevolezza le fonti che accompagneranno le rinnovabili come il gas che è un idrocarburo pulito. Gli idrocarburi fossili non verranno sostituiti completamente e a breve tempo, quindi occorrerà una politica energetica che tenga conto degli aspetti ambientali ed economici”. Per quanto riguarda gli equilibri geopolitici ed il mercato energetico, secondo Malacarne “l’Europa ha bisogno di energia e gli idrocarburi non si trovano nel nostro Continente ma nell’area caucasica e in Africa. Bisogna perciò fare i conti con i delicati equilibri geopolitici, perché ad esempio la fonte russa oggi copre il 30% del fabbisogno europeo. Serve perciò un accordo politico ben coordinato tra gli Stati europei“.

Per Aldo Chiarini la strada imboccata è quella giusta, ma c’è ancora molto da fare: “Stiamo passando dalla grande produzione centralizzata dell’energia a quella decentralizzata fatta dalle rinnovabili. Queste fonti sono però intermittenti e perciò i grandi impianti dovranno rimanere attivi per fare il «back-up». E sono gli impianti a gas che potranno farlo, perché il gas è un combustile flessibile, utile per i cicli combinati”. Gli attori dell’attuale mercato energetico, spiega, stanno spostando il focus dei loro investimenti. “In passato ci sono stati interessi spinti dagli incentivi, per certi versi anche eccessivi, oggi invece un operatore come Engie ha interesse ad investire nell’efficienza energetica. L’efficienza è l’energia che non si consuma. L’importante è che ci sia stabilità politica e che le regole attuali abbiano una continuità da permettere la pianificazione di investimenti”.

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Un futuro roseo per l’energia italiana

Dopo aver condiviso con i 50 studenti del master un quadro dello scenario energetico nel contesto europeo e italiano, Lanzetta ha commentato la relazione tra equilibri geopolitici ed il mercato energetico? “È un rapporto strettissimo. Il mix di energie sta un po’ cambiando la geografia politica. In Italia ad esempio c’è un nuovo modo di produzione di energia elettrica. Siamo in continua evoluzione”. Non mancano i motivi per essere ottimisti: “Se pensiamo alle tre grandi attività del mondo dell’energia (produzione, distribuzione e vendita), per il nostro Paese è un momento roseo. Oltre il 40 per cento dell’energia in Italia è oggi generata da fonti rinnovabili. Sul fronte della distribuzione possiamo vantare una delle reti più evolute del mondo. Enel ha sviluppato proprio qui nel 2001 il primo contatore elettronico del mondo, e oggi ci apprestiamo a lanciare gli esemplari di terza generazione, con ulteriori funzionalità. Per quanto riguarda il mercato, l’evoluzione tecnologica ci consentirà di fornire servizi sempre più adatti alle nuove esigenze dei clienti”. Per completare la transizione energetica, conclude Lanzetta, dobbiamo portare a termine due percorsi fondamentali: la diffusione su larga scala della mobilità elettrica, “ormai non più soltanto un argomento per studiosi”, e l’integrazione nella rete della generazione distribuita, “che ha modificato radicalmente il ruolo del cliente che oggi è un «prosumer», sintesi perfetta tra consumatore e produttore”.

Paolo Magnani
[25 Mar 2016]