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L’ENERGIA SOLARE, STATO DELL’ARTE E RIFLESSIONI

Fotovoltaico - Protectaweb

Sonia Marino • Dopo una partenza decisa, il settore mostra evidenti segni di crisi, in netta controtendenza con la convenienza sia tecnologica che economica che si registra oggi rispetto a dieci anni fa. Detrazione, incentivi, formazione e informazione le parole chiave per un futuro solare… del solare


•• Quando si parla di energia solare pensiamo immediatamente alle tecnologie fotovoltaiche e al solare termico, quindi, alla produzione di energia; come per ogni argomento, anche per il solare è possibile una riflessione dalle molteplici prospettive.

Il controllo dell’energia solare è fondamentale per il raggiungimento di ottimali livelli di comfort abitativo, ponendo l’attenzione anche al risparmio energetico. Le tecnologie solari costituiscono un importante comparto della green jobs italiana, o forse dovremmo dire costituivano?

 

convegno energia solare convegno energia solare

 

Il convegno «L’energia solare: sostenibilità, risparmio energetico e comfort abitativo», inserito negli European Solar Days e tenutosi a maggio al X Municipio di Roma, ha offerto l’occasione per fare un bilancio del settore. Non incoraggianti i risultati. Promosso e organizzato da Integronomia (Ass.ne di ricerca in Ergonomia e Sostenibilità), AIDIA Roma (Ass.ne Italiana Donne Ingegneri e Architetti) ed Ecologisti Democratici di Roma, con il sostegno e la collaborazione di Entasi Project (Engineering Technology Architecture Sustainable Integrated) ha sviluppato una vivace e poliedrica discussione sulla tematica solare grazie anche ai relatori presenti: Pierluigi Adami (Ecologisti Democratici di Roma), Erminio Esposito (AIMA), Alessandra Graziani (Fillea CGIL), Sonia Marino (Integronomia e AIDIA Roma) e Edoardo Zanchini (Legambiente).

I dati di Terna illustrano una situazione di crisi

Dal 2008 ad oggi l’Italia è diventata uno dei Paesi leader nelle rinnovabili. Attualmente le rinnovabili (eolico, fotovoltaico, idroelettrico e geotermico) coprono il 30% del fabbisogno energetico elettrico.

Gli impianti fotovoltaici nel 2012 hanno prodotto 18,3 TWh, aumentando del 71,8% rispetto al 2011. Nel 2010 la produzione da fotovoltaico era di appena 1,9 TWh e nel 2009 eravamo a soli 0,7 TWh.

La direttiva europea del 2007, nota come «20-20-20», fissa i traguardi in merito all’efficienza energetica che i Paesi membri dovranno raggiungere entro il 2020: generazione del 20% di energia fornita da fonti rinnovabili; riduzione del 20% delle emissioni di gas climalteranti; riduzione del 20% dei consumi da fonti primarie rispetto alle previsioni tendenziali, mediante aumento dell’efficienza. Nel 2011 eravamo già al 14% di produzione nazionale di energia da rinnovabili. Per quanto concerne l’elettrico è richiesto di raggiungere l’immissione in rete di 100 TWh da rinnovabili, ebbene nel 2012 abbiamo immesso quota 98 TWh.

Eppure la situazione è tutt’altro che solare!

Settore in frenata

Nel 2013, a dispetto degli ottimi obiettivi raggiunti negli anni precedenti, il settore delle tecnologie solari è entrato in una forte crisi. Nel primo trimestre del 2013 i dati riportano una sostanziale diminuzione di produzione elettrica da fotovoltaico rispetto all’anno precedente (-3,6%).

Lo scorso anno è stato promulgato il V conto energia, in ritardo rispetto alle previsioni e alle esigenze del mercato e dalle incentivazioni e procedure controverse, tanto da causare la crisi del vitalissimo comparto solare, fino ad allora in crescita, considerando che nel 2010-11 erano stati creati 230.000 posti di lavoro nella green economy e moltissimi proprio nel solare.

Il V conto energia avrebbe dovuto snellire le procedure burocratiche per le installazioni, e invece ha inserito ulteriori complicazione e criticità, come ad esempio l’introduzione di un sistema di registrazione per gli impianti da installare con potenza superiore a 12 kW, che in pratica bloccherà l’iter operativo soprattutto a causa dei tempi del processo autorizzativo; sono state ridotte drasticamente le tariffe incentivanti; e altro ancora.

Il risultato delle incertezze, dei ritardi e delle decisioni non adeguatamente ponderate, ha portato ad un crollo del comparto.

Paradossalmente si assiste allo stop del solare proprio nel suo massimo momento di convenienza tecnologica ed economica. Oggi il solare fotovoltaico e termico costa un decimo della spesa che doveva affrontarsi dieci anni fa. Attualmente possiamo coprire il fabbisogno annuo elettrico e termico di una villetta con un impianto fotovoltaico e termico la cui spesa si aggira intorno ai 10.000 euro

La sostenibilità, è oramai acclarato, non si raggiunge con la produzione energetica tramite rinnovabili, ma riducendo i consumi. L’efficienza energetica è possibile solo attraverso la riqualificazione del patrimonio immobiliare.

Il settore dell’efficienza energetica, secondo Fillea CGIL, esprime una forte potenzialità, tale da portare alla creazione di circa 600.000 posti di lavoro, 1.000.000 di posti di lavoro se consideriamo tutta la filiera e l’indotto, del comparto edile. Le proposte della CGIL si concentrano su tre direttrici: incentivare gli interventi di trasformazione dell’edificio volti a realizzare il passaggio di classe energetica; studiare le misure necessarie per la crescita dimensionale delle imprese, attualmente troppo piccole e conseguentemente con scarsi mezzi economici da destinare all’innovazione tecnologica e delle maestranze; incentivare una formazione continua in materia di sostenibilità di tutti gli attori della filiera edile, dai progettisti alle maestranze.

Gli strumenti che favoriscono il cambiamento

Nel 2008 è stata introdotta la detrazione del 55% per le ristrutturazioni energetiche che ha contribuito all’innescarsi di un trend positivo. Nel 2011, ad esempio, grazie alla detrazione si è arrivati ad una quota di 1.400.000 interventi in edilizia, con un fatturato di 17 miliardi di euro e la creazione di 50.000 posti di lavoro. A fronte di questi interessanti risultati assistiamo ad una schizofrenica sovrapposizione tra la detrazione del 55% per gli interventi di natura energetica e del 50% per le ristrutturazioni generiche; considerando che gli interventi finalizzati all’efficientamento sono in media più complessi e costosi, si assiste ad un loro calo a vantaggio di quelli generici. Una politica di finanziamento a pioggia che non stimola la crescita e l’innovazione.

 

convegno energia solareLa riforma del condominio (legge 11 dicembre 2012 n. 220, «Modifiche alla disciplina del condominio negli edifici») che entrerà in vigore il prossimo 18 giugno 2013 potrebbe avere risvolti importanti sul risparmio energetico e la sostenibilità. Tetti, lastrici solari e suolo di pertinenza del condominio potranno essere trasformati e destinati ad innovazioni, quelle che il condominio riterrà più opportune per il miglioramento delle parti comuni. L’innovazione potrà applicarsi con l’approvazione in assemblea da parte della maggioranza dei condomini, che devono rappresentare almeno i due terzi del valore dell’edificio, inoltre deve essere realizzata nell’interesse di tutti i condomini. L’inserimento delle tecnologie solari rientrando nelle innovazioni per il risparmio energetico, potranno essere approvate con il voto della maggioranza dei presenti e di almeno la metà del valore dell’edificio. La riforma è alquanto complessa e molte altre sarebbero le considerazioni sulle eventuali ricadute rispetto alle tematiche in oggetto.

In Italia venti milioni di persone vivono nei condomini, quindi, un potenziale in termini di circuito economico enorme. Di certo le difficoltà per i condomini di ottenere finanziamenti, a causa dell’impossibilità di fornire una garanzia, è da considerarsi uno degli elementi penalizzanti e che incidono negativamente sul decollo degli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Questa riconversione, però, dovrà presto verificarsi, considerando l’entrata in vigore della Direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia che impone di promuovere la riqualificazione a «consumo quasi zero» dal 2020, ad esempio la riqualificazione energetica degli immobili esistenti nelle ristrutturazioni per almeno il 25% della superficie o del valore.

La Direttiva 31 dovrebbe innescare un circolo virtuoso nell’edilizia afferente agli Enti pubblici. Infatti a partire dal 31 dicembre 2018 gli edifici di nuova costruzione di proprietà e/o occupati da enti pubblici saranno edifici a energia quasi zero.

Tecnologie e strategie di riduzione dei consumi energetici

Tetto verde, schema schermatura solareNumerosi sono gli interventi, dalle schermature ai tetti verdi, possibili per ridurre i consumi energetici, sia da riscaldamento, sia da raffrescamento (che alle nostre latitudini incide sul consumo elettrico all’incirca tre volte di più del riscaldamento). Il controllo dell’energia solare per il raggiungimento di livelli ottimali di benessere negli spazi costruiti è uno degli obiettivi comuni sia ai progettisti d’ispirazione ecosostenibile, sia di formazione ergonomica. L’obiettivo è innalzare la Qualità della Vita attraverso il miglioramento della qualità dell’aria e dei parametri microclimatici, preservando l’ambiente o almeno riducendo le emissioni inquinanti e l’utilizzo delle risorse.

Alcuni di questi interventi potremmo definirli non invasivi e a basso impatto di lavorazioni ed economicamente sostenibili.

Si consideri che su un tetto a terrazza rifinito a bitume nero la temperatura superficiale arriva anche ad 80 gradi, applicando al terrazzo le vernici «Cool Roof» la temperatura a tetto raggiungerà al massimo i 40 gradi, e se applicate a grandi strutture come i centri commerciali si arriva anche a risparmiare il 70% dell’abituale consumo energetico destinato al condizionamento. Sono vernici che rendono i tetti di un bianco abbacinante e abbinate a pannelli fotovoltaici che captano anche la radiazione diffusa, oltre alla diretta, si arriva a guadagnare in produzione elettrica anche il 15%. Queste vernici hanno un’elevatissima capacità di riflettere la radiazione solare (alto valore di Albedo); riflettono non solo la radiazione visibile, ma anche infrarosso ed ultravioletto.

 

tetti verdiAnche i sistemi di schermatura / ombreggiamento possono considerarsi interventi non invasivi, dai costi sostenibili rapportati ai benefici in termini di controllo dell’energia solare. Il potere schermante rispetto alla radiazione solare delle schermature esterne all’edificio (tende da sole o veneziane a lamelle e scorrevoli) può arrivare al 90%; le schermature integrate (all’interno dei vetrocamera, dei serramenti) arrivano al 70-80%; quelle interne (tende tecniche con trattamenti basso emissivi) al 50-60%.

I tetti e le facciate verdi, benché interventi radicali e dagli importanti costi, sono da ritenersi tra le future possibili ristrutturazioni energetiche dai molteplici risvolti positivi. La realizzazione di schermature verdi apporta benefici che vanno dalla diminuzione dei consumi elettrici per il condizionamento (si consideri che un tetto verde arriva solitamente ad una temperatura di un 25 gradi contro i 40 ottenibili con le cool roof, ed una doppia pelle con elementi arborei registra una temperatura superficiale delle foglie di 35 gradi contro i circa 55 delle schermature artificiali) a benefici psico-fisici per l’uomo: secondo le ricerche condotte negli ultimi anni, il contatto con la natura, oppure a elementi ad essa afferenti, influisce positivamente anche sui tempi di recupero da un infortunio ed effetti benefici sono riscontrabili anche sul comportamento dei bambini. Inoltre alberi, siepi e muri a verde in zone trafficate puliscono l’aria e diminuiscono i livelli di inquinamento anche del 30%.

Nel 2004 il Consiglio Comunale di Bolzano ha implementato la manovra normativa sulla qualità ambientale con l’introduzione della certificazione RIE (indice di Riduzione dell’Impatto Edilizio) che impone di dimostrare che negli interventi di nuova costruzione e di risanamento si adottano misure per la gestione sostenibile delle acque meteoriche o altri interventi mitigativi (ad esempio i tetti verdi).

La questione «bollente» dello smaltimento delle tecnologie solari

Smaltimento pannelli fotovoltaiciDal 1 luglio 2012 è scattato l’obbligo per i rivenditori di smaltire i pannelli a fine vita. Tutti i produttori o gli importatori i cui pannelli accederanno agli incentivi del conto energia dal luglio 2012 devono indicare e dimostrare di aver aderito a un consorzio abilitato che si occuperà delle future attività di smaltimento. I consorzi autorizzati devono rispondere ai seguenti requisiti: struttura organizzativa che possa operare sul territorio nazionale e capacità di conferire il materiale ai centri di smaltimento; sistema informativo per la tracciabilità ai fini dello smaltimento dei moduli, ma anche per l’intero ciclo di vita degli stessi; attuare uno strumento finanziario che garantisca l’effettivo smaltimento tra 20 anni dei moduli (un fondo esterno proporzionale al valore dei moduli installati).

E come verranno smaltiti i pannelli installati prima di luglio 2012 e quelli eventualmente non incentivati? Non v’è certezza … forse se ne parlerà nel 2014 quando il nostro governo dovrà recepire la Direttiva sui Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), direttiva in cui la principale novità consiste nell’obbligo dei grandi esercizi commerciali a ritirare gratuitamente i piccoli elettrodomestici anche senza l’acquisto di un prodotto equivalente.

Il corretto smaltimento dei pannelli è decisivo per un discorso ambientale, ma non meno interessante come settore produttivo il cui valore aggiunto è dato dalla qualità di alcuni dei materiali recuperabili, come il rame, l’argento e altro.

Le linee guida per un futuro più «solare»

Determinanti le regole che devono essere poche, semplici e certe, in un panorama legislativo stabile. Detrazioni e incentivi che portino a favorire soprattutto interventi di riqualificazione energetica.

Una filiera produttiva le cui maestranze siano professionalmente preparate nelle tematiche della sostenibilità e dell’innovazione; ma questo potrà avvenire sistematicamente allorquando si potrà superare la frammentazione che caratterizza il nostro tessuto imprenditoriale.

La formazione e l’informazione sulle rinnovabili e l’efficienza energetica, da estendersi a tutti i cittadini, perché solo se sapremo creare una cultura diffusa e trasversale in materia di sostenibilità si potranno ottenere sensibili e importanti ricadute positive, sociali, ambientali ed economiche.

 

Sonia Marino

 

 

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Alcuni riferimenti

– Marino S., Benessere negli ambienti costruiti: inquinamento e importanza del “fattore naturale”, Newsletter SIE Lazio n° 1, 2012.

– Bringslimark T., Hartig T., Grindal Patil G., Adaptation to Windowlessness: Do Office Workers Compensate for a Lack of Visual Access to the Outdoors? Environment And Behavior, July 2011 43: 469-487, first published on January 12, 2011.

– Marino S., Donisi M., Gurin R., Testasecca M., The correlation between human health and the natural and constructed environment, XVIII World Congress on Safety and Health at Work, Seul (Korea), June 29/July 2, 2008 – 2nd International Conference on Applied Human Factors and Ergonomics, Las Vegas (USA), 14/17 July 2008.

– Donovan R.G. et al., Development and Application of an Urban Tree Air Quality Score for Photochemical Pollution Episodes Using the Birmingham, United Kingdom, Area as a Case Study, Environ. Sci. Technol., 39 (17), pp 6730-6738, 2005.

– Stec W., Van Paassen A.H.C., Defining the performance of the double skin facade with the use of the simulation model, Building Simulation, Eindhoven, NL, 2003.