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L’efficienza energetica per uscire dalla crisi

Rosa Filippini, Presidente degli Amici della Terra
Rosa Filippini, Presidente degli Amici della Terra

Rosa Filippini • È necessario usare le risorse disponibili per sostenere le filiere italiane dell’efficienza energetica e delle rinnovabili termiche. Riflessioni sulla SEN e il punto di vista degli Amici della Terra

 

Nelle fasi di crisi le imprese sono indotte ad avviare ristrutturazioni per riconquistare competitività e spazio sui mercati. Una delle strade principali per ottenere questo risultato è quella di migliorare l’efficienza energetica ed ambientale dei processi produttivi e di puntare sulla qualità ambientale ed energetica dei prodotti.

D’altro canto una politica energetica e ambientale lungimirante, deve supportare lo sforzo necessario per uscire dalla crisi e scegliere di privilegiare i punti forti dell’industria italiana nel settore dell’efficienza energetica e delle rinnovabili termiche, uscendo dalla monocultura delle rinnovabili elettriche, come fotovoltaico ed eolico, per le quali siamo dipendenti dall’estero.

Nuovi obiettivi per la SEN

La SEN (Strategia Energetica Nazionale) riconosce gli eccessi di incentivazione delle rinnovabili elettriche e i loro effetti perversi e deve, dunque, trarne la necessaria conseguenza: la cessazione di nuovi incentivi alle rinnovabili elettriche intermittenti alla scadenza dei decreti del 6 luglio 2012, cioè al termine del triennio 2013-2016. Pur consapevoli dei vincoli che già esistono (sia che si usino risorse provenienti dalla fiscalità generale sia da oneri a carico delle tariffe di elettricità e gas), è importante che ogni residua risorsa disponibile debba essere destinata prioritariamente all’incentivazione delle rinnovabili termiche e dell’efficienza energetica. Per questo gli «Amici della Terra» propongono di modificare gli obiettivi della SEN per le fonti rinnovabili al 2020, portando al 22% l’obiettivo delle rinnovabili termiche (ora indicato al 19%), e riducendo al 31% quello delle rinnovabili elettriche (ora al 37%). In questo modo aumenterebbe la coerenza interna della Strategia e verrebbe dato un chiaro segnale di discontinuità rispetto al precedente ciclo di politiche di incentivazione. Tale scelta consentirebbe comunque di raggiungere l’obiettivo generale del 20% di rinnovabili al 2020 (vedi Tabella), puntando con chiarezza sulle rinnovabili termiche, che sicuramente possono svilupparsi nella misura proposta con minori costi di incentivazione e maggiori ricadute per l’economia italiana rispetto alle rinnovabili elettriche. Ciò consentirebbe di assicurare risorse più significative anche all’incentivazione dell’efficienza energetica per perseguire lo scenario/obiettivo di evoluzione dei consumi di energia indicati dalla SEN.

In tal modo lo scenario di significativa riduzione dei consumi, prospettato dalla SEN, sarebbe effettivamente associato all’aumento dell’efficienza energetica e della competitività del Paese e non ad una prospettiva di deindustrializzazione e recessione.

 

Rosa Filippini
Presidente degli Amici della Terra

 

Tabella Amici della Terra