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La burocrazia frena l’energia solare che convince

Fondazione Univerde

Il XIII rapporto sugli italiani e il solare sottolinea la preferenza dell’87% degli intervistati per questa forma di energia pulita, ma evidenzia anche la difficoltà di utilizzo. Scetticismo anche sui risultati che si raggiungeranno alla COP21 di Parigi 

•• Gli italiani hanno le idee chiare sul solare e lo dimostrano da quattro anni, confermandolo quest’anno con una percentuale di gradimento, registrata nel mese di novembre 2015, pari all’87%. Ma all’avanti tutta del popolo italico non fa riscontro una spinta decisiva da parte del governo.

I dati sono stati presentati in occasione del convegno: «Smart cities ed economia circolare», organizzato dalla Fondazione UniVerde e da IPR Marketing in collaborazione con Cobat, Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo, e riguardano il 13° rapporto «Gli italiani e il solare» con un focus su «Storage&Recycling» e sulla COP21 che si terrà a Parigi.

Energia sicura ma burocraticamente instabile…

L’87% degli italiani, dunque, sostiene che il nostro Paese dovrebbe investire in futuro proprio su questo tipo di energia perché (per il 90%) compatibile con l’ambiente. Il 68% degli intervistati vorrebbe farne uso. L’88% la considera sicura ma il 62% ancora burocraticamente difficile e il 46% dispendiosa. Rispetto ad altre fonti rinnovabili, il 64% valuta positivamente quella eolica. Perde punti, rispetto agli anni precedenti, il consenso verso le fossili come il nucleare, il carbone e il petrolio (al di sotto del 2%) e il gas metano (4%).

In merito all’ambizioso obiettivo del 100% di energia rinnovabile entro il 2050, il 79% del campione si dichiara ottimista, sebbene realizzabile con non poche difficoltà. L’83% degli intervistati è favorevole alla carbon tax sulle attività che producono emissioni di CO2. Gli italiani (l’89%) non hanno dubbi sugli incentivi che vorrebbero ripristinare. Con l’autoconsumo e una burocrazia più semplice, priva di ostacoli, il 56% sarebbe pronto a installare pannelli fotovoltaici.

A commentare i risultati della ricerca è Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde: “L’energia solare è sempre più sostenuta dai cittadini ma ostacolata da leggi e burocrazie. Servono norme chiare e durature anche per lo stoccaggio di energia da fonti rinnovabili diffuse e per il riciclo degli impianti a fine vita”.

Identikit dell’italiano consapevole

Ma chi sono, tra gli italiani, gli intenditori del settore e cosa propongono? Il target più informato su sistemi di accumulo, batterie che consentono di conservare l’energia prodotta per utilizzare al meglio le rinnovabili che sono discontinue, è costituito degli over 54 e dai residenti nel Nord e Centro Italia. L’87% considera necessario attivare per gli storage un sistema di bonus. Il 39% sarebbe sempre disposto a investire su un sistema combinato di moduli fotovoltaici e batterie, per utilizzare energia anche in assenza di sole, e un ulteriore 42% lo farebbe solo se non costasse troppo.

Fondazione Univerde

L’impreparazione più grande per il 75% degli intervistati riguarda il capitolo sul riciclo dei pannelli fotovoltaici. Il 51% se dovesse installare un impianto acquisterebbe i moduli da produttori che ne garantiscano il ritiro gratuito e il corretto smaltimento. Questa percentuale arriva all’89% a fronte di costi contenuti. “L’obiettivo di Cobat – spiega Giancarlo Morandi, presidente del Consorzio è un’applicazione sempre più ampia dell’economia circolare, attraverso una visione olistica che possa coinvolgere i protagonisti della filiera per qualsiasi tipologia di prodotto. Con il riciclo ci sono due vantaggi fondamentali: si ottengono nuove materie prime da reimmettere nel processo produttivo e si risparmia energia. Un aspetto che va di pari passo con l’attenzione di Cobat alle energie rinnovabili: il Consorzio infatti è in grado di riciclare i moduli fotovoltaici e i sistemi di batterie a loro collegati, assicurando una garanzia totale su ogni singolo modulo tramite un sofisticato sistema di tracciabilità e un meccanismo finanziario che permette il ritiro gratuito del prodotto a fine vita, anche dopo 20 o 30 anni.

COP21, clima e speranze

In vista della COP21, gli italiani intervistati si sono espressi anche in merito alla loro percezione sui cambiamenti climatici. Il 92% conferma che il clima sia cambiato e ben il 69% sostiene che sia un’effettiva emergenza da affrontare, ma sulla prossima Conferenza che si terrà a Parigi, il 62% è scettico sul risultato che si raggiungerà. “Gli italiani – conclude Pecoraro Scanio sono scettici sulla COP21. La maggioranza ha piena coscienza che i cambiamenti climatici rappresentano una grande emergenza. Il 51% ritiene che i governi siano ipocriti e ha poca fiducia nella possibilità che vengano prese decisioni concrete e vincolanti. Ecco perché occorre un’azione più convinta per realizzare le Smart Cities e per far conoscerequell’economia circolare che da sempre più lavoro e le best practice che già anticipano un futuro sostenibile.

Roberta Di Giuli
[25 Nov 2015]