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Incentivi fotovoltaico, la Corte Costituzionale fissa l’udienza

incentivi fotovoltaico

Il prossimo 6 dicembre si discuterà la legittimità del decreto «spalma incentivi». ANIE Rinnovabili ne sostiene l’incostituzionalità


•• Dal Palazzo della Consulta a Roma potrebbe scaturire tra poco più di sette mesi un vero e proprio capovolgimento dell’assetto attuale del settore del fotovoltaico. La Corte Costituzionale ha infatti fissato per il prossimo 6 dicembre l’udienza in cui si discuterà sulla legittimità dell’art. 26 comma 2 e 3 del decreto legge n. 91/2014, convertito con modificazioni in legge n. 116/2014, noto come «spalma incentivi». Un articolo che ha ridotto, in maniera retroattiva, la tariffa concessa ai proprietari di impianti fotovoltaici. In base alla norma, infatti, a decorre dal 1° gennaio 2015, la tariffa incentivante per l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 200 kWp doveva essere rimodulata, a scelta dell’operatore, sulla base di tre opzioni da comunicare al GSE.

Tre opzioni per rimodulare l’incentivo

In base all’opzione A, la tariffa sarebbe stata erogata per un periodo di 24 anni, decorrente dall’entrata in esercizio degli impianti, è ricalcolata secondo la percentuale di riduzione indicata da una specifica tabella (allegato 2 del dl. 91).

Scegliendo l’opzione B, fermo restando il periodo di erogazione ventennale, la tariffa veniva rimodulata prevedendo un primo periodo di fruizione di un incentivo ridotto rispetto all’attuale e un secondo periodo di fruizione di un incentivo incrementato in ugual misura. Le percentuali, definite dal Ministro dello Sviluppo economico, sentita l’Autorità per l’Energia, dovevano consentire (nel caso di adesione di tutti gli aventi titolo all’opzione) un risparmio di almeno 600 milioni di euro all’anno per il periodo 2015-2019, rispetto all’erogazione prevista con le tariffe vigenti.

Infine, con l’opzione C, fermo restando il periodo di erogazione ventennale, la tariffa veniva ridotta di una quota percentuale dell’incentivo riconosciuto alla data di entrata in vigore del decreto, per la durata residua del periodo di incentivazione, secondo le seguenti quantità: 6% per impianti da 200 kW a 500 kW, 7% per impianti da 500 kW a 900 kW, 8% per impianti con potenza superiore a 900 kW. In assenza di comunicazione da parte dell’operatore, il GSE ha applicato l’opzione C. 

La questione di legittimità

Per via di questo provvedimento molti proprietari di impianti fotovoltaici si sono trovati con un incentivo più basso e si sono rivolti al TAR del Lazio. Il Tribunale Regionale ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dello «spalma incentivi» fotovoltaico per presunta violazione del principio di ragionevolezza e di legittimo affidamento, unitamente al principio di autonomia imprenditoriale, di cui agli artt. 3 e 41 della Costituzione.

ANIE Rinnovabili, l’associazione di Confindustria che rappresenta tutte le imprese che operano nel settore delle rinnovabili, presenterà in udienza le sue memorie per la discussione del giudizio a tutela dei suoi associati. Secondo quanto comunicato dall’associazione in una nota, “ANIE Rinnovabili sostiene l’incostituzionalità della legge che va a toccare i diritti già acquisiti, ledendo il principio di certezza del diritto e di affidamento delle imprese verso lo Stato con lo scopo di ripristinare il corrispettivo dell’incentivo pari al valore originario contemplato nella convenzione stipulata dalle aziende con il GSE”. In particolare, per ANIE Rinnovabili “non è condivisibile un approccio regolatorio basato su interventi che, minando la certezza del diritto, comportino la modifica «in corsa» del quadro normativo, con l’effetto di determinare la chiusura di stabilimenti e siti industriali e di compromettere il ritorno degli investimenti effettuati”.

Paolo Magnani
[20 Apr 2016]