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IN TOSCANA IL PRIMO MUSEO NAZIONALE DELLA GEOTERMIA

Geotermia

Una struttura ad alto contenuto tecnologico e multimediale accoglie il visitatore che và alla scoperta della «sorgente» della geotermia – le terme etrusco romane – e delle sue più evolute applicazioni – l’industria elettrica di Enel Green Power -. Ingresso gratuito, aperto tutto l’anno

 

•• Correva l’anno 1913. Il mese era settembre. Un evento annunciava, tra la curiosità dei presenti, l’entrata in vigore della prima centrale geotermica. Oggi, dopo un secolo di attività – ma dopo secoli di storia – la festa si rinnova. Si è infatti pensato che la sorgente geotermica meritasse un luogo di «culto». Così il 30 settembre è stato ufficialmente tagliato il nastro del nuovo Museo della Geotermia di Larderello. Presenti l’Assessore all’Ambiente ed Energia della Regione Toscana, Anna Rita Bramerini, dell’AD di Enel Green Power Francesco Starace, del Presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni, dei Sindaci dei Comuni geotermici e di numerose Autorità, tra cui il Prefetto di Pisa, Francesco Tagliente.

Il Museo racconta l’affascinante storia di una sorgente ma illustra anche un presente-futuro di energia e cultura rinnovabili.

Il potere buono della geotermia

Il Museo della Geotermia si trova presso il Villaggio Enel Green Power di Larderello, capitale mondiale della geotermia. La struttura, completamente rinnovata, ad alto contenuto tecnologico e multimediale, è a disposizione del mondo delle scuole e della ricerca oltre che di quanti sono interessati a conoscere il fenomeno geotermico nelle sue molteplici accezioni: dalla storia all’attività nel settore chimico, dall’industria elettrica fino agli usi del calore. Un tesoro racchiuso nel sottosuolo delle province di Pisa, Siena e Grosseto che produce energia elettrica da fonte rinnovabile in grado di soddisfare il 26,5% del fabbisogno energetico della Toscana.

Museo della Geotermia

 

Museo della Geotermia

Il percorso per accedere alla conoscenza della geotermia inizia con l’illustrazione, nella prima sala, di tutte le tipologie di fonti rinnovabili e dell’attività di Enel Green Power in Italia e nel mondo. Con la seconda sala si entra letteralmente nella storia. Si ripercorrono, quindi, i primi passi della geotermia, quelli riconducibili alle terme etrusco romane, e alla copia della Tavola Peutingeriana risalente al 70 d.C. che illustra le acque termali di Volterra e Populonia, recentemente riportate alla luce dalla Sovrintendenza delle Belle arti di Firenze presso il sito archeologico delle terme etrusco romane di Sasso Pisano, nel Comune di Castelnuovo Val di Cecina. Altre sale raccontano la storia della «risorsa geotermica» con la scoperta, nel 1777, dell’acido borico nel lagone Cerchiaio di Monterotondo Marittimo da parte di Uberto Francesco Hoefer di Colonia sul Reno, «Provisioniere delle reali farmacie» della Toscana, il successivo avvio dell’attività chimica del Conte Francesco de Larderel e l’accensione delle prime cinque lampadine nel 1904 grazie all’intuizione del Principe Ginori Conti. Una sezione è dedicata alle perforazioni, di cui si ha testimonianza anche nel trattato dell’Accademia dei Georgofili del 1841 che data le prime attività di perforazione nel 1838. Di grande impatto il viaggio al centro della Terra che, in una sala 3D, conduce il visitatore in una discesa virtuale nel ventre del pianeta, laddove l’energia prende forma e la geotermia trova la sua sorgente. Infine, le sale dedicate alla storia dell’industria geotermoelettrica fino all’attualità di Enel Green Power che con le sue 33 centrali, per un totale di 35 gruppi, produce più di 5 miliardi di kWh rinnovabili ogni anno.

Una meta storica

Il giardino antistante il palazzo storico del Museo, ospita i busti di Francesco De Larderel e della moglie Paolina, il cui genio permise l’inizio dell’avventura geotermica, facendo di Larderello uno dei luoghi di riferimento per il mondo dell’energia e della scienza, tanto che sugli scalini di ingresso dell’edificio posarono per le foto di rito i premi Nobel Madame Curie nel 1918 ed Enrico Fermi nel 1956.

Il Museo costituisce il perno di un sistema turistico che ruota intorno al mondo della geotermia e che richiama ogni anno più di 50.000 visitatori grazie anche alle terme etrusco romane di Sasso Pisano, alle manifestazioni naturali, al Parco geotermico delle Biancane a Monterotondo M.mo, alla Comunità del Cibo ad Energie rinnovabili e all’impegno del Cosvig (Consorzio Sviluppo Aree geotermiche) per la valorizzazione dell’indotto enogastronomico, culturale e artistico legato all’attività geotermica.

 

Roberta Di Giuli

 

Museo della Geotermia - LarderelloL’ingresso al Museo è gratuito, aperto sette giorni su sette dal 16 marzo al 31 ottobre (ore 9:00 – 18:30) e dal martedì alla domenica il resto dell’anno (ore 10:00 – 17:00).

 

I visitatori possono richiedere una visita con personale a pagamento oppure possono optare per una visita gratuita guidati da un sistema ProScenium che consente di fare un percorso alla scoperta della geotermia con una voce narrante e un fascio di luce che ogni volta richiama l’attenzione del visitatore sull’oggetto descritto.