Home Energia Rinnovabili Il futuro rin...

Il futuro rinnovabile inizia dai territori

Comuni rinnovabili

Presentato il rapporto di Legambiente «Comuni Rinnovabili 2016». Presente almeno un impianto «verde» in ogni Comune italiano, e ben 39 si alimentano interamente a zero emissioni

•• Un Paese sempre più verde, in grado di creare nuova occupazione e ottenere elettricità a basso costo, riducendo la produzione di energia da fonti termoelettriche e abbattendo le emissioni di gas serra. «Comuni Rinnovabili 2016», il report annuale sulle fonti verdi in Italia redatto da Legambiente in collaborazione con Enel Green Power, disegna un quadro confortante per gli sviluppi del nostro settore energetico.

Italia leader mondiale

L’undicesima edizione del documento evidenzia come l’Italia sia una pedina fondamentale nel percorso di decarbonizzazione reso necessario dalla minaccia sempre più incombente del cambiamento climatico e della possibilità di catastrofi ambientali. Siamo infatti il primo Paese al mondo per incidenza del solare rispetto ai consumi elettrici (l’8,1%, pari al fabbisogno di 9,1 milioni di famiglie), davanti a Grecia e Germania, e la crescita delle rinnovabili negli ultimi dieci anni ha portato il contributo «verde» ai consumi dal 15 al 35,5%, grazie a un modello di generazione distribuita che comprende oltre 850.000 impianti diffusi lungo tutto il territorio nazionale. Anche quest’anno, infatti, c’è almeno un impianto green domestico in ogni Comune italiano, e in ben 2660 Comuni la quantità di energia elettrica a zero emissioni prodotta supera quella consumata.

vice-Presidente di Legambiente Edoardo Zanchini“È il momento di aprire una nuova fase di sviluppo delle fonti rinnovabili nel nostro Paese” ha dichiarato il vice-Presidente di Legambiente Edoardo Zanchini. “Oggi è davvero possibile grazie alla riduzione del costo degli impianti e alle innovazioni nella gestione delle reti e dei sistemi di accumulo. I Comuni più avanzati in questa rivoluzione dal basso, dimostrano come si debba guardare a un modello energetico sempre più distribuito, pulito, innovativo. Al neo Ministro Calenda proponiamo di guardare a queste esperienze per raggiungere l’obiettivo del 50% da rinnovabili annunciato dal Premier Renzi entro la legislatura, liberando in particolare l’autoproduzione, la produzione e distribuzione locale da fonti rinnovabili. Sono numerose le barriere e le tasse, infatti, che oggi impediscono investimenti che sarebbero a costo zero, e per questo occorre introdurre regole semplici e trasparenti per l’approvazione dei progetti, spingendo gli investimenti attraverso innovazioni nel mercato elettrico e negli incentivi, nelle reti energetiche”.

Francesco Venturini, Amministratore Delegato di Enel Green PowerGli fa eco Francesco Venturini, Amministratore Delegato di Enel Green Power: “I risultati di questo studio mettono in risalto come, nonostante l’attuale contesto macroeconomico sfidante, lo sviluppo delle rinnovabili continui a progredire sia a livello globale che a livello locale. Negli ultimi mesi le rinnovabili hanno raggiunto prezzi record dimostrando un livello di competitività sempre più elevato rispetto alle tecnologie convenzionali. Questi dati confermano il fermento che abbraccia questo settore ed evidenziano i potenziali margini di ulteriore miglioramento nel medio-lungo termine. Anche grazie ai massicci investimenti che Enel Green Power ha distribuito in giro per il mondo, oggi e domani sarà sempre più conveniente per i territori nostrani tingersi di verde”.

Ambiente, efficienza, risparmio, occupazione

I benefici che derivano dallo sviluppo su larga scala delle rinnovabili sono sintetizzabili in quattro punti. Anzitutto, la riduzione dell’elettricità prodotta con impianti inquinanti. Negli ultimi dieci anni, la quantità di generazione termoelettrica è scesa da 258,3 a 180,8 TWh (-30%), con conseguente diminuzione dell’importazione di materie prime come gas, petrolio, carbone. È facile comprendere come l’aumento di energia verde nel mix di produzione elettrica comporti l’abbattimento di emissioni climalteranti, a vantaggio della lotta al cambiamento climatico. Vantaggi non solo ambientali: anche nel 2015 si è ridotto il costo dell’energia elettrica, grazie anche alla produzione di solare ed eolico in particolare nell’ora di picco della domanda. Infine, le ricadute occupazionali: secondo Eurobserver sono 82.000 i nuovi posti di lavoro creati nel settore. Un numero che in una prospettiva di lungo periodo potrebbe salire a 200.000 unità, oltre a ulteriori 600.000 nuovi occupati nel comparto dell’efficienza e della riqualificazione degli edifici.

Infine, menzione d’onore per i 39 Comuni hanno detto definitivamente addio alle fonti energetiche fossili per soddisfare il fabbisogno della comunità locale sia per usi elettrici che per usi termici, e si alimentano ora al 100% a zero emissioni grazie a impianti rinnovabili di varie tecnologie e a soluzioni innovative come storage, smart grid e mobilità elettrica.

Paolo Magnani
[30 Giu 2016]