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Elettricità Futura, per un’Italia verde e competitiva

elettricità futura

Presentata la nuova associazione che riunirà 700 operatori del settore energetico grazie alla fusione tra Assoelettrica e assoRinnovabili e opererà nell’ambito di Confindustria


La lotta al cambiamento climatico è una delle sfide principali che non solo i Governi, ma anche le imprese e la società civile sono chiamati ad affrontare per evitare il rischio di catastrofi ambientali. In particolare, l’elettricità svolge un ruolo fondamentale per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti stabiliti dall’Unione Europea. In questo quadro, Assoelettrica e assoRinnovabili hanno deciso questa mattina a Roma di unire le forze per dar vita a «Elettricità Futura», un soggetto in grado di rappresentare – con oltre 700 operatori, 40.000 addetti e più di 76.000 MW di potenza elettrica installata in migliaia di impianti – l’intera filiera elettrica e di unire i mondi della generazione termoelettrica e delle rinnovabili nell’ambito di Confindustria.

La nuova associazione nasce con l’ambizione di rappresentare le imprese impegnate a promuovere la transizione energetica verso un mercato sempre più sostenibile, innovativo e concorrenziale. Oltre alla decarbonizzazione, l’efficienza energetica, la mobilità elettrica, Elettricità Futura punta a offrire un contributo anche in temi quali l’integrazione dei mercati, la certezza delle forniture e la centralità del consumatore.

Simone MoriA presiedere l’Associazione è stato eletto Simone Mori, già Presidente di Assoelettrica, e Direttore degli Affari europei di ENEL. “Siamo nati oggi ma stiamo lavorando insieme già da tempo, attraverso l’elaborazione di proposte condivise per contribuire allo sviluppo della strategia energetica nazionale e al dibattito europeo per la creazione del mercato elettrico del futuro” ha commentato Mori, evidenziando come “Elettricità Futura costituisce un passo importante, che porterà le imprese del settore elettrico, indipendentemente dalle tecnologie e filiere di appartenenza, ad acquisire una voce più forte e autorevole e così contribuire alla trasformazione dello scenario energetico italiano ed europeo”.

Nel primo Consiglio Generale di «Elettricità Futura» saranno eletti vice-Presidenti Valerio Camerano (Amministratore Delegato di A2A) per la produzione convenzionale e Agostino Re Rebaudengo (Presidente di Asja Ambiente)  per la generazione distribuita e l’efficienza energetica che affiancheranno gli attuali vice-Presidenti Lucia Bormida (Chief Public Affairs&Communication Officer del gruppo ERG) per la produzione da fonti rinnovabili e Roberto Potì (Senior Advisor di Edison) per il mercato.

Per Re Rebaudengo, Presidente di assoRinnovabili, “questa fusione conferma come il mondo delle rinnovabili sia parte integrante del sistema energetico italiano, pronto ad affrontare le sfide poste dalla transizione energetica e sono certo che la nuova associazione saprà interpretare e tutelare al meglio gli interessi di tutta la filiera elettrica italiana”.

Italia leader, ma il mondo si muove

Presidente di Confindustria, Vincenzo BocciaIl Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia ha sottolineato che la “fusione tra le due associazioni è importante, non solo all’esterno ma anche all’interno, perché prevede l’ingresso in Confindustria di altre 600 imprese appartenenti a assoRinnovabili e che non facevano parte di Confindustria. L’Italia è il secondo paese industriale d’Europa e dobbiamo essere più competitivi, ne abbiamo le potenzialità. Se c’è un mercato competitivo per l’energia elettrica, anche e soprattutto attraverso l’efficienza energetica, diventa competitivo tutto il paese.

Antonio Mexia, CEO di EDP e Presidente di Eurelectric considera oggi “un giorno che rappresenta un cambiamento rispetto alla visione dell’elettricità, occorre puntare all’integrazione e i grandi soggetti devono fare i conti con le rinnovabili. L’efficienza energetica è ormai al centro dell’azione europea, ma dobbiamo essere chiari circa il fatto che si tratta di una pratica che è più facile a dirsi che a farsi. Abbiamo la necessità di reggere gli investimenti necessari nel tempo e per questo abbiamo bisogno di certezze circa il mercato”.

La presentazione della prima Assemblea annuale, ha visto nella tavola rotonda  su «Il futuro dell’elettricità in Italia» tra i relatori: Massimo Muchetti (PD), Presidente della X Commissione del Senato, che ha affermato “Dobbiamo valutare lo scenario energetico con occhi diversi. Lo shale gas, per gli USA è stato strategico visto che ha abbattuto i prezzi dell’energia e ha permesso il rimpatrio di aziende che avevano esportato la produzione all’estero per i costi dell’energia. Vorrei invitare tutti noi a volare basso, bisogna avere il senso di chi siamo ed è relativo il nostro ruolo e quello dell’Europa. I fossili sono all’84% con il 40% di carbone. I numeri delle rinnovabili in termini assoluti sono piccoli così come quello delle auto elettriche che vede primeggiare la Cina con 200.000 immatricolazioni a fronte di 20 milioni di auto alimentate tramite fonti fossili”. Per Mucchetti “le rinnovabili sarebbero un investimento inutile e rappresentano una percentuale marginale, l’Italia ha un vantaggio, può sostituire il carbone utilizzando il gas; abbiamo già gli impianti e così non andremo verso investimenti inutili”.

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Sono quindi intervenuti Ignazio Ardemagni, vice-Presidente della X Commissione della Camera dei Deputati e Gianni Girotto (M5S) membro della X Commissione del Senato che ha sottolineato che le “rinnovabili stanno andando avanti nonostante Trump e quando ci si accorgerà dei danni dello shale gas, questo processo accelererà. L’Europa con il winter package ha fatto un passo in avanti e ora il ruolo passa agli Stati membri, in Italia abbiamo le tecnologie, ma la politica sembra non andare in questa direzione”.

Il Presidente della VIII Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati Ermete Realacci (PD), ha salutato con favore la nascita di un’associazione in grado di accompagnare i cambiamenti in atto nel mondo dell’energia partendo dalla posizione di leadership italiana nel campo delle rinnovabili. “Nonostante la frenata di Trump sugli accordi di Parigi e la sua spinta per il carbone, molte cose nel mondo parlano di un futuro in cui sempre più efficienza e rinnovabili sono i driver del settore. In questi giorni in Italia si sta discutendo della SEN. Per non nascere superata, come la precedente, la nuova Strategia Energetica Nazionale cui stanno lavorando i ministri Calenda e Galletti, dovrà coinvolgere tutti i settori produttivi a partire dall’edilizia e dai trasporti” sottolinea. “Dovrà incrociare il progetto di Industria 4.0 e gli ecoincentivi nell’edilizia; prevedere, in tempi certi, l’uscita dal carbone nella produzione elettrica”. Un passo fondamentale per l’Italia, spiega Realacci, anche in considerazione delle mosse degli altri Paesi del G7. “Mentre in Germania l’utilizzo di carbone è ancora circa al 40%, pochi giorni fa l’Inghilterra, il primo paese ad aver impiegato il carbone nella produzione di energia elettrica, ne ha fatto a meno per un’intera giornata. E si annuncia il phase-out dal carbone entro il 2025”. Dall’altro lato dell’Oceano Atlantico, “la California annuncia il 100% di energia elettrica da rinnovabili entro il 2045 e questo spinge sulla mobilità elettrica. Anche Wall Street sembra scommettere su questo futuro, con Tesla che, dopo aver sorpassato Ford, ha superato con 51 miliardi di dollari la quotazione in borsa di General Motors. Non è necessario oggi pensare a generosi incentivi per far crescere il contributo delle rinnovabili, servono però importanti semplificazioni. Ad esempio per il revamping degli impianti eolici e fotovoltaici con nuove e più efficienti tecnologie. E bisogna favorire l’autoproduzione da rinnovabili, riducendo gli oneri di sistema, per cittadini, imprese e comunità” conclude Realacci.

Attendiamo il prossimo 10 maggio cosa riserverà la presentazione della tanto attesa SEN.

Paolo Magnani
[28 Apr 2017]