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Blackfriars Bridge a Londra: «fotovoltaico» capolavoro…

Blackfriars Bridge

Roberta Di Giuli • Aggiunge un’infrastruttura da eco-guinnes la capitale europea. Il più grande ponte solare al mondo congiunge le rive del Tamigi e copre la rinnovata stazione ferroviaria, a cui fornirà la metà del suo fabbisogno energetico

•• Londra, città del Tower Bridge e del… Blackfriars Bridge! La città inglese vanta, infatti, ora un nuovo capolavoro tra le sponde del suo fiume. Si tratta del più imponente ponte solare al mondo: un infinito esercito di 4.400 pannelli  fotovoltaici, per un totale di 6.000 m2, copre, infatti, il tetto della stazione Blackfriars. 900.000 kWh è l’energia prodotta annualmente, utile per rispondere alla metà del fabbisogno energetico della stazione. Il tutto si traduce nella riduzione delle emissioni di CO2 di circa 511 tonnellate l’anno, pari a circa 89.000 viaggi in auto di percorrenza media. Hanno inaugurato il ponte il 23 gennaio i tre artefici dell’opera: Network Rail, First Capital Connect e Solarcentury che firma il design e l’installazione dei pannelli. Nel rispetto della più radicata tradizione inglese, gli organizzatori dell’evento di inaugurazione hanno sorpreso i passeggeri in arrivo alla stazione di Blackfriars con una tazza di te gratis preparata con la «neo» energia. Ma di tazze se ne potrebbero preparare quasi 80.000 al giorno!

Un modernissimo… ponte storico

Blackfriars Bridge, il ponte solare di LondraLuogo simbolo della Londra vittoriana ed industriale, il ponte Blackfriars Bridge venne costruito nel 1886 dando il nome anche all’annessa stazione, un importante passante ferroviario della città. L’insieme va a completare la stazione di Blackfriars, totalmente rinnovata, che ora presenta: una nuova entrata sulla sponda sud del Tamigi, prima inesistente, e quattro nuovi binari dei treni Thameslink che, ora più lunghi (linea che attraversa Londra da nord a sud), migliorano sostanzialmente i collegamenti con le parti periferiche della metropoli britannica: dalle coste a sud, sino a Cambridge. Il tutto ad integrazione di una rete di trasporti di primo piano, con l’omonima stazione della metropolitana, che è stata, appunto, totalmente ristrutturata.

L’obiettivo che ha mosso il progetto è stato il miglioramento del trasporto londinese. Con la rinnovata struttura si riesce a smaltire il traffico di persone, in entrata ed uscita, con maggiore velocità e permettendo nello stesso tempo di risparmiare il 50% del fabbisogno energetico sul consumo totale del nuovo e migliorato interscambio tra First Capital Connect ed i servizi di London Underground.

Mobilità e ambiente nel mirino

Simon Kirby, Direttore Generale di Network Rail Infrastructure Projects, sottolinea: “La straordinaria trasformazione della stazione di Blackfriars, da una stazione piccola e stretta, a moderno punto di riferimento, è tipico di come stiamo migliorando una delle vie ferroviarie più affollate d’Europa. Usando tecnologie intelligenti e sostenibili si riduce il costo del funzionamento della stazione fornendo allo stesso tempo ai passeggeri treni più lunghi e più frequenti, di cui si ha disperatamente bisogno.”

David Statham, Direttore Generale di First Capital Connect che gestisce la stazione di Blackfriars, afferma: “I treni elettrici sono già la forma più ecologica di trasporto pubblico – questo «tetto fotovoltaico» permette ai nostri passeggeri di fare un viaggio ancora più sostenibile. Il caratteristico tetto ha inoltre trasformato la nostra stazione in un punto di riferimento visibile per miglia lungo tutto il fiume Tamigi.

Blackfriars Bridge, il ponte solare di Londra

Frans van den Heuvel, Amministratore Delegato di Solarcentury, sottolinea invece: “Il nostro lavoro su Blackfriars mostra i due benefici chiave del solare. Primo, può essere integrato nell’architettura esistente modificando in modo sbalorditivo il profilo di Londra. Secondo, può essere integrato nei più complessi progetti ingegneristici; in questo caso è stato installato sopra un sito in costruzione, sopra linee ferroviarie e su di un fiume. Siamo sicuri che significativi futuri progetti possono e vogliono trarre beneficio dallo sfruttamento dell’energia solare”.

Roberta Di Giuli