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Africa, l’innovazione per lo sviluppo

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Foto: Riccardo Venturi

Al centro della conferenza annuale di Res4Med soluzioni tecnologiche per garantire l’accesso all’elettricità in maniera sostenibile a oltre 600 milioni di persone nel continente africano

Un continente ricco di risorse e con alti tassi di crescita economica, ma con un accesso all’energia per le popolazioni ancora molto limitato cui si può far fronte grazie all’evoluzione tecnologica. L’Africa è stata al centro della conferenza annuale di Res4Med, la piattaforma fondata per favorire lo sviuppo delle rinnovabili sviluppo delle fonti alternative di energia nell’area del Mediterraneo che quest’anno festeggia i cinque anni di attività. Ospitata da Enel nell’Auditorium del quartier generale aziendale a Roma, la conferenza dal titolo «Innovation as the key enabler to power Africa» ha visto un dibattito tra esponenti di aziende, istituzioni ed esperti sul ruolo dell’innovazione per sviluppare nel continente un sistema energetico competitivo e sostenibile, a partire dalle linee guida individuate nell’evento collegato al G7 Energia di Roma, il 9 aprile. 

Fame di energia, una risposta verde

res4medNella sola Africa Subsahariana, che ospita il 13 per cento della popolazione mondiale, la domanda di energia è cresciuta del 45% a partire dal 2000 ma oltre 600 milioni di persone non hanno ancora a disposizione servizi elettrici essenziali. Secondo il report Powering Africa di McKinsey, solo sette Paesi a Sud del Sahara (Camerun, Costa d’Avorio, Gabon, Ghana, Namibia, Senegal e Sudafrica) hanno tassi di accesso all’energia elettrica superiore al 50 per cento, mentre nel resto della regione il tasso medio è di appena il 20 per cento. Questo gap, noto come energy divide, frena la crescita economica di queste aree e pone problemi di sostenibilità, costringendo le comunità a utilizzare fonti energetiche inquinanti anche per cuocere il cibo. Com’è possibile dunque risolvere il problema, garantendo l’accesso all’elettricità al 100 per cento della popolazione mondiale? La risposta risiede nell’evoluzione tecnologica, che ci consente di sfruttare le energie rinnovabili in maniera sempre più economica ed efficiente. Fonti come l’eolico o il solare sono inoltre disponibili ovunque, ovviando al problema della carenza di combustibili fossili o alla difficoltà – tipica delle aree isolate o rurali – di connessione alla rete elettrica.

Ad aprire l’incontro il Segretario generale di RES4MED Roberto Vigotti, il Presidente di RES4MED e Amministratore Delegato di Enel Gren Power Antonio Cammisecra (nel link l’intervista), l’Amministratore Delegato di Enel Francesco Starace, il Direttore Generale per la Mondializzazione e le Questioni Globali del Ministero degli Affari esteri Massimo Gaiani, il Segretario Generale di REN21 Christine Lins.

Nel corso dell’evento anche un panel su «Innovation thinking and innovative business», introdotto dal direttore Innovazione e sostenibilità di Enel, Ernesto Ciorra e un focus sulle nuove soluzioni tecnologiche introdotto da Francesco Venturini, Direttore della nuova divisione Global E-Solutions di Enel.

Nell’intervento di apertura della conferenza, Cammisecra ha sottolineato come l’Africa sia “un continente caratterizzato da una popolazione molto giovane, dove l’accesso all’energia per tutti è fondamentale per migliorare attività economica e qualità della vita. C’è urgente bisogno di energia rinnovabile e se le difficoltà da superare sono tante, ci sono anche tante soluzioni innovative all’orizzonte. È una sfida emozionante da cogliere, e RES4Med e RES4Africa hanno una visione chiara di come vincerla”.

Per quanto riguarda Enel Green Power, Cammisecra ritiene che “tutta l’Africa può essere green. Come EGP ci siamo concentrati sull’area Mediterranea e ora vogliamo focalizzare la nostra attenzione in Senegal, Etiopia e Kenia, dove vediamo opportunità di sviluppo”. 

Problematiche da risolvere e investimenti privati

Per l’amministratore delegato di Enel Francesco Starace “la crescita delle energie rinnovabili in Africa continuerà e accelererà, ma sarà necessario superare alcuni ostacoli che ancora permangono”. Ostacoli, spiega l’a.d., che sono “in primo luogo di tipo tecnico, data la carenza o l’insufficienza di strutture di rete e interconnessioni tra i vari Paesi”. Ci sono poi “ostacoli di tipo regolatorio, causati da alcuni incumbent locali che creano difficoltà di ingresso, e infine problemi di carattere sociale e politico, che rendono rischiosa l’attività in alcune zone del continente”.

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Francesco Starace si è detto sicuro che le prime due limitazioni “saranno superate, mentre per la terza ci vorrà tempo, ma proprio le rinnovabili potrebbero contribuire in questa direzione: i governi sanno che sono meno costose e possono essere installate facilmente e senza conseguenze negative per le popolazioni”. In questo contesto, il settore privato e gli investitori stranieri avranno un ruolo fondamentale per sostenere nuovi investimenti. Nel corso della conferenza è emersa l’importanza dei diversi e innovativi modelli di business (mini-grid, off-grid, sviluppo reti urbano e suburbano, accesso all’energia e così via) e le opportunità derivanti dallo sviluppo delle nuove tecnologie. Per Francesco Venturini, direttore della Divisione Global E-Solutions di Enel, che osserva come “l’Africa sta diventando sempre di più un grande laboratorio di sperimentazione tecnologica in grado di dare un contributo fondamentale al futuro del settore. Soluzioni come le minigrid, che combinano le rinnovabili con l’utilizzo di batterie, al tempo stesso costituiscono una valida risposta al problema dell’accesso all’energia e svolgono un ruolo di catalizzatore per lo sviluppo”.

Jeremiah Kiplagat, Direttore di Kenya Power Lighting Company (KPCL), ha annunciato la recente sigla di un accordo con Res4MedAfrica finalizzato alla costruzione di una mini-rete ibrida da 30 kW a Nairobi per scopi formativi (Micro Grid Academy). Nel paese africano, su richiesta del Ministero dell’Energia e del Petrolio, RES4Med ha avviato anche uno studio di integrazione delle rinnovabili – in collaborazione con la società di ingegneria Cesi – che consentirà di stimare la massima capacità verde che potrà essere aggiunta al 2025 e al 2030 senza pregiudicare la stabilità della rete.

[ Paolo Magnani ]