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Aeroporti solari: anche in Africa si può

energia solare

Il George Airport, in Sudafrica, è il secondo scalo aereo del mondo alimentato dal sole. La crisi energetica del paese favorirà, presto, la riconversione di altri aeroporti

È il Sudafrica a seguire l’esempio dell’aeroporto internazionale di Kochi, nel sud dell’India, primo scalo del mondo funzionante a energia solare.

aeroporto solareAnche il George Airport, vicino alla città omonima, è un aeroporto dove tutti i servizi, dalla torre di controllo alle scale mobili, dai ristoranti ai bancomat, funzionano grazie all’energia del sole prodotta da una vicina centrale, dotata di duemila pannelli solari. Questa centrale produce fino a 750 chilowatt (kW) di energia al giorno, molto più dei 400 kW necessari ad alimentarlo. Con l’energia in eccesso saranno illuminate duecentocinquanta abitazioni di un quartiere di George, importante località turistica del Sudafrica. 

Sostenibilità ambientale

In questo aeroporto, dove ogni anno transitano settecentomila passeggeri, la storia delle energie rinnovabili è iniziata concretamente lo scorso anno, quando è stata avviata la sperimentazione del sistema di gestione dell’energia solare: e i risultati, stando a quanto affermato nel report annuale dell’ACSA (Airport Company South Africa), la società che gestisce lo scalo, non si sono fatti attendere, dato che le emissioni di CO2 di tutto l’impianto si sono ridotte di 1.229 tonnellate. Per Brenda Vorster, Direttrice dello scalo sudafricano, il concetto di sostenibilità ambientale è espresso «dall’attenzione a come vengono impiegate le fonti di energia, e all’uso delle risorse naturali nel tempo».

aeroporto solare

Negli ultimi anni, in Sudafrica, si sono verificate numerose interruzioni di corrente a seguito di blackout del sistema nazionale di distribuzione. Pensate per un solo istante a quello che successe, in Italia, nella notte compresa fra il 27 e il 28 settembre del 2003, quando una serie di circostanze imprevedibili causò il più grave e lungo blackout della rete elettrica nazionale, ed è facile avere un’idea della situazione. Il ripetuto verificarsi di questi problemi, originati da un rapido e non coordinato sviluppo e dallo sfruttamento di sistemi basati su tecnologie e risorse convenzionali, ha spinto il Sudafrica ad accelerare il ricorso alla diversificazione delle fonti di energia a propria disposizione. La piattaforma energetica dell’aeroporto di George, oltre ad aver definitivamente risolto il problema delle frequenti, inaccettabili interruzioni di energia, risponde all’idea controllante del rispetto del valore ambientale. Di giorno la struttura rimane isolata dalla rete elettrica mentre la notte, o nei giorni di pioggia, si allaccia alla rete nazionale per sopperire all’assenza dei raggi del sole. 

L’Airport Company South Africa per la carbon neutrality

La ACSA ha annunciato di voler raggiungere, entro il 2030, la cosiddetta «Carbon neutrality», ovvero di non generare più emissioni di gas in grado di contribuire all’effetto serra. ACSA intende inoltre estendere questa innovativa modalità energetica ad altri aeroporti del paese, a partire da quelli di Kimberly e Upington: e in questo progetto l’esperienza maturata a George sarà preziosa. Perché in tale località il clima è imprevedibile e variabile e, per tecnici e sviluppatori, rende il sito perfetto per condurre i test in questo aeroporto. Test che vedranno l’installazione, nella seconda fase attuativa, di una serie di gruppi di storage (vale a dire, di accumulatori di scorta), in grado di immagazzinar nella notte l’energia solare acquisita dai pannelli durante il giorno. Ciò permetterà di aumentare di 250 kW la capacità della centrale solare.

Alessandro Ferri
[9 Dic 2016]