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Pucci (Enerqos) attacca l’ex premier Monti “Ci ha fatto perdere un treno, ora puntiamo sul grid parity”

Si riaccende la luce sul fotovoltaico

Anche l’economia ambientale patisce i danni del passaggio di Mario Monti che si è abbattuto come un ciclone innaturale sulle energie rinnovabili. A far tornare Mario Monti di attualità (purtroppo) ci ha pensato uno dei maggiori esperti italiani di fotovoltaico, Giorgio Pucci. Il Presidente di Enerqos è stato molto chiaro: “Mario Monti ci ha fatto perdere un treno che non passerà due volte. Se qualcuno vuole vedere come funziona davvero il fotovoltaico vada in Germania e i motivi essenziali sono due: un piccolissimo incentivo e, soprattutto, non ci sono vincoli burocratici di alcun tipo. L’unica possibilità per il fotovoltaico in Italia  è nel settore industriale e in grid parity. Tutto il resto sono chiacchiere”.

L’occasione per il polemico quanto costruttivo intervento di denuncia è stata la sezione dedicata al fotovoltaico nel corso dell’illustrazione del rapporto di Legambiente «Ecosistema urbano 2017», svoltasi presso la sede del Comune di Milano.

Durante la conferenza stampa a Palazzo Marino, il Ministro dell’Ambiente, Gan Luca Galletti, ha dichiarato: “Quello della città sostenibile è un obiettivo imprescindibile e i Sindaci sono lo strumento per attuare una vera politica ambientale. Chiedo loro di applicarla in modo severo” .

Certamente un mònito, ma di improba realizzazione visto il «tabula rasa» che l’ex e mai rimpianto premier Monti fece della cosiddetta legge «Tremonti ambientale» (nello specifico la legge n° 389 del 23-12-2000). Nel dettaglio, all’art. 6 la legge prevedeva che la quota di reddito delle piccole e medie imprese destinata a investimenti ambientali non concorresse a formare il reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi”.  Successivamente, a parziale «indennizzo» della malaparata, il MiSe – con una nota del 18 giugno 2015 – informava che «a seguito di contatti con l’Agenzia delle Entrate (con la quale c’è stato finalmente un chiarimento in forma ufficiale), pur essendo stato abrogato l’art.6, in questione residua c’è la possibilità di usufruire della detassazione per gli investimenti fatti prima dell’abrogazione delle relative disposizioni». Insomma il solito pasticciaccio all’italiana, con gli scarti di una minestra rifatta già buttata all’aria (magari inquinando oltremodo un ambiente già… irrespirabile).

La verità sta nelle parole di Giorgio Pucci: “solo chiacchiere”, quelle fin qui ascoltate a livello di Governo centrale. Perso il treno di una legge magari migliorabile ma sicuramente giusta nelle sue motivazioni, adesso è il tempo delle «navette» sia attraverso incentivi per il fotovoltaico (sul modello tedesco) sia con il «grid parity». Tradotto  in «linguaggio energetico» il «grid parity» è il punto in cui l’energia elettrica prodotta a partire da fonti alternative di energia (ad esempio, le energie rinnovabili) ha lo stesso prezzo dell’energia tradizionale prodotta tramite fonti tradizionali di energia, ovvero le fonti fossili e il nucleare.

[ Marino Collacciani ]