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Commissione europea: le centrali nucleari sorvegliate speciali

Centrale Nucleare

di Roberta Di Giuli • Rigorosi test di resistenza degli impianti nucleari hanno spesso evidenziato la necessità di ampliare i margini di sicurezza. La Commissione presenta un programma di aggiornamento, su un contesto generale comunque di alto livello, e di controllo del rispetto delle norme

 

Le autorità nazionali di sicurezza sono giunte alla conclusione che non si giustificano chiusure di centrali nucleari, ma deve essere garantito il totale rispetto delle norme di sicurezza. La Commissione europea, partendo dai risultati dei test di resistenza (stress test) degli impianti nucleari, dove è emerso che non tutte le norme promosse dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) e non tutte le migliori pratiche internazionali vengono applicate negli Stati membri, intende seguire da vicino l’attuazione delle sue raccomandazioni impegnandosi contemporaneamente a promuovere misure legislative dirette a rafforzare ulteriormente la sicurezza nucleare in Europa.

 

Il Commissario Günther Oettinger ha dichiarato: “I test di resistenza hanno rivelato quali sono gli aspetti positivi e dove è necessario introdurre miglioramenti. I test sono stati effettuati con rigore e sono stati un successo. Nel complesso la situazione è soddisfacente ma non vi è spazio per l’autocompiacimento. Tutte le autorità coinvolte devono collaborare per assicurare che le più elevate norme di sicurezza vengano applicate in ogni centrale nucleare europea. Questo per la sicurezza dei nostri cittadini“.

 

Centrale nucleareOltre a rendere necessaria una serie di miglioramenti tecnici specifici agli impianti, i «test di resistenza» hanno dimostrato che le norme e le pratiche internazionali non vengono applicate dappertutto. È necessario inoltre tener conto degli insegnamenti di Fukushima che riguardano in particolare:

? Terremoto e rischio di inondazioni. Le norme attuali sul calcolo dei rischi non vengono applicate in rispettivamente 54 reattori (per il rischio di terremoti) e 62 reattori (per il rischio di inondazioni) sui 145 controllati. Il calcolo del rischio dovrebbe basarsi su un arco temporale di 10.000 anni anziché sui periodi di tempo molto più brevi che vengono talvolta utilizzati.

? Ogni centrale nucleare dovrebbe disporre di strumenti sismici in situ per misurare e dare l’allarme in caso di terremoto. Tali strumenti andrebbero installati o migliorati in 121 reattori.

? Dovrebbero essere presenti sistemi di ventilazione con filtro dell’involucro di contenimento per permettere la depressurizzazione sicura del contenitore del reattore in caso di incidente. 32 reattori non sono ancora dotati di questi sistemi.

? Anche in caso di devastazione generale le attrezzature per far fronte a gravi incidenti dovrebbero essere conservate in luoghi protetti dove potrebbero essere rapidamente recuperate. Ciò non avviene in 81 reattori nell’UE.

? Dovrebbe essere disponibile un secondo locale di controllo di emergenza qualora la stanza di controllo principale sia inagibile in caso di incidente. Questo non è disponibile in 24 reattori.

 

Impegni ed obiettivi

Le autorità di regolamentazione nazionali dovranno predisporre dei Piani di azione nazionali con i relativi calendari di attuazione e renderli disponibili entro la fine del 2012. Tali Piani di azione saranno soggetti a esami inter pares (peer review) all’inizio del 2013, per verificare che le raccomandazioni elaborate a seguito dei test di resistenza siano attuate in modo coerente e trasparente in tutta Europa. La Commissione intende riferire sull’attuazione delle suddette raccomandazioni nel giugno del 2014, in piena collaborazione con le autorità di regolamentazione nazionali.

 

Centrale nucleareOltre alle specifiche constatazioni tecniche e alle raccomandazioni, la Commissione, nel riesaminare l’attuale quadro normativo europeo in materia di sicurezza nucleare, nel 2013 intende presentare una revisione dell’attuale direttiva sulla sicurezza nucleare. Gli emendamenti proposti si incentreranno, oltre che sui requisiti di sicurezza, sul ruolo e i poteri delle autorità di regolamentazione nucleari, sulla trasparenza nonché sull’attività di monitoraggio.

 

Nuovo corso anche in merito agli aspetti relativi all’assicurazione e alla responsabilità in materia nucleare e sui massimi livelli consentiti di contaminazione radioattiva negli alimenti e nei mangimi. Sottolineata dalla Commissione anche la necessità di specifici interventi di prevenzione di atti ostili, caso in cui responsabilità principale spetta agli Stati membri.

Test di resistenza per casi estremi

Era il marzo del 2011 quando l’incidente di Fukushima costrinse ad una generale riflessione sul tema, sempre scottante, della sicurezza delle centrali. Il Consiglio europeo decise di effettuare delle approfondite e trasparenti valutazioni in materia di rischi e sicurezza di tutte le centrali nucleari europee.

 

Il principale obiettivo dei test di resistenza consisteva nel valutare la sicurezza e la robustezza degli impianti delle centrali nucleari in caso di eventi naturali estremi, in particolare inondazioni e terremoti. Entrambi gli scenari sono stati valutati simultaneamente. Sono stati inclusi anche gli incidenti aerei nella misura in cui hanno gli stessi effetti degli tsunami e dei terremoti, cioè l’interruzione del normale funzionamento degli impianti di sicurezza e raffreddamento.

 

I test di resistenza si sono svolti in tre fasi. Nella prima gli esercenti delle centrali nucleari hanno effettuato un’autovalutazione, nella seconda fase le autorità di regolamentazione hanno esaminato queste autovalutazioni e hanno preparato delle relazioni nazionali. Nella terza fase, queste relazioni sono state analizzate da équipe multinazionali nel quadro di una procedura di «peer review», organizzata dall’ENSREG. Inoltre, queste équipe hanno visitato dei siti di centrali nucleari. 17 Paesi hanno partecipato pienamente ai test di resistenza (tutti i 14 paesi dell’UE con centrali nucleari attive, la Lituania con una centrale in fase di disattivazione, più l’Ucraina e la Svizzera).

 

Roberta Di Giuli