Home Energia Infrastruttur...

Infrastrutture energetiche, ambiente e territorio

Confindustria Energia riunisce a Roma gli attori del settore per un confronto sulle strategie utili al raggiungimento degli obiettivi del Piano Energia e Clima

Un punto di vista privilegiato da cui scorgere la via più corretta – e i mezzi – per raggiungere gli obiettivi della transizione energetica. A puntare lo sguardo Confindustria Energia, la Federazione che rappresenta le associazioni che appartengono al comparto, nelle diverse forme di attività, e che il 22 gennaio, presso l’Auditorium di Via Veneto a Roma, ha riunito i principali stakeholder del settore, istituzioni, aziende, ed esperti per un confronto sullo studio dal titolo: «Infrastrutture energetiche, ambiente e territorio».

L’obiettivo è stato quello di mettere in «riga» ruoli, competenze, e fasi per il raggiungimento degli obiettivi previsti dal «Piano Energia e Clima». Cruciale, dunque, un direttore d’orchestra virtuale che sappia muovere gli strumenti disponibili a livello di conoscenze, tecnologie, supporti economici e normativi. I target ambientali e la decarbonizzazione, che rappresentano capitoli strategici del filone energia, possono essere raggiunti solo con la concreta collaborazione tra gli attori della filiera e l’integrazione tra infrastrutture e dinamiche di mercato.

Il ruolo delle infrastrutture energetiche nei prossimi anni sarà crucialeha detto Giuseppe Ricci Presidente di Confindustria Energia -. Queste dovranno essere in grado di accompagnare la trasformazione del modello energetico e il processo di decarbonizzazione, come previsto anche dal Piano Energia e Clima, e dovrà essere garantita l’adeguata integrazione tra infrastrutture e la loro capacità di rispondere prontamente alle dinamiche di mercato e alla necessità di stabilità del sistema. Gli investimenti presi in esame dallo studio Infrastrutture energetiche, ambiente e territorio di Confindustria Energia, sia quelli per le fonti tradizionali che quelli per le rinnovabili, rappresentano, inoltre, una grande opportunità per l’Italia, per le loro dimensioni in termini di capitali investiti, previsti in 96 miliardi di euro tra il 2018 e il 2030 e per il loro impatto positivo sul mercato del lavoro (140.000 unità lavorative annue). Questo approccio inclusivo ci rende ancora più consapevoli che il modello sinergico funziona e crea opportunità per tutti”. L’iniziativa, ha spiegato Ricci, nasce dal progetto condotto da Confindustria Energia sulle infrastrutture energetiche primarie, rimarcando che “questi importanti investimenti vanno fatti nei tempi e nei modi giusti, condizioni fondamentali per la buona riuscita dei progetti”.

Lo studio, oltre alle Associazioni di Confindustria Energia, ha visto il contributo delle aziende Snam e Terna, intervenute nel corso della Conferenza attraverso la partecipazione dei rispettivi amministratori delegati Marco Alverà e Luigi Ferraris.

Le importanti ricadute economiche, sociali e ambientali derivanti dagli investimenti presi in esame e il ruolo strategico a cui è chiamata l’Italia in Europa e nel Mediterraneo per la realizzazione di un modello energetico di riferimento, sono alcuni dei risultati dello studio a cura di Roberto Potì, Coordinatore del progetto e vice-Presidente di Confindustria Energia, e di Giorgio Biscardini, Partner PwC Strategy& (che ha fornito il supporto metodologico) su cui si sono confrontati gli esperti intervenuti. Temi richiamati dagli interventi di Paolo Savona, Ministro per gli Affari Europei, e Luca D’Agnese, Direttore Infrastrutture di Cassa Depositi e Prestiti.

Ricca di interventi anche la tavola rotonda, moderata da Riccardo Luna, che ha visto la partecipazione del sen. Arrigoni, del Sottosegretario del MiSe sen. Cioffi e del sen. Girotto.

[ Roberta Di Giuli ]