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CESE: le realtà locali protagoniste della transizione energetica

Il passaggio da un’energia tradizionale ad un’energia pulita rappresenta un’opportunità per le realtà locali. Per Maroš Šefčovič, vice-Presidente della Commissione europea e Commissario per l’Unione dell’energia, è fondamentale legare le iniziative dell’UE sull’energia alla politica e allo sviluppo regionali e di rafforzare la cooperazione tra gli organi dell’UE e la società civile

La transizione energetica è nelle mani delle realtà locali. Regioni e città dell’UE possono essere fonti preziose di soluzioni innovative. È, in sintesi, quanto ha affermato il Commissario europeo Šefčovič partecipando al dibattito dell’Assemblea plenaria del CESE (Comitato economico e sociale europeo) dedicato alla fornitura decentrata di energia, allo sviluppo economico regionale e al trasporto sostenibile.
È livello locale” – ha infatti spiegato – “che piani e impegni politici si traducono in progetti concreti. L’Unione dell’energia non può essere costruita qui a Bruxelles, ma va realizzata nelle nostre città e nei nostri paesi. Bisogna che sia un’impresa collettiva, in cui possiamo presentare soluzioni creative“.

Questa sorta di rinnovata responsabilità deve fungere da stimolo per le realtà locali destinate a presentare e realizzare progetti che vanno dalla diffusione di punti di ricarica per i veicoli elettrici urbani alla costruzione di edifici intelligenti, fino alla produzione decentrata di energie rinnovabili e delle cooperative energetiche. Un concerto di azioni che porterà, oltre che un beneficio ambientale, anche una risposta alla domanda occupazionale.

Sul ruolo della società civile in merito a questo settore è invece intervenuto il Presidente del CESE Luca Jahier: “Il coinvolgimento del CESE nelle politiche europee in materia di energia e di trasporti” – ha spiegato – “rappresenta una grande opportunità di fare in modo che i cittadini siano al centro dell’iniziativa per l’Unione dell’energia”.

Competitività delle imprese mosse dall’energia verde

“La priorità numero uno dell’Unione dell’energia è la sicurezza dell’approvvigionamento. Una volta assicuratici che l’Europa disponga di energia sufficiente per il suo fabbisogno, dobbiamo adempiere i nostri obblighi in materia di clima. Una volta resa più verde la nostra energia, occorre che le nostre imprese la adoperino e la nostra industria rimanga competitiva, promuovendo idee innovative”. ha ribadito il Commissario Šefčovič.

Le questioni energetiche non possono essere affrontate separatamente dal resto dell’economia. Questa l’impostazione da cui si muove l’Unione dell’energia, e per questo, per la prima volta, la Commissione ha adottato per l’energia e il clima un’impostazione unificante, su cui si concentrano tutte le politiche correlate, a cominciare da quella in materia di trasporti, che da sola traina molte delle questioni della sostenibilità visto che in Europa questo comparto genera da solo quasi un quarto delle emissioni di gas a effetto serra con un andamento in crescita, rispetto ad altri settori.

A fronte della progressiva chiusura delle miniere di carbone in tutta l’UE, della questione di giustizia sociale posta dalla povertà energetica e della necessità di modernizzare i trasporti, Šefčovič ha enunciato le strategie realizzate in merito dalla Commissione europea: Questa è dunque intervenuta:

  • offrendo sostegno e assistenza tecnica ai territori in cui sono state chiuse miniere di carbone, attraverso la Piattaforma per le Regioni carbonifere in transizione (iniziativa sostenuta dal CESE, che ha organizzato diverse tavole rotonde per discutere di questo tema);
  • istituendo l’Osservatorio UE della povertà energetica, che monitora e affronta le cause profonde di tale fenomeno, che nell’UE colpisce circa 50 milioni di cittadini (il CESE aveva proposto di creare un organismo di questo genere già nel 2013, e presto entrerà a far parte del consorzio che ne sostiene le attività);
  • basando il terzo pacchetto Mobilità, recentemente adottato, sui tre pilastri della sostenibilità, della sicurezza e della mobilità intelligente (il CESE ha seguito da vicino questi sviluppi e contribuito attivamente all’elaborazione delle nuove politiche, sia di sua iniziativa che su richiesta di altre istituzioni).

Le proposte del Pacchetto Mobilità alla luce di questo, risultano quindi di fondamentale importanza, ed urgente è l’applicazione immediata delle misure proposte, ha sottolineato il vice-Presidente della Commissione. L’Europa deve attuare le innovazioni e investire in tecnologie nuove e pulite per offrire soluzioni di trasporto più efficaci, ridurre l’inquinamento atmosferico e garantire ai suoi cittadini un ambiente più sano e più sicuro, senza dimenticare la dimensione economica.

La tecnologia delle batterie, che costituisce una base importante per la transizione energetica e dei trasporti, deve essere un campo in cui l’Europa primeggi, leader per competenza, innovazione, professionalità.

Tuttavia, l’impegno a favore del livello regionale e l’approccio trasversale nei confronti dell’energia – considerata in un’ottica economica, sociale e ambientale – sono elementi necessari ma non sufficienti. Alle misure legislative è d’obbligo associare la cooperazione tra le parti interessate in tutti i campi e in tutti i territori, perché, ha concluso il Commissario Šefčovič, “il nostro obiettivo è fare in modo che nessuna regione e nessun cittadino siano lasciati indietro“.

Il lavoro del CESE su queste tematiche è stato spiegato dal Presidente Jahier che ha in particolare illustrato i due pareri adottati nella sessione plenaria in corso, che sottolineano gli effetti positivi spesso prodotti dalla transizione energetica sulle economie regionali e la necessità di collegare tra loro in modo più sistematico le politiche in materia di energia e di coesione (parere TEN/660 sugli effetti della transizione energetica sulle economie regionali, relatore Lutz Ribbe).

Riguardo al ruolo dei trasporti, il Presidente del CESE ha sottolineato la necessità di un nuovo approccio più integrato che consideri gli aspetti economici, sociali e ambientali e sia orientato a conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite (parere TEN/661 sul ruolo dei trasporti nella realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, relatrice Tellervo Kylä-Harakka-Ruonala).

Il Commissario Šefčovič ha inoltre replicato ad alcuni membri del CESE, preoccupati in merito ad aspetti sociali e politici dell’Unione dell’energia, ribadendo l’impegno della Commissione ad adottare misure volte a eliminare gli ostacoli che ancora impediscono la partecipazione piena e attiva dei cittadini alla transizione energetica in qualità di «prosumatori», nonché a sviluppare la fiducia degli investitori nelle energie pulite.

The Gemasolar solar plant: solar panels

In conclusione, il Presidente Jahier ha sottolineato la visione e il ruolo del CESE, cioè di consentire a ciascuno di fare udire la propria voce: “riunendo le diverse competenze della società civile organizzata di tutta l’UE, il CESE cerca di fare in modo che, nella modernizzazione dell’economia europea, nessuno sia lasciato indietro: né in termini di qualità dell’ambiente, disponibilità di posti di lavoro e opportunità di creare valore economico né in quanto consumatore”. 

[ Roberta Di Giuli ]