Home Beni Culturali Il sistema mu...

Il sistema museale e dei beni culturali: cultura, profitto e propaganda

In piena guerra fredda, negli Stati Uniti l’arte era vista come un’arma culturale, per poi, negli anni ’60, essere considerata un servizio pubblico alla stregua della sanità, l’istruzione e il welfare. Forse, è proprio per questo potenziale dell’arte che negli Stati Uniti si avvia la creazione di un vasto e capillare sistema museale; sistema prevalentemente privato ma fortemente sovvenzionato, e a Washington interamente gratuito

Da alcuni decenni, la discussione sulla cultura si basa quasi del tutto sulle possibilità di ricadute economiche. Per alcuni è un patrimonio anche economico, per altri con la «cultura non si mangia».

Se si pensa al passato – remoto con gli egizi, al non lontano nazismo – è alquanto dilettantistica la nostra attuale riduzione dell’arte a serbatoio economico.

Un tempo l’arte era uno strumento di propaganda, di esaltazione del potere, di eterna celebrazione della reale o presunta grandezza dei potenti di turno.

Negli Stati Uniti, durante la guerra fredda, l’arte era vista come un’arma culturale. Negli anni ’60, sempre negli USA, si fornirono ulteriori giustificazioni per espandere l’interesse statale nell’ambito artistico e culturale. Una sezione chiave della decisione Goldberg* del 1961 affermava l’importanza di considerare l’arte come una nuova responsabilità della comunità e del governo, un servizio pubblico alla stregua della sanità, l’istruzione e il welfare.

A metà degli anni ’60, secondo Carey** la creatività, stimolata dall’arte e dalla cultura, avrebbe condotto le minoranze nell’alveo della cultura americana più dell’ottenimento dei diritti civili.

Forse, è proprio per questo potenziale dell’arte, in bilico tra il controllo della popolazione o facente parte del sistema di sostegno sociale dei cittadini, che negli Stati Uniti si avvia la creazione di un vasto e capillare sistema museale. Istituzioni prevalentemente private ma che ricevono un sostanziale 20-30% del loro budget dal Governo federale e il cui cuore pulsante è rappresentato dall’amplissima dotazione museale di Washington, interamente a gestione pubblica e ad accesso gratuito per tutta la collettività.

Queste potenzialità devono essere note anche in Cina, infatti, il Museo Nazionale della Cina è gratuito, eccetto le mostre specifiche. Questi ingressi gratuiti, con varie modalità, sono diffusi anche in molti Paesi europei.

I Musei Vaticani sono a ingresso libero ogni ultima domenica del mese. Il Museo del Louvre a Parigi si può visitare gratuitamente la prima domenica del mese da ottobre a marzo e nella ricorrenza della festa nazionale. L’Hermitage di San Pietroburgo è a ingresso libero il primo giovedì del mese. Il museo del Prado a Madrid è a ingresso libero in determinate fasce orarie feriali e festive.

E la lista potrebbe continuare…

Le pregresse e attuali esperienze, quindi, consentono di affermare che se un Governo investe con criterio sull’arte promuove la consapevolezza e la conoscenza dell’identità culturale; e se l’accesso e il coinvolgimento è esteso a tutti i cittadini, anche di recente arrivo, è probabile che diventi tassello fondamentale del processo d’integrazione.

Qualunque sia l’obiettivo nell’investire negli italici Beni artistici, è comunque imprescindibile creare un sistema integrato, un modello di sviluppo socio-culturale ed economico.

Le strutture del sistema devono diventare delle agorà, luoghi aperti a tutti i cittadini, nel quale socializzare ed essere coinvolti nel «fare» cultura.  Centri generatori di creatività per sviluppare benessere collettivo.

Alla luce di quanto detto, lo sviluppo economico è soprattutto nelle ricadute positive per le attività che insistono sul territorio limitrofo al Bene, in quanto senza finanziamenti governativi è improbabile che queste strutture possano autosostenersi.

Azioni di politica tariffaria dei musei e dei siti archeologici statali

(Fermo restando esenzioni esistenti)

1) Abbonamento provinciale ai musei e ai siti archeologici per i residenti della provincia – il costo sarà differenziato, almeno due fasce, a seconda della ricchezza artistica della provincia di residenza

2) Un giorno al mese, da novembre a marzo, a ingresso libero per i poli meno visitati, e al costo simbolico di 1 euro per quelli di maggior richiamo. La data deve essere nota e consueta, questo per permettere all’utente di organizzarsi anche per visite in altre città.

3) Un giorno al mese, da aprile a ottobre, a ingresso libero solo per i poli meno visitati. Come per il punto 2 la data deve essere nota e consueta.

4) Disponibilità di un blocco eventi a ogni Direttore da gestirsi autonomamente.

È necessario anche concentrarsi e investire su:

  • comunicazione e merchandising – innovativi, sostenibili, inclusivi, internazionali e soprattutto focalizzati sui siti minori;
  • accoglienza nel sito – servizi per le giovani coppie con bimbi piccoli, ecc.;
  • accoglienza sul territorio e collegamenti – in special modo per i Beni siti in aree poco turistiche la situazione ricettiva e dei trasporti è spesso penosa;
  • concessioni di gestione dei servizi ai privati – attualmente per alcuni siti sembra che il 70% degli incassi finisca ai gestori privati dei servizi.

Tutto è perfettibile e delle politiche di gestione deve verificarsene l’impatto dopo l’attuazione. Si dovrà monitorare, analizzandone i dati, ed eventualmente progettare i dovuti correttivi e miglioramenti. Un’analisi ad ampio raggio che non si concentri solo su incassi e presenze nel sito, ma, coordinandosi con gli Enti e le associazioni locali, che analizzi anche l’impatto sul territorio e la comunità, considerandone la valutazione economica come la sostenibilità ambientale e l’impatto socio-culturale.

Concludo con una breve nota sulle politiche di esenzione. Si sentono spesso lamentele per l’eliminazione della gratuità agli over 65. L’eventuale suo ripristino fa tornare in mente i primi anni in cui si mandavano quadri e dirigenti pubblici a Bruxelles. Gli altri Paesi inviavano dipendenti giovani che sarebbero tornati con un bagaglio di conoscenze utili nei successivi anni lavorativi, il nostro Paese i «quasi pensionati» come viaggio premio. Insomma siamo seri! Ci può anche stare la gratuità agli anziani – o meglio un ingresso agevolato e l’abbonamento per provincia – ma la fruibilità del patrimonio artistico deve in primis servire ad educare. È, quindi, giusta la gratuità per i minori e deve potenziarsi l’offerta di eventi per i bambini, gli adolescenti e le famiglie, e i servizi interni ai siti museali a supporto delle famiglie con bambini.

[ Sonia R. Marino ]

 

 *Arthur Joseph Goldberg – Segretario del Lavoro degli Stati Uniti d’America durante la presidenza di John Fitzgerald Kennedy (Art, Activism, and Oppositionality: Essays from Afterimage, G. H. Kester, Duke University Press, 1998)

**Hugh Leo Carey – allora membro del Congresso di New York (Art, Activism, and Oppositionality: Essays from Afterimage, G. H. Kester, Duke University Press, 1998)