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«theBreath», tela antinquinamento

Il rivoluzionario materiale tessile theBreath®, in grado di assorbire le particelle inquinanti dell’aria indoor e outdoor, inserito nella sede dell’azienda farmaceutica Guna, dimostra con test scientifici, i suoi significativi effetti

 

Non fa più notizia il dato che il nemico inquinamento è appostato anche dentro le mura degli edifici. L’inquinamento indoor si insinua nelle abitazioni, negli uffici, negli esercizi commerciali, nelle scuole, e in gravità di concentrazioni non risulta meno innocuo dell’inquinamento outdoor. E trascorriamo il 90% del nostro tempo in ambienti chiusi…

Cosa fare? Oltre che adottare comportamenti virtuosi legati al buon senso, come areare gli ambienti, possiamo ricorre a delle nuove tecnologie che hanno l’ambizione di offrire risposte significative in merito. Anemotech, realtà tutta italiana che progetta soluzioni finalizzate a migliorare la qualità dell’ambiente in cui viviamo, ha messo a punto theBreath®, un tessuto che racchiude in sé una tecnologia all’avanguardia, applicabile in ambienti sia outdoor sia indoor, in grado di assorbire aria inquinata per poi rimetterla immediatamente in circolo pulita e purificata. La sua trama è infatti formata da due strati esterni in materiale stampabile e traspirante (consentono dunque il passaggio in entrata e in uscita dell’aria) e da un’anima intermedia, in fibra carbonica, capace di «catturare» e disgregare le sostanze volatili nocive.

In merito può raccontare Guna S.p.A., un’azienda farmaceutica italiana che ha installato negli ambienti della propria sede di Milano 30 pannelli (per una dimensione complessiva di 16 m2) realizzati con theBreath®.

Realizzati e personalizzati ad hoc e raffiguranti le immagini scelte dai dipendenti Guna, i pannelli sono stati appesi alle pareti in alcuni punti nevralgici degli spazi lavorativi. L’effetto estetico, le dimensioni e gli ingombri sono quelli di un qualsiasi altro quadro. “Ma il nostro intento, ovviamente, non era solo d’arredo. Guna produce medicinali omeopatici e dunque, per natura, ha a cuore il benessere delle persone. In primis quello dei nostri dipendenti e dei nostri collaboratori. L’idea di offrire loro la possibilità di lavorare, e quindi di vivere buona parte della giornata, in un ambiente sempre più sano e purificato ci ha subito conquistati.” dichiara Alessandro Pizzoccaro, fondatore e Presidente di Guna S.p.A.

Tutti noi, quando entriamo in un ambiente indoor che ci è familiare, come ad esempio la nostra abitazione o il nostro ufficio – sottolinea Gianmarco Cammi, Direttore Operativo di Anemotech e co-inventore della tecnologia theBreath® – siamo portati inconsciamente a proiettarci in una situazione di tranquillità che tende a farci sottovalutare alcuni aspetti deficitari di quello stesso ambiente che potrebbero, anzi dovrebbero, essere migliorati. La qualità dell’aria che normalmente respiriamo in un luogo chiuso è sicuramente peggiore di quanto siamo portati a credere. Questo studio lo ribadisce: è errato pensare che l’inquinamento resti fuori dalla porta. Sconfiggerlo è difficile, ma combatterlo e arginarlo è possibile. E theBreath® in questa sfida può essere un valido alleato”.

Dati sorprendenti

Uno studio scientifico, condotto dai tecnici di VeronaLab, laboratorio esterno di analisi chimiche ambientali/medicali, ha analizzato i quantitativi di sostanze assorbite dai pannelli inseriti nella sede di Guna, dopo sei mesi di «utilizzo». Per effettuare le analisi sui quantitativi di inquinanti assorbiti, sono state prese campionature dai pannelli posizionati in 4 specifiche aree: un ufficio operativo, un magazzino, la sala server, un locale badge.

Da sottolineare che non esistono spazi indoor completamente asettici, dove cioè l’aria sia pura al 100%. Tutti gli ambienti chiusi, ad eccezione ad esempio delle sale operatorie o dei laboratori scientifici, presentano, chi più chi meno, sostanze inquinanti. Ciò che conta è non superare determinati livelli di guardia. In Italia oggi la normativa di riferimento è il D. Lgs. n. 152 del 2/4/2006 (Testo Unico Ambiente) che evidenzia i Limiti Massimi Giornalieri di inquinanti ammessi per ogni singola postazione di lavoro.

Pur partendo da una situazione sempre ben al di sotto da tali parametri, in circa 180 giorni i pannelli campione installati negli ambienti Guna hanno filtrato e disgregato complessivamente talune sostanze inquinanti tipiche di qualsiasi ambiente lavorativo esposto su una strada a grande scorrimento. Queste le più significative:

768.000 microgrammi di Ossido di Azoto

2.129.600 microgrammi di Ossido di Zolfo

22.400 microgrammi di Benzene

1.075.200 microgrammi di Toluene

Incrociando tali dati con le dimensioni dei pannelli installati e i volumi degli spazi lavorativi, lo studio ha anche evidenziato, attraverso specifiche proiezioni, come i pannelli theBreath® abbiano garantito (e possano continuare a garantire) a Guna una riduzione percentuale dei singoli inquinanti rispetto ai Limiti previsti dal Decreto Legislativo.

Tutto questo, ovviamente, comporta straordinari benefici aggiuntivi in termini di qualità dell’aria respirata.

[ Roberta Di Giuli ]