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UNA GIORNATA PER CONOSCERE L’AMBIENTE

Ambiente

L’edizione 2017 dell’Earth Day delle Nazioni Unite è dedicata a sensibilizzare l’alfabetizzazione su tematiche ambientali e cambiamento climatico

Scioglimento dei ghiacciai, innalzamento del livello del mare, siccità e alluvioni improvvise sono solo alcuni dei drammatici effetti del cambiamento climatico. Per provare a contrastarlo, è necessario che tutti ne abbiano consapevolezza. Con questo obiettivo, l’Earth Day (Giornata Mondiale della Terra) è dedicata quest’anno all’Environmental and Climate Literacy (alfabetizzazione ambientale e climatica), come occasione per riflettere sullo stato del nostro pianeta e approfondire la conoscenza dei grandi fenomeni planetari che ne stanno modificando la fisionomia. Nata negli USA nel 1970 su iniziativa del senatore Gaylord Nelson e promossa in precedenza dal Presidente John Fitzgerald Kennedy, la Giornata della Terra coinvolge circa un miliardo di persone in 192 Paesi. Si tratta di una giornata celebrata dalle Nazioni Unite ogni anno il 22 aprile, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, per sensibilizzare la popolazione su tematiche come inquinamento, protezione di flora e fauna, salvaguardia di ecosistemi e utilizzo intelligente delle risorse.

Combattere il cambiamento climatico, priorità assoluta

Tema che fino a qualche anno fa era relegato ai circoli scientifici e alle associazioni ambientaliste, oggi il cambiamento climatico è al centro del dibattito politico a causa della necessità di intraprendere rapidamente azioni concrete per fermare il surriscaldamento del pianeta e le sue conseguenze. Dalla fine del diciannovesimo secolo, la temperatura media superficiale terrestre è aumentata di 1,1 °C dalla fine del diciannovesimo secolo. I dieci anni più caldi dai tempi della rivoluzione industriale a oggi si sono verificati dal 2000 in avanti e lo scorso si è registrato il record assoluto per temperature raggiunte, con il 2016 attestatosi come anno record per le temperature raggiunte.

AmbienteNel corso del ventesimo secolo, la temperatura terrestre ha registrato un aumento con una velocità e un’intensità senza eguali nella sua storia precedente. Ciò è dovuto principalmente all’ingente aumento della quantità di emissioni di anidride carbonica, in grado di trattenere il calore in atmosfera quasi come una serra.  Oggi la concentrazione della CO2 è pari a 405,6 ppm, un livello mai raggiunto negli ultimi 400.000 anni. Un vero e proprio boom (+50%) rispetto ai livelli preindustriali, a partire dagli anni ’60 del secolo scorso.  Secondo l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) – un panel composto da circa 1.300 esperti – entro la fine del secolo la temperatura potrebbe aumentare fino a 6 °C con conseguenti rischi di catastrofi ambientali. Per questo, nel corso della Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico di Parigi (COP21), tenutasi a dicembre 2015, gli Stati hanno raggiunto un accordo di riduzione delle emissioni per cercare di contenere l’aumento della temperatura entro 1,5 °C.

La rivoluzione ambientale dal basso

A giocare un ruolo decisivo, oggi più che mai, sono chiamati i cittadini con la pressione che possono effettuare sui propri Governi per prendere iniziative incisive. Un buon segnale arriva dalla partecipazione internazionale all’Earth Day, progressivamente cresciuta fino a superare il miliardo di persone. Testimonianza di una generazione che guarda allo sviluppo di una green economy basata su consumo sostenibile, protezione ambientale ed efficienza energetica.

Nel nostro Paese Earth Day Italia, in accordo con il Ministero dell’Ambiente, ha deciso di incentrare le celebrazioni della 47° Giornata Mondiale della Terra sul tema dell’educazione ambientale, favorendo l’incontro tra la scuola e il mondo dell’offerta formativa promossa da istituzioni e organizzazioni.  Per il quarto anno consecutivo Roma ospiterà – a Villa Borghese dal 21 al 25 aprile – il Villaggio per la Terra, in cui sarà attribuito un ruolo centrale all’appuntamento «Educazione ambientale in festival».

[ Paolo Magnani ]