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Un giardino sul tetto della scuola per suggestivi apprendimenti multidisciplinari

Il progetto del grande giardino pensile realizzato sul tetto del liceo scientifico romano Giovanni Keplero, a un anno dall’avvio ha dato i suoi frutti… orticoli e didattici

E per tetto… un giardino! È quello che accade al Liceo Scientifico Giovanni Keplero di Roma, grazie all’intuizione e alla passione del professore di Scienze Roberto Casalini che un anno fa, mosso dall’ambiziosa idea di creare un’occasione di apprendimento diversa per gli studenti, sicuramente più efficace e coinvolgente, insieme alla divisione verde pensile di Harpo (azienda triestina leader nel green building) ha «animato» il tetto della scuola trasformandolo in giardino pensile, ossia in un serbatoio di possibilità didattiche uniche.

Il progetto del «Tetto Verde Sperimentale», tra i primi a essere realizzato nel nostro Paese, è infatti stato pensato per educare i ragazzi al rispetto dell’ambiente, per avvicinarli, alla conoscenza del ciclo di vita e delle piante, per offrire lo spunto di un confronto su temi universali come la tutela del territorio e delle acque, i cambiamenti climatici, la biodiversità.

Divisi in gruppi, gli studenti, dopo una fase iniziale durante la quale sono state messe a dimora specie di sicura riuscita, si sono dedicati a sei specie della flora mediterranea per indagarne caratteristiche agronomiche, idrauliche e termiche grazie all’utilizzo di sensori che rilevano dati ogni dieci minuti. Ogni lunedì i ragazzi controllano la fioritura di ciascuna pianta per valutarne le performance.

Ma il giardino sul tetto della scuola – il cui substrato tecnico è stato realizzato dalla divisone verde pensile di Harpo – oltre al suo suggestivo valore didattico, presenta ricadute ambientali ed economiche non meno significative: dalla regimazione delle acque meteoriche alla coibentazione, passando per il sequestro delle polveri sottili presenti nell’atmosfera. Inoltre, costituisce un’efficace barriera contro le onde acustiche e le radiazioni elettromagnetiche.

I ragazzi sono entusiasti – spiega il profRoberto Casalini che segue il progetto -. Si tratta di un lavoro che di certo richiede grande passione e gli studenti dimostrano di averne a iosa. Il loro ruolo è fondamentale: si occupano di rilevare i dati, fotografare e interpretare graficamente la copertura vegetale, valutare mortalità e fioritura di ciascuna specie, ma anche comunicare, attraverso il blog, la pagina Facebook e il canale YouTube, il lavoro quotidiano e i risultati ottenuti. Una sperimentazione comporta problemi continui che a loro volta vanno risolti: ecco, credo che questo sia il più grande insegnamento didattico che il progetto possa fornire ai ragazzi”.

Imparare ad avere cura della nostra terra – sottolinea Maurizio Crasso, Direttore della Divisione verde pensile di Harpoper formare i cittadini del presente e del futuro è da sempre una mission che lega a doppio filo la nostra azienda con la responsabilità di infondere l’idea che il benessere e la qualità della nostra stessa vita dipendono dal rapporto che ognuno di noi ha con la natura. Per questo abbiamo sposato il progetto consapevoli dell’importanza di trasmettere le conoscenze scientifiche alle nuove generazioni abituate all’interattività”.

I risultati del primo anno di sperimentazione saranno pubblicati subito dopo marzo, ma già sappiamo, e ne riparleremo – che l’impegno costante e l’entusiasmo hanno permesso un grande raccolto…

[ Roberta Di Giuli ]