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SVILUPPO SOSTENIBILE, L’ITALIA È IN RITARDO

Asvis

Secondo l’ultimo rapporto ASVIS, il nostro Paese ha bisogno di una netta inversione di tendenza per conseguire gli obiettivi stabiliti dalle Nazioni Unite

•• Costruire un mondo migliore attraverso la lotta alla povertà, alla fame e alle malattie. Con questo obiettivo i Governi di 193 Paesi hanno sottoscritto a settembre 2015 l’Agenda 2030, un programma d’azione che comprende al suo interno 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) da conseguire nei prossimi quindici anni. Anche se in modalità diverse, tutti i Paesi – senza distinzioni tra Paesi industrializzati e in via di sviluppo – sono quindi chiamati a contribuire per portare il pianeta su un sentiero di sostenibilità.

L’ASVIS (Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile), che riunisce quasi 130 soggetti – dalle ONG ai sindacati, dalle fondazioni alle università – per far crescere nella società italiana la consapevolezza dell’importanza della tematica, ha redatto un report per fare il punto della situazione nel nostro Paese. All’evento di presentazione del documento hanno partecipato la Presidente della Camera Laura Boldrini, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari Europei Sandro Gozi, il Presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, il Presidente della Fondazione Global Compact Network Italia Marco Frey, il Presidente dell’Accademia dei Lincei Alberto Quadrio Curzio, Maria Edera Spadoni e Lia Quartapelle, rispettivamente Presidente e vice-Presidente del Comitato Permanente sull’Attuazione dell’Agenda 2030 e gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile della Commissione Esteri della Camera. Per ASVIS sono intervenuti il Portavoce Enrico Giovannini e il Presidente Pierluigi Stefanini. 

Uno scenario insostenibile

Il quadro tracciato da Enrico Giovannini, che ha illustrato i punti salienti del report, non è certo roseo. Nel nostro Paese il rapporto tra ricchi e poveri è tra i più squilibrati dell’area Ocse, con oltre 4,5 milioni di poveri assoluti, oltre 2 milioni di giovani che non studiano e non lavorano e un tasso di occupazione femminile inferiore al 50%. Gli investimenti in ricerca e sviluppo sono di poco superiori all’1% del PIL e i tassi di abbandono scolastico sono del 27,3% per i figli di genitori meno istruiti a fronte del 2,7% per i figli di genitori laureati. Ancora elevato il numero di violenze sulle donne e le disuguaglianze di genere. Anche sul fronte ambientale lo scenario non è migliore, soprattutto in alcune zone del Paese: il 36% delle persone vive in territori ad alto rischio sismico e l’inquinamento atmosferico, specie nei centri urbani, è sempre più causa di mortalità.

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In passato lo «sviluppo sostenibile» è stato visto come un tema legato esclusivamente all’ambiente mentre invece, come dimostra il report ASVIS, il tema deve essere affrontato solo in una logica integrata delle diverse dimensioni di sviluppo: economico, sociale, ambientale e istituzionale. “L’Italia dimostra di essere ancora molto lontana dal percorso di sostenibilità delineato dall’Agenda 2030 e dagli impegni sottoscritti all’Onu un anno fa. Eppure sappiamo di non avere alternative per garantire un futuro al Paese” ha sottolineato Giovannini nel corso della sua relazione. “Non c’è tempo da perdere. È urgente definire una Strategia di Sviluppo Sostenibile che guidi le scelte di tutti gli operatori economici e sociali e l’adozione di immediati provvedimenti da inserire nella prossima Legge di Bilancio”. 

Le proposte ASVIS alle Istituzioni

AsvisIl report (disponibile sul sito www.asvis.it) contiene approfondimenti analitici per ciascuno dei 17 Goal dell’Agenda 2030, nonché una rassegna delle strategie disegnate da altri paesi europei (Francia, Germania, Finlandia, Svizzera, ecc.), e illustra le proposte dell’Alleanza per interventi e politiche. Secondo l’ASVIS, il principio dello sviluppo sostenibile andrebbe inserito in Costituzione e vista l’ampiezza dei temi dell’Agenda 2030, il CIPE dovrebbe trasformarsi nel «Comitato Interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile», coinvolgendo la Conferenza Unificata per valutare le responsabilità delle Regioni e dei Comuni rispetto alle materie dell’Agenda 2030 e creando un Comitato consultivo sull’Agenda 2030, cui partecipino esperti e rappresentanti delle parti sociali e della società civile, come avviene in Francia e Germania.

“Proponiamo che il Governo predisponga annualmente un «Rapporto sullo sviluppo sostenibile in Italia» che valuti il percorso del nostro Paese verso gli Obiettivi dell’Agenda 2030, avvii una campagna informativa estesa e persistente nel tempo sui temi dello sviluppo sostenibile e un programma nazionale di educazione allo sviluppo sostenibile, finalizzato a formare le nuove generazioni” esorta Giovannini. “Poiché a un anno dalla firma dell’Agenda 2030 il Paese non dispone ancora di una base dati con gli indicatori esistenti per l’Italia tra gli oltre 230 selezionati dalle Nazioni Unite, reiteriamo la richiesta all’Istat di realizzare quanto prima tale strumento e invitiamo il Governo ad assicurare che il Sistema statistico nazionale disponga delle risorse umane e strumentali per elaborare tutti gli indicatori definiti dalle Nazioni Unite, assicurarne la tempestività e il dettaglio, così da massimizzarne l’utilità per tutte le componenti della società” ha concluso il Portavoce ASVIS.

Paolo Magnani
[01 Ott 2016]