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Efficienza energetica, volano di sviluppo per il Sistema Italia

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Confindustria ha elaborato, in collaborazione con RSE ed ENEA, il IV Rapporto sull’efficienza energetica. Notevoli benefici dall’adozione di politiche di sostegno all’abbattimento dei consumi

Lo sviluppo di un quadro regolatorio favorevole e di politiche oculate per il sostegno dell’efficienza energetica, atte a sviluppare le tecnologie nazionale, garantirebbero all’Italia notevoli benefici economici, ambientali e sociali.

A sostenere questa tesi è il quarto (dopo le edizioni 2008, 2010 e 2013) Rapporto per l’efficienza energetica realizzato da Confindustria in collaborazione con i partner scientifici RSE ed ENEA. Nonostante il nostro Paese abbia già fatto molti progressi in questi anni in questo settore, esiste ancora un ampio potenziale da esplorare nei prossimi 15 anni.

Confindustria

Massimo Beccarello, vice-Direttore Energia e Ambiente di Confindustria), ha sottolineato che “per ogni «euro» di spesa pubblica investito in efficienza energetica si potrebbero ottenere 1,5 euro in termini di aumento dell’occupazione, investimenti privati, energia risparmiata e benefici ambientali“.

Il Report elaborato dall’associazione si inserisce nell’ambito della discussione che ruota intorno al Clean Energy Package proposto dalla Commissione europea a fine 2016, in cui è prevista una nuova proposta di direttiva sull’efficienza energetica. Il documento è stato redatto da Confindustria con due livelli di analisi, uno microeconomico (con riferimento alle singole tecnologie) e uno macroeconomico, che guarda alle ricadute sul sistema.

Confindustria

All’evento di presentazione del report, tenutosi nella sede di Confindustria a Roma, hanno preso parte Andrea Bianchi (Direttore delle Politiche Industriali di Confindustria), Massimo Beccarello (vice-Direttore Energia e Ambiente di Confindustria), Stefano Besseghini, (Presidente e Amministratore Delegato RSE), Roberto Moneta (Unità Efficienza Energetica di ENEA), Gianni Pietro Girotto (Membro 10ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo Senato della Repubblica), Laura Bruni (Coordinatrice Efficienza energetica Kyoto Club), Ermete Realacci (Presidente VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici Camera dei Deputati), Stefano Saglia (Associazione Parlamentari per lo Sviluppo Sostenibile), Edoardo Zanchini (vice-Presidente Energia di Legambiente), Gian Luca Galletti (Ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare) e Giuseppe Pasini (Presidente Gruppo Tecnico Energia Confindustria).

Nel suo intervento, il ministro Galletti ha alzato ulteriormente l’asticella dell’impegno. “Avremo vinto quando non ci sarà più un ministero dell’Ambiente, ma un ministero dello Sviluppo sostenibile, dell’Agricoltura sostenibile e così via. Il mondo ormai ha preso una direzione. Dopo la COP21 di Parigi non si torna indietro, e le politiche per efficienza ed energia pulita saranno sempre più un requisito fondamentale per la competitività di un Paese anziché un freno, come qualcuno le ha considerate in passato”.

Ministro Galletti

Nel Piano microeconomico si affrontano gli investimenti per ridurre i consumi in alcuni settori chiave: residenziale, terziario, industriale, elettrico e dei trasporti. L’analisi macroeconomica evidenzia come il sistema energetico beneficerà delle politiche attive per la decarbonizzazione nei prossimi 15 anni con riduzioni della fattura energetica fino a 85,8 Mtep e delle emissioni climalteranti per un valore stimabile in circa 37,7 miliardi di euro. Adottando le policy adeguate per sostenere la domanda e rilanciare l’offerta di tecnologie – sostengono gli autori del Report – la domanda finale al 2030 potrebbe aumentare fino a 543 miliardi di euro. Di conseguenza, aumenterebbero la produzione industriale italiana (1.019 miliardi di euro), l’occupazione (5,7 milioni di unità lavorative annue) e valore aggiunto (340 miliardi di euro).

“È notizia di oggi che la Volvo ha annunciato che a partire dal 2019 produrrà esclusivamente veicoli elettrici o ibridi. La sfida al cambiamento climatico è globale, e ora sembra averlo capito anche la Cina” ha sottolineato l’on. Realacci. “In Italia, l’impegno in sostenibilità e innovazione di Confindustria ha più senso e valore oggi di quanto fatto in passato. La precedente SEN era già vecchia quando è nata ed è superata dai fatti: basti pensare al traguardo del 40% tagliato dalle rinnovabili. Ormai è fuor di dubbio che chi investe in recupero materie prime, sostenibilità e green economy è più competitivo e vince la sfida dell’export”.

Realacci

Il sen. Gianni Girotto, M5S e membro della Commissione Industria del Senato, ha invece sottolineato le “incongruenze delle attuali politiche in quanto la riforma delle tariffe elettrica disincentiva l’autoproduzione ai clienti domestici e fa pagare di più chi consuma meno mentre quella dei non domestici, ancora da definire, crea ancora una volta alle aziende problemi di non facile soluzione per non poter pianificare gli investimenti”.

Girotto

Il Presidente di RSE Besseghini ha evidenziato come “grazie all’ICT, le diverse tecnologie coordinate consentono di avere case e aziende omotetiche al sistema energetico. Questo vuol dire che al loro interno l’energia viene gestita in maniera intelligente come al livello superiore. Il residenziale e i settori non ETS si aprono così a tutta una serie di nuovi servizi integrati con il sistema”.

Roberto Moneta, Unità Efficienza Energetica di ENEA, è intervenuto anche sull’Ecobonus ribadendo che per l’ente sarebbe il caso di rimodulare l’incentivo in base al risparmio ottenibile dai vari interventi e di spingere più di quanto si sia fatto finora sulla portabilità del credito, aspetti che peraltro sono stati inclusi nella nuova SEN.

Nel corso del convegno è stata inoltre illustrata la raccolta di 105 Buone pratiche di Efficienza Energetica, compilata dal Kyoto Club e illustrata dalla coordinatrice efficienza energetica Bruni, che ha sottolineato come “grazie alle tecnologie smart in un 10% dei casi esaminati abbiamo visto addirittura interventi che si ripagano da soli in meno di 18 mesi”. Concetto ripreso dal vice-Presidente di Legambiente Zanchini, per il quale “si potrà fare tantissimo per l’integrazione delle varie tecnologie e per l’efficienza energetica attuando le proposte della Commissione, che danno un ruolo centrale ai prosumer”.

A chiudere i lavori è stato Giuseppe Pasini, coordinatore del Tavolo Energia di Confindustria. “Quando si parla di sostenibilità ambientale siamo consapevoli della nostra missione e le imprese danno il loro apporto. Tuttavia, senza una politica energetica adeguata rischiamo di tenere fuori dal mercato internazionale parte delle nostre imprese”. Pasini ha infine concluso con un commento sulla notizia che la riforma degli sgravi agli energivori non entrerà nella Legge europea 2017 in discussione alla Camera. “È chiaro che il tema più sentito per una parte del mondo industriale resta quello del costo dell’energia in sé, più che quello di un suo uso efficiente”.

[ Paolo Magnani ]