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Accordo Ministero dell’Ambiente e Lamborghini: un motore… per lo sviluppo sostenibile

Da sinistra - Ministro Corrado Clini e Stephan Winkelmann
Da sinistra: il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini e il Presidente di Automobili Lamborghini Stephan Winkelmann

di Roberta Di Giuli • Automobili Lamborghini sigla un accordo con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. È la prima Casa automobilistica in Italia ad avviare con il Ministero una collaborazione volta a promuovere iniziative di sostenibilità ambientale. Ma questo è solo l’ultimo capitolo del libro «verde» su cui da anni l’Azienda scrive…

 

La Lamborghini fa la voce grossa. E non solo quando scatena sull’asfalto i suoi irrequieti cavalli, ma anche quando si schiera – convinta – dalla parte dell’ambiente.  Così è diventata il primo caso nel settore automobilistico ad aver siglato con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare un accordo di collaborazione per la promozione di iniziative dedicate alla valorizzazione della sostenibilità ambientale dei processi produttivi e dei prodotti. Il programma è stato sottoscritto ieri 14 novembre dal Ministro Corrado Clini e dal Presidente e AD di Automobili Lamborghini, Stephan Winkelmann, alla presenza di autorità istituzionali e media.

 

Gli obiettivi dell’accordo

Innanzitutto: monitoraggio della produzione di CO2 nell’ottica di sua riduzione e/o neutralizzazione. In altre parole, si vuole definire una metodologia per l’analisi e la contabilizzazione del totale delle emissioni di anidride carbonica prodotta (carbon footprint), durante le fasi di realizzazione delle monoscocche e delle parti in fibra di carbonio. Altro impegno: la definizione, da parte dell’Azienda, di un sistema di gestione per la riduzione delle emissioni, specifico per il settore della progettazione, sviluppo e produzione di automobili di lusso. “Questo accordo conferma l’impegno di Lamborghini sia in tema di sostenibilità ambientale sia in termini di elevata tecnologia e innovazione” ha commentato Stephan Winkelmann, Presidente e AD di Automobili Lamborghini. “Il traguardo raggiunto oggi premia la coerenza di un percorso, iniziato cinque anni fa, volto alla riduzione delle emissioni di CO2 sia dei nostri prodotti che dei nostri siti produttivi. La fiducia che ci ha dimostrato il Ministro Clini, riconoscendo l’importanza del lavoro svolto finora, ci porta a proseguire su questa strada, con un rinnovato impegno e con una determinazione ancora maggiore”.

Il Ministro Corrado Clini ha invece sottolineato: “Quello di oggi è un importante segnale da parte di una azienda del lusso, storico marchio del made in Italy nel mondo, che si impegna a valutare e ridurre il proprio impatto sull’ambiente. L’accordo con Lamborghini fa parte del programma del Ministero per la valutazione dell’impronta ambientale” – ha continuato Clini – “che valorizza l’impegno dalle aziende italiane che intendono rispondere alla richiesta di certificazione di qualità ambientale e di innovamento tecnologico, quali fattori di competitività nei mercati internazionali soprattutto per i prodotti di alto livello, bandiera del made in Italy“.

 

La valutazione dell’impronta ambientale. Impegno e programma italiani

Aventador cabrioUn impegno costante per valutare e valorizzare le prestazioni ambientali del settore produttivo. Il Ministro Corrado Clini, nell’ambito del Protocollo di Kyoto e del «Pacchetto Clima-Energia» dell’Unione Europea, ha infatti sempre dimostrato grande attenzione alle iniziative volontarie per la riduzione dell’impatto sull’ambiente del settore produttivo italiano, avviando un intenso programma sull’«impronta ambientale» dei prodotti/servizi al fine di sperimentare su vasta scala e ottimizzare le differenti metodologie di misurazione delle prestazioni ambientali, tenendo conto delle caratteristiche dei diversi settori economici. L’iniziativa è anche finalizzata alla individuazione delle procedure di carbon management delle imprese e alla diffusione nei processi produttivi di tecnologie e buone pratiche a basso contenuto di carbonio. Per la realizzazione del programma è stata istituita, presso la Segreteria tecnica del Ministro, la «Task Force per la valutazione dell’impronta ambientale dei sistemi e dei modelli di produzione e consumo». Il suo compito principale è quindi quello di assistere il Ministero nella progettazione e realizzazione delle attività di competenza, con particolare riferimento al calcolo di carbon footprint e water footprint previsto da accordi volontari con Enti pubblici e imprese, o derivanti da procedure di selezione pubblica promosse e finanziate dal Ministero, in Italia e all’estero. Attualmente sono più di 70 le aziende di diversi settori produttivi, coinvolte nel programma attraverso accordi volontari e un bando pubblico.

 

Lamborghini: corsa veloce verso l’ambiente

Cylinder Deactivation SystemMa quante strade verdi percorre il Toro più famoso d’Italia a cui spesso si associa solo il rombo di un motore che macina ingordamente «energia»? Tante, e verso traguardi decisamente significativi, il cui raggiungimento ha scritto capitoli importanti dell’impegno ecologico non solo del Gruppo ma di tutto il settore motoristico.

La Casa di Sant’Agata Bolognese ha infatti da tempo impostato una strategia per l’ambiente basata sull’innovazione sia dei processi produttivi sia del prodotto, con gli obiettivi di ridurre del 35 per cento le emissioni di CO2 delle proprie vetture e di rendere l’intero stabilimento CO2 «neutrale» entro il 2015. Automobili Lamborghini è, inoltre, la prima azienda costruttrice di automobili in Italia ad avere ottenuto, nell’ottobre 2011, la certificazione ISO 50001, che conferma il forte impegno dell’Azienda verso il miglioramento costante delle prestazioni energetiche in tutti gli ambiti di attività. Nel luglio di quest’anno è stato inaugurato, alla presenza del Ministro Clini, un nuovo edificio dedicato allo sviluppo dei prototipi e delle vetture pre-serie, il primo industriale multipiano in Italia a essere certificato in classe energetica A.

 

Specialisti di… materiali compositi in fibra di carbonio

La strategia di Lamborghini prevede il ricorso in modo sistematico a materiali leggeri in fibra di carbonio e a un rapporto ottimale peso/potenza, presupposti fondamentali per l’estremo dinamismo e le minori emissioni delle sue supersportive. Ne è un perfetto esempio la Lamborghini Aventador LP 700-4, dotata di una monoscocca in fibra di carbonio, realizzata grazie a una tecnologia innovativa che la rende superiore a qualsiasi altra concorrente sul mercato. Lamborghini è l’unica azienda a poter gestire completamente in-house il complesso processo della produzione di materiali compositi rinforzati in fibra di carbonio (CFRP) grazie a una serie di tecnologie che rispettano i più elevati standard qualitativi. Presso la sede di Sant’Agata Bolognese, è stato realizzato un Centro avanzato di sviluppo compositi, l’Advanced Composites Research Center (ACRC), mentre a Seattle (USA) è stato istituito l’Automobili Lamborghini Advanced CompositeStructures Laboratory (ACSL), struttura dedicata alla ricerca e sviluppo di materiali compositi in fibra di carbonio per il settore automobilistico e aeronautico in collaborazione con la University of Washington e la Boeing Company.

 

Roberta Di Giuli