Home Ambiente Strategia mar...

Strategia marina: aggiornati i requisiti del «Buono Stato Ambientale»

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Ministro dell’Ambiente che aggiorna i requisiti del «Buono Stato Ambientale» delle acque marine e definisce i Target Ambientali

Nel corso degli ultimi decenni è aumentata sempre di più la consapevolezza che l’ambiente marino costituisce un patrimonio prezioso da proteggere e salvaguardare, al fine di mantenere la biodiversità e preservare la vitalità di mari ed oceani.

Per far fronte a tali esigenze, la Direttiva Quadro sulla Strategia per l’Ambiente Marino (2008/CE/56) – basandosi su un approccio integrato e con l’obiettivo di diventare il pilastro ambientale della futura politica marittima dell’Unione Europea – prevede che ogni Stato Membro sviluppi una strategia per il conseguimento o il mantenimento del «Buono Stato Ambientale» (Good Environmental Status – GES) dell’ambiente marino entro il 2020.

Per «Buono Stato Ambientale» delle acque marine si intende la capacità di preservare la diversità ecologica, la vitalità dei mari e degli oceani affinché siano puliti, sani e produttivi mantenendo l’utilizzo dell’ambiente marino ad un livello sostenibile e salvaguardando il potenziale per gli usi e le attività delle generazioni presenti e future.

Il Decreto legislativo 13 ottobre 2010, n. 190, recependo la Direttiva, ha istituito un quadro diretto all’elaborazione di strategie per l’ambiente marino e all’adozione delle misure necessarie a conseguire e a mantenere un buono stato ambientale, garantendo un uso sostenibile delle risorse tramite:

  • l’applicazione di un approccio ecosistemico alla gestione delle attività umane per assicurare che la pressione complessiva di tali attività sia mantenuta entro livelli compatibili con il conseguimento di un buon stato ambientale;
  • la salvaguardia della capacità degli ecosistemi marini di reagire ai cambiamenti indotti dall’uomo;
  • la valutazione degli effetti transfrontalieri sulla qualità dell’ambiente marino degli Stati terzi situati nella stessa regione o sottoregione marina;
  • il rafforzamento della conservazione della biodiversità, attraverso l’ampliamento e l’integrazione della rete delle aree marine protette previste dalla vigente normativa e di tutte le altre misure di protezione;
  • la progressiva eliminazione dell’inquinamento dell’ambiente marino;
  • la garanzia che le azioni di monitoraggio e la ricerca scientifica sul mare siano orientate all’acquisizione delle conoscenze necessarie per la razionale utilizzazione delle sue risorse e potenzialità.

Gli articoli 9 e 10 del provvedimento prevedono che il Ministero dell’Ambiente, con apposito decreto, determini i requisiti del «Buono Stato Ambientale» sulla base di una serie di descrittori qualitativi e definisca i traguardi ambientali (Target) e gli indicatori ad essi associati.

In attuazione di tali articoli, il decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare n. 249 del 17 ottobre 2014 (G.U. n. 261 del novembre 2014) ha determinato i suddetti requisiti e definiti i traguardi ambientali.

Tali requisiti e target, ai sensi dell’art. 7, comma 2, del D. Lgs. n. 190/2010, devono essere aggiornati, successivamente all’elaborazione iniziale, ogni sei anni per ciascuna regione o sotto-regione marina.

A tal proposito, la Direttiva ha suddiviso le acque marine europee in quattro regioni: Mar Baltico, Oceano Atlantico nordorientale, Mar Mediterraneo e Mar Nero. Per alcune di queste ha provveduto ad un’ulteriore suddivisione individuando delle sotto-regioni.

Nel Mediterraneo sono state individuate tre sub-regioni: il Mediterraneo occidentale, il mar Adriatico, il mar Ionio e Mediterraneo centrale.

Le acque italiane appartengono a tutte e tre le sotto-regioni.

Il Ministro Costa con il Decreto n. 36 del 15 febbraio 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 69 del 22 marzo 2019, ha provveduto all’ultimo aggiornamento dei requisiti del Buono Stato Ambientale-GES e dei Target ambientali.

[ Luca Strinati ]

 

Il testo del decreto e degli allegati è consultabile al seguente link