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Secondo uno studio dell’ISPRA sempre più balene… all’orizzonte

Balena

di Roberta Di Giuli • L’esponenziale aumento degli avvistamenti a conferma di un Tirreno centrale tra Civitavecchia e la Sardegna abitato stabilmente dai cetacei

 

Balene all’orizzonte. Secondo uno studio condotto dall’ISPRA (l’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale del Ministero dell’Ambiente), recentemente pubblicato sull’importante rivista scientifica Marine Ecology, negli ultimi anni, rispetto a venti anni fa, sono aumentati nel Tirreno Centrale gli avvistamenti della balenottera, un fenomeno che ha registrato un +300%.

 

Questo dato non rappresenta la conferma di un aumento generale della popolazione di cetacei ma, come spiega Luca Marini Presidente dell’Associazione Accademia del Leviatano e coautore della ricerca, di un maggior utilizzo del Tirreno Centrale nell’ultimo decennio come area di sosta per le balene e non di semplice transito durante le migrazioni. Le motivazioni, asserisce Marini, potrebbero essere da ricercare sia nei cambiamenti climatici in atto, che hanno reso la regione ricca di clorofilla, sia nell’aumento del traffico marittimo della regione del Santuario Pelagos. Non è un caso, infatti, che le balenottere vengono avvistate sempre negli spot con i valori più alti di clorofilla e meno con l’aumentare del traffico marittimo.

Metodologia della ricerca

L’ISPRA ha ripreso nel 2007 a monitorare un transetto marino lungo la rotta Civitavecchia-Golfo Aranci a bordo di traghetti di linea utilizzando la stessa medotologia di ricerca dell’associazione Accademia del Leviatano alla fine degli anni ’80.

 

Paragonando i risultati dei mesi estivi per tre anni consecutivi con oltre 700 avvistamenti di cetacei si è giunti alla conclusione che la balenottera è la specie con il maggiore numero di avvistamenti nella regione.

 

Il network di ricerca ha individuato, tra il Mar Ligure ed il Mar Tirreno, delle aree, lungo le rotte marittime, ad alta densità di cetacei. In queste zone sarebbe auspicabile una regolamentazione nella navigazione al fine di evitare potenziali collisioni tra navi e grandi cetacei, anche sfruttando il recente decreto, che ha istituito una zona di protezione ecologica, che ha allargato la giurisdizione italiana anche in acque internazionali.

 

Diversi i ricercatori che si sono alternati sui traghetti con il supporto della Fondazione CARICIV.

 

In particolare, l’ISPRA dal 2007 coordina il network di ricerca che monitora cetacei utilizzando traghetti di linea della Corsica-Sardinia Ferries e della Grimaldi Lines. A questa rete di monitoraggio fanno parte, tra le altre, la Fondazione CIMA, l’Università di Pisa, Pelagos France, GIS3M e l’associazione siciliana Ketos.

 

Questa metodologia di ricerca, utilizzata anche nell’Atlantico, permette di poter monitorare periodicamente i trend di distribuzione delle popolazioni di cetacei anche in zone di mare alto altrimenti difficilmente raggiungibili, il tutto a costi ridotti.

 

Roberta Di Giuli