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Riduzione dei rischi, un impegno comune

disastri naturali

A Firenze si è tenuto un Forum delle Nazioni Unite per l’attuazione di una strategia condivisa a livello internazionale per una migliore prevenzione e gestione dei pericoli naturali

 

La riduzione dei rischi di disastro – conosciuta a livello internazionale come Disaster Risk Reduction (DDR) – punta a contenere il danno causato da pericoli naturali (terremoti, alluvioni, siccità e cicloni) attraverso uno sforzo sistematico di prevenzione che prevede l’analisi dell’esposizione ai pericoli e la sua riduzione attraverso una gestione intelligente di terra e ambiente.  Lo scorso anno si è tenuta in Giappone, a Sendai, la terza Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite sulla riduzione del rischio di disastro. In quell’occasione è stato siglato il Sendai Framework for Disaster Risk Reduction 2015-2030: un accordo di 15 anni che prevede obiettivi e modalità d’azione comune per i firmatari e riconosce il ruolo primario degli Stati nella riduzione dei rischi ma estende la condivisione della responsabilità con le istituzioni locali, il settore privato e altri stakeholder.

Per discutere dell’attuazione del Sendai Framework, si è tenuto a Firenze l’High Level Forum on Implementing the Sendai Framework for Disaster Risk Reduction at Local Level. Organizzato dal Governo italiano e dal Comune di Firenze in collaborazione con lo United Nations Office for Disaster Risk Reduction (UNISDR), lo United Nations Human Settlements Programme (UN-Habitat), gli United Cities and Local Governments (UCLG).

Italia punto di riferimento

L’evento si è svolto a Firenze in occasione del cinquantennale dell’alluvione del 1966 e ha visto la partecipazione di ministri, esperti del settore, membri di ONG e di aziende. In apertura dei lavori, il Sindaco di Firenze Dario Nardella ha sottolineato come ospitando questa iniziativa l’Italia assume un ruolo di stimolo e di guida nell’impegno verso la riduzione del rischio a livello locale. Una sfida in cui il nostro Paese -esposto a un’ampia varietà di rischi naturali e non solo – mette in campo la ricchezza di esperienze rappresentata dal ruolo dei Sindaci, riconosciuti nel nostro ordinamento come prima autorità di protezione civile sul territorio.

Un concetto ripreso da Claudio De Vincenti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: “In Italia il sistema di Protezione civile è diventato anche un punto di riferimento per la costruzione di buone pratiche a livello internazionale. La forza del nostro sistema si basa sulle realtà locali che sono pienamente coinvolte, con i sindaci che sono le prime autorità di protezione civile. La nostra protezione civile vive sul territorio”.

tsunami

Al centro dell’evento, un confronto sull’attuazione di strategie quadro internazionali sul tema della riduzione del rischio, con interventi di tecnici ed esperti del settore tra cui il Ministro della Difesa Civile e Protezione Civile della Federazione Russa Vladimir Puchkov, il Segretario Generale dell’OSCE Lamberto Zannier e il Capo del Dipartimento della Protezione civile Fabrizio Curcio. Una delle sessioni tematiche è stata dedicata al rischio alluvionale e moderata da Mauro Grassi, Direttore della struttura di missione #ItaliaSicura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nel corso delle altre sessioni si è discusso del ruolo dei privati nella costruzione della resilienza, della riduzione del rischio per il patrimonio culturale, delle sfide della governance locale nella gestione dei rischi e della preparazione della terza Conferenza delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani UN-Habitat, che si svolgerà in Ecuador a ottobre.

Gli speaker del Forum sono stati concordi nel sottolineare l’importanza di un approccio coerente tra gli impegni internazionali assunti in materia di sviluppo sostenibile, cambiamento climatico e riduzione del rischio, per affrontare l’impatto dei disastri, aumentare la resilienza delle comunità e coordinare la gestione dei rischi futuri.

lEnel’s Network Resilience Project 2016

In rappresentanza di Enel – prima utility globale membro dell’ARISE, alleanza del settore privato nata a Sendai – è intervenuto il Direttore della Divisione Infrastrutture e Reti Globale Livio Gallo. Tra le misure adottate dall’azienda per rendere la rete sempre più in grado di reagire a possibili crisi, la digitalizzazione, l’automazione e la telegestione, oltre agli investimenti per un sistema elettrico sempre più smart. Gallo ha illustrato poi l’Enel’s Network Resilience Project 2016, il Piano di Enel per rispondere a eventuali situazioni di emergenza che coinvolgano il sistema elettrico tramite analisi del rischio di rete, indagini sulle condizioni climatiche e accordi con le Istituzioni. “In condizioni estreme nessuna istituzione, nessuna azienda e nessun soggetto può affrontare le avversità da solo” osserva Gallo. “È necessario quindi pianificare nel dettaglio un’organizzazione e una collaborazione tra tutti gli attori in campo, per elaborare una strategia di successo e assicurare un’operatività immediata e risolutiva”.

Condivisione e alleanza tra istituzioni

Nella sessione conclusiva, il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti ha sottolineato l’importanza di un approccio coerente, multidisciplinare e multirischio. “La messa in sicurezza del Paese è la base per un’efficace prevenzione del rischio. Oggi fenomeni atmosferici sempre più violenti” – ha dichiarato il Ministro evidenziando l’impegno del Governo – “mettono a nudo le difficoltà di un Paese che non ha saputo programmare, che ha lasciato nel cassetto fondi e progetti, che ha tenuto bloccati cantieri fondamentali per la vita sicura delle comunità. La nostra risposta sta nell’aver programmato, dal primo giorno di questo governo, un grande piano d’azione fino al 2020 che indirizza fondi alle aree più esposte secondo criteri scientifici, a partire dalle grandi aree metropolitane, accompagnandoli a una forte semplificazione delle procedure come dimostrano la riforma della governance in chiave distrettuale con la costituzione delle autorità di distretto che il Ministero sta licenziando e anche grazie alla trasparenza nei tempi e nelle responsabilità degli interventi. Un nuovo metodo frutto di un’alleanza tra le istituzioni che porterà nel tempo a evitare tante tragedie”.

L’evento si è concluso con l’adozione della dichiarazione «The Florence Way Forward», un documento che supporta l’attuazione della strategia post-Sendai. “Dobbiamo continuare a scambiarci informazioni, a fare intravedere i punti di vista di ognuno, a confrontarci” ha commentato Fabrizio Curcio. “È necessario migliorare la filiera del rapporto tra le politiche generali, le attività locali e il cittadino, così come dobbiamo trovare indicatori che misurino la bontà delle azioni intraprese, per sapere se la direzione scelta è quella giusta o deve essere migliorata. Il documento The Florence Way Forward potrà essere un’utile guida in questo”.

 

Paolo Magnani
[22 Giu 2016]