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OLTRE LE ALPI: UN MONDO DI CONQUISTE

elettronica

Secondo l’associazione della Confindustria, per le imprese italiane dell’elettronica ed elettrotecnica se la domanda interna resta al palo, le vendite all’estero sono l’unica arma per salvare bilanci e fatturato. Mentre l’internazionalizzazione contribuisce a svecchiare le aziende, mettendole al riparo da un sicuro fallimento in un mercato ormai di dimensioni planetarie

•• Al capezzale di un mercato interno ancora in agonia, per le aziende italiane l’unico antidoto per sopravvivere alla crisi resta il mercato estero. L’ennesima conferma arriva da ANIE, l’associazione aderente a Confindustria che rappresenta le aziende di elettronica ed elettrotecnica. Stando ai numeri presentati a Milano nel corso dell’Open Day Attività Internazionali organizzato dall’associazione, infatti, emerge chiaramente che il fatturato delle imprese del settore regge proprio grazie alle esportazioni che continuano a beneficiare di un trend in crescita: per quest’anno si stima un +1,4% rispetto al 2013. Un contesto in cui spicca l’elettrotecnica il cui export vola soprattutto in America che segna ben 10,8 punti percentuali in più nei confronti dello scorso anno. Meno entusiasmante, invece, l’andamento nel settore dell’elettronica: a trainare il comparto sono le vendite in Asia Orientale, l’unico mercato con segno positivo (+6% nel rapporto 2014/2013).

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Export, ma anche internazionalizzazione. Un processo che secondo quanto emerge  da una ricerca del Servizio Studi ANIE, non solo ha «salvato» il fatturato, ma ha anche spinto le aziende a trasformare la propria struttura organizzativa adeguandola alle nuove esigenze di un mercato globalizzato. E questo vale soprattutto per le piccole-medie imprese. Il made in Italy delle nostre PMI ha ottenuto risultati soddisfacenti proprio grazie alle attività internazionali, in special modo nei mercati Unione europea, Paesi europei extracomunitari, Medio Oriente, America Latina e Nord America.

“In un contesto di perdurante stagnazione della domanda interna”, spiega in una nota Claudio Andrea Gemme, Presidente di ANIE Confindustria, ‘‘guardare ai mercati esteri è diventato per le imprese una necessità per sopravvivere alla crisi. A fine 2013 nei settori ANIE l’incidenza dell’export sul volume d’affari complessivo ha raggiunto il 55% e il saldo della bilancia commerciale è risultato attivo per oltre 16 miliardi di euro. L’industria Elettrotecnica ed Elettronica italiana detiene il primato di settore manifatturiero a più elevata incidenza delle esportazioni sul fatturato totale, e questo perché le aziende del settore vantano un know-how competitivo e avanzato. Il made in Italy è anche questo: eccellenza tecnologica, ricerca e sviluppo, innovazione senza pari. Si tratta di caratteri distintivi del manifatturiero italiano all’estero, ora è tempo che questi livelli di eccellenza trovino adeguato riconoscimento anche da parte della domanda interna”.

Di apertura all’estero, strumento ormai fondamentale per competere in un mercato che non conosce più confini, ha fornito altri dettagli Andrea Maspero, vice-Presidente ANIE per l’Internazionalizzazione. Le nuove frontiere dove affermare l’Italian style del settore? Eccole: Medio Oriente e Nord Africa, Africa Sub-Sahariana, Sud-Est Asiatico e America Latina. Qui, secondo Maspero, l’Italia può sfoderare un’arma vincente: l’eccellenza tecnologica, un valore aggiunto che distingue il made in Italy dell’elettrotecnica ed elettronica.

Marina Fanara
[19 Dic 2014]