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L’Europa chiede acqua!

Acqua

Gli europei hanno chiesto alla Commissione di garantire che tutti i cittadini dell’UE possano godere del diritto all’acqua e ai servizi igienico-sanitari. La risposta sottolinea impegni e misure a conferma della costante attenzione dell’Unione al problema

La voce più forte che può arrivare a Bruxelles è quella di un gran numero di cittadini uniti che chiede il raggiungimento di un obiettivo comune. La possibilità di questo «coro virtuale» esiste, ed è un importante strumento di democrazia partecipativa nelle mani degli «abitanti» del vecchio continente. Sono sufficienti 1 milione di cittadini di almeno un quarto degli Stati membri dell’Unione, per spingere la Commissione a intervenire in direzione delle questioni per le quali ha la competenza di legiferare. E la voce che si è sentita più forte, sostenuta da 1,68 milioni di cittadini, superando le soglie minime di adesioni in 13 Stati membri, si chiama «L’acqua è un diritto» (Right2Water).

Le voci unite degli europei hanno infatti chiesto alla Commissione di garantire che tutti i cittadini dell’UE possano godere del diritto all’acqua e ai servizi igienico-sanitari, di escludere l’approvvigionamento idrico e la gestione delle risorse idriche dalle logiche del mercato interno e dalla liberalizzazione, e di intensificare gli sforzi per assicurare un accesso indiscriminato all’acqua e ai servizi igienico-sanitari in tutto il mondo.

Il vice-Presidente della Commissione Maroš Šef?ovi? ha dichiarato: “I cittadini europei hanno fatto sentire la loro voce e oggi la Commissione ha espresso il suo consenso. Questa forma inedita di esercizio della democrazia sotto forma di iniziativa popolare paneuropea si tradurrà in un miglioramento immediato della qualità dell’acqua, delle infrastrutture, dei servizi igienico-sanitari e della trasparenza per i cittadini europei e dei paesi in via di sviluppo. Mi congratulo con gli organizzatori per i risultati conseguiti.”

Parola, e impegni, della UE

Una comunicazione della Commissione ha risposto al coro raccontando gli eccezionali progressi compiuti dall’UE nel settore dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari, ad esempio mediante il raggiungimento di alti standard di qualità o il sostegno finanziario degli interventi volti ad ampliare e a migliorare le infrastrutture idriche negli Stati membri. Complessivamente, l’UE e i suoi Stati membri attualmente stanziano intorno agli 1,5 miliardi di euro l’anno a favore di programmi per l’approvvigionamento idrico, i servizi igienico-sanitari e l’igiene (WASH) nei Paesi in Via di Sviluppo, facendo dell’Unione il principale donatore a livello mondiale in questo settore.

Poiché però le decisioni sulle modalità di gestione dei servizi idrici sono esclusivo appannaggio delle autorità pubbliche degli Stati membri, la Commissione continuerà a rispettare le norme del trattato, che impongono all’UE di rimanere neutrale rispetto alle disposizioni nazionali che disciplinano le imprese nel settore idrico. Analogamente, nei negoziati commerciali internazionali la Commissione continuerà a garantire il rispetto e la salvaguardia delle politiche di gestione dei servizi idrici adottate a livello nazionale, regionale e locale. Del resto, le caratteristiche dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie per soddisfare le esigenze di base della popolazione sono state sempre riconosciute dalla normativa dell’UE. La distribuzione e la fornitura dell’acqua nonché i servizi di trattamento delle acque reflue sono già esplicitamente esclusi dall’ambito di applicazione della libera prestazione di servizi transfrontalieri. Inoltre, lo scorso anno la Commissione ha escluso i servizi idrici dalla direttiva sull’aggiudicazione dei contratti di concessione per tenere debitamente conto delle preoccupazioni dei cittadini.

Alla luce dell’iniziativa dei cittadini europei, la Commissione ha individuato le restanti lacune e i settori che richiedono un maggiore impegno a livello di UE o a livello nazionale, al fine di rispondere alle preoccupazioni alla base di questa richiesta di intervento dei cittadini.

Gli obiettivi nel dettaglio

La Commissione si è impegnata a realizzare le seguenti attività concrete e nuove azioni nei settori che hanno una rilevanza diretta per l’iniziativa e il raggiungimento dei suoi obiettivi: intensificare gli sforzi per una piena attuazione della normativa dell’UE sull’acqua da parte degli Stati membri; lanciare una consultazione pubblica a livello europeo relativa alla direttiva sull’acqua potabile per valutarne i margini e le modalità di miglioramento; migliorare l’informazione dei cittadini rendendo più lineari e trasparenti la gestione e la diffusione dei dati sulle acque reflue urbane e sull’acqua potabile; considerare l’ipotesi di un’analisi comparativa della qualità delle acque; promuovere un dialogo strutturato tra le parti interessate sulla trasparenza nel settore idrico; collaborare con altre iniziative per ampliare la gamma di valori di riferimento per i servizi idrici e migliorare la trasparenza e la responsabilità dei fornitori di servizi idrici, consentendo ai cittadini di accedere a dati comparabili sui principali indicatori economici e di qualità; incoraggiare approcci innovativi per l’assistenza allo sviluppo (ad esempio, il sostegno a partenariati tra operatori idrici e a partenariati pubblico-pubblico) e promuovere le migliori pratiche tra gli Stati membri (ad esempio, in materia di strumenti di solidarietà); difendere l’accesso universale all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari come settore prioritario nel quadro degli obiettivi di sviluppo sostenibile per il post 2015 e infine, invitare gli Stati membri, nell’ambito delle loro competenze, a tenere conto delle preoccupazioni espresse dai cittadini con questa iniziativa e incoraggiarli a intensificare gli sforzi per garantire che tutti possano disporre di acqua sicura, pulita e a buon mercato.

Roberta Di Giuli