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La sorprendente tendenza del biologico

Prodotti biologici

Roberta Di Giuli • Bioeport racconta il successo del comparto bio. Lo fa anche l’indagine Censis-Cia – salutata dal Presidente Napolitano – che però mette anche in evidenza una tavola più povera per gli italiani che rinunciano a pesce, bevande e frutta. I due volti dell’Italia che mangia…

Siede a tavola con noi la crisi economica. A raccontarlo il rapporto presentato dal Censis e della Cia – Confederazione italiana agricoltori – a febbraio che ha pesato la spesa effettuata dagli italiani nel 2013 verificando che effettivamente… è più leggera! I generi alimentari hanno registrato un calo nelle vendite del 3,3% (dato che nel 2012 era già diminuito del 2,8%). Si riduce soprattutto la spesa per le bevande non alcoliche (-4,1%), in particolare per acque minerali e succhi di frutta (-4,3%), mentre tiene quella per vino e superalcolici (-0,5%). Segno meno per gli acquisti di pesce (-5,3%) (dal 2000 la spesa per questo settore si è ridotta complessivamente del 12,4%), dolci (miele, marmellate, zucchero: -4,1%), frutta (-3%), carne (-2,6%). Eppure c’è una voce che sembra mettere in contraddizione il dato della tendenza al risparmio. Quale? Il 41% di italiani dimostra di avere un palato ecologicamente raffinato per aver  acquistato, negli ultimi sei mesi, frutta e verdura biologica, e il 33% carne da allevamenti biologici. Più del 20% è disposto a spendere molto pur di acquistare prodotti agroalimentari d’eccellenza (cibi ricercati, vini di pregio, tipicità dei territori). Il mercato dei prodotti biologici è in crescita e il nostro  volume d’affari in merito è  stimato in 3,1 miliardi di euro. Gli acquisti di prodotti biologici confezionati sono aumentati in valore di 8,8 punti percentuali nel primo semestre del 2013.

Bioreport indagini di… bio mercato

Prodotti biologiciA confermare questo apprezzamento degli italiani al cibo di qualità è anche  Bioreport 2013, una panoramica sul settore biologico italiano. Il rapporto della Rete Rurale Nazionale fotografa il comparto sia analizzando i dati congiunturali disponibili sia approfondendo alcuni suoi aspetti rilevanti tramite indagini mirate. L’edizione presentata a febbraio  approfondisce l’esame delle filiere relative al settore lattiero-caseario e a quello delle piante officinali.

Il Presidente della  Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato un messaggio di saluto all’assemblea elettiva della Cia “L’attività agricola deve essere  sostenuta con incisive politiche di semplificazione amministrativa e  di sviluppo dell’innovazione”.

“Essa contribuisce infatti – continua Napolitano – alla difesa del territorio e alla salvaguardia dell’ambiente, riducendo i rischi di dissesto idrogeologico e offre importanti opportunità alle giovani generazioni per promuovere iniziative imprenditoriali di successo, anche nel settore dell’agriturismo”. ”Il comparto agroalimentare ha sempre apportato un fondamentale contributo alla economia del nostro Paese – osserva il Capo dello Statograzie alla solidità delle strutture e alla qualità dei prodotti, consentendo di contenere i danni provocati dalla grave e prolungata crisi economica e finanziaria”.

Export agroalimentare da primato

Marchio biologico europeoE l’inno alla qualità dei nostri prodotti alimentari, intonata dal Presidente Napolitano, è confermata dall’analisi Censis Cia. Siamo il Paese europeo con il maggior numero di denominazioni riconosciute (Dop, Igp), grazie alla varietà e qualità dei prodotti e al loro legame con il territorio e la tradizione alimentare: sono 261 delle 1.209 registrate. Nel 2012 la produzione certificata è cresciuta del 5,3%, e con essa il fatturato della produzione (+2,1%), che ormai ha raggiunto quasi 7 miliardi di euro. E mentre i consumi interni ristagnano, i Paesi stranieri si consolidano come mercato di sbocco delle nostre produzioni agroalimentari. L’export di prodotti agricoli e alimentari vola, registrando una cresciuta del 32,1% tra il 2007 e il 2012, molto più del valore medio dell’export (+7%). E il trend positivo non si è arrestato neppure lo scorso anno (+5,5%), nonostante lo stop del valore complessivo delle esportazioni italiane (-0,2%). L’Italia è il primo produttore europeo di riso, uva, pomodori, pesche, pere, tabacco, kiwi e tra i maggiori di olive, arance e mele. Lo scorso anno i prodotti agroalimentari hanno pesato per quasi 28 miliardi di euro sulla bilancia commerciale, rappresentando l’8,5% di tutto l’export italiano. I prodotti alimentari italiani pesano per il 3,3% sulle esportazioni mondiali. E in alcuni segmenti l’Italia è un player primario nel mondo: per i prodotti da forno e farinacei l’export italiano rappresenta il 14% degli scambi internazionali, per le bevande l’8,5%. Il valore delle esportazioni di zucchero ha segnato un +143% nei primi dieci mesi del 2013, +43,2% il latte, +10,6% l’olio d’oliva, +8,8% le bevande, +7,1% il vino, +12,1% lo spumante (+74,6% tra il 2007 e il 2012).

Roberta Di Giuli